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Colleferro, da città industriale a turistica grazie ai fondi del GAL?

Presso la sala del Consiglio Comunale si è svolta venerdì l’ultima riunione del GAL - Alta Ciociaria- Valle del Sacco, dove il comune di Colleferro si è presentato con poche ma chiare idee da proporre per cercare di invertire la

Collefero Gal 3 Aldo Mattia

Presso la sala del Consiglio Comunale si è svolta venerdì l’ultima riunione del GAL - Alta Ciociaria- Valle del Sacco, dove il comune di Colleferro si è presentato con poche ma chiare idee da proporre per cercare di invertire la

rotta da comune industriale a comune turistico con i suoi musei, per poi passare alla valorizzazione dei rifugi ed alla riconversione in zona florovivaistica dei bordi del fiume Sacco e delle aree verdi ivi presenti.

E’ stato il presidente del GAL Aldo Mattia (direttore della Coltivatori Diretti del Lazio) ad aprire la seduta dopo i saluti del sindaco Pierluigi Sanna che ha anche illustrato le finalità del GAL che è un ente sovracomunale di programmazione, con la parte maggioritaria (51%) in mano i privati.

Mattia ha annunciato che molto probabilmente nel Lazio ci saranno 22 GAL e 12 saranno finanziati con i 60 milioni del Piano Leader e si spera concretamente che tra quelli finanziati ci sia anche questo. Mattia ha ricordato, inoltre, che grazie alla Coltivatori Diretti nella precedente programmazione del PSR si sono insediate 600 aziende giovanili ed oggi si conta di triplicarle perché ci sono le basi. "Il GAL – ha aggiunto Mattia- vuole essere di sostegno alle zone rurali e certamente il recupero dei rifugi di Colleferro rientra in un PSL (Piano Sostenibile Locale) che può essere finanziato". Non è mancata una stilettata molta elegante agli assenti perché gli appuntamenti sono sacrosanti per tutti. Poi è stata la volta della consigliera comunale di Colleferro Agnese Rossi, delegata dal Sindaco, che ha presentato i punti per un turismo sostenibile e per far nascere un polo museale con il museo archeologico, il museo delle comunicazioni e il villaggio Morandiano e per chiudere con un museo industriale. L’assessore Giulio Calamita il primo assessore con delega all’agricoltura di Colleferro nei suoi 81 anni di vita ed all’ambiente ha presentato l’idea del polo florovivaistico per valorizzare terreni i inutilizzabili a causa dell'oramai famoso inquinamento del Sacco. Inoltre, ha spiegato come poter migliorare l’arredo urbano e l’aspetto della città e come i rifiuti debbano finire in un eco-compattatore di compostaggio.

Poi è stato aperto il dibattito con le due idee presentate dall’arch. Luca Calselli, ovvero che si deve puntare sulla Comunicazione con un’immagine unica di tutto il GAL, oltre che alla rigenerazione urbana dei centri storici dei cinque paesi che compongono il GAL: Colleferro, Anagni, Ferentino, Sgurgola e Paliano.

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Giancarlo Flavi (Foto e servizio)

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