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Colleferro, Valle del Sacco: comuni seguano esempio dei Lepini occasione unica per decidere sviluppo dal basso

Duecento mila  euro per il 2015 e un apposito stanziamento nel bilancio pluriennale 2016-2018 per potenziare lo sviluppo del territorio. E’ questo l’importante risultato raggiunto da 17 Comuni dei Lepini che proprio ieri hanno sottoscritto il...

Duecento mila euro per il 2015 e un apposito stanziamento nel bilancio pluriennale 2016-2018 per potenziare lo sviluppo del territorio. E' questo l'importante risultato raggiunto da 17 Comuni dei Lepini che proprio ieri hanno sottoscritto il protocollo "Destinazione Lepini" con la Regione Lazio.

Un esempio da seguire al più presto perché applicabile anche ai Comuni della Valle del Sacco. Su questo già c'è la disponibilità a collaborare della Regione.- Così Daniela Bianchi, consigliera Regionale del gruppo "PD" della Regione Lazio e coordinatrice del "Tavolo sulla Valle del Sacco" in VIII Commissione.

-L'azione dei Monti Lepini infatti permetterà ai Comuni aderenti di valorizzare l'area dal punto di vista turistico usando le risorse Europee che la Regione metterà a disposizione. Queste amministrazioni si sono mosse velocemente e si sono subito organizzate per raccogliere le opportunità offerte dalla Regione Lazio e dall'Europa. La stessa occasione di avviare un piano chiaro di sviluppo possono averla anche i Comuni della Valle del Sacco, visto che da mesi hanno attivato un coordinamento che vede il Comune di Anagni come capofila. E per farlo non mancano i contributi ad una visione d'insieme che sono stati forniti negli anni. Non ultimo il lavoro che si sta facendo con il programma per il Contratto di Fiume del Sacco (su cui sono previsti finanziamenti ad hoc dalla UE), con il riconoscimento dell'infrastruttura verde degli Ernici, con il piano di re-industrializzazione della Regione da 150 milioni di euro e con un dibattito costante sulla necessità di integrare paesaggio, cultura, sviluppo e crescita. L'obiettivo per la Valle del Sacco dovrà essere quello di costruire dal basso il futuro dell'area, lasciando che siano i territori a decidere su quali settori e su quali attività investire e quali escludere perché incompatibili con l'economia sostenibile, con l'ambiente e la salute pubblica.

Io credo che in questi tempi dobbiamo avere il coraggio del tempismo, cogliere le occasioni, valutarle in tempi brevissimi, presentarsi insieme con un progetto condiviso, avendo chiaro che ogni pezzo di un singolo Comune è un tassello importante del puzzle territorio. Diversamente continueremo a perdere occasioni, ad andare avanti con tanta buona fede ma poca efficacia e a sentirne la fatica saranno le stesse amministrazioni e i cittadini tutti. O peggio ancora, in assenza di un chiaro piano di sviluppo ancora una volta lasceremo che a indirizzare le scelte saranno altre condizioni.

L'appuntamento della programmazione Ue 2014-2020 non si ottiene certamente per concessione di qualcuno, ma passa per la capacità delle parti di autodeterminarsi. Conoscendo la dedizione e le capacità di questi amministratori, sono certa che non mancheranno all'appuntamento.

Sul tema gli assessorati all'Ambiente, allo Sviluppo Economico e all'Agricoltura della Regione Lazio hanno già dato la loro piena disponibilità. Tocca ora a noi come territorio dimostrare di essere all'altezza della sfida.-
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