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Frosinone, Pesci pescati illegalmente  sequestrati 7200 ricci di mare tra Anagni e Ferentino,

Nel corso dei servizi di vigilanza e prevenzione svolti sul tratto frusinate dell’autostrada A1, il personale della Sottosezione di Frosinone ha sequestrato prodotti ittici trasportati in violazione delle norme previste in materia di tutela...

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Nel corso dei servizi di vigilanza e prevenzione svolti sul tratto frusinate dell’autostrada A1, il personale della Sottosezione di Frosinone ha sequestrato prodotti ittici trasportati in violazione delle norme previste in materia di tutela alimentare ed igienico sanitaria.

In particolare nella notte appena trascorsa, gli agenti della Polizia Stradale di Frosinone hanno sottoposto a controllo una monovolume Seat che percorreva la carreggiata sud dell’autostrada A1 nel tratto compreso tra gli svincoli di Anagni e Ferentino.

Dopo aver fermato il veicolo in condizioni di sicurezza, all’interno dell’abitacolo gli agenti notavano la presenza di grosse ceste in plastica piene di ricci di mare (echinodermi) ancora vivi che i tre occupanti, 40enni originari della provincia di Bari, riferivano di aver pescato sulle coste del litorale grossetano, utilizzando specifiche attrezzature per immersione (mute, coltelli, bombole, torce subacquee, maschere e pinne) pure ben visibili sui sedili dell’autovettura.

Tenuto conto che, da una prima verifica, i circa 7200 esemplari di ricci risultavano in numero ben superiore ai limiti massimi consentiti dalla normativa, ed in considerazione delle vaghe e generiche giustificazioni dei soggetti circa la totale assenza delle prescritte licenze di pesca e della documentazione riguardante la tracciabilità del prodotto trasportato, gli uomini della Polizia Stradale procedevano al sequestro dei prodotti ittici ed alla contestazione di una sanzione amministrativa per un valore di 2.000 euro.

I tre individui venivano, inoltre, denunciati in stato di libertà per la violazione della disciplina prevista dal D. L. n. 4/2012, in quanto avevano pescato esemplari di ricci di mare di dimensioni inferiori al diametro minimo consentito dalla normativa ambientale.

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Al termine degli adempimenti burocratici, gli animali, ancora vivi, sono stati tempestivamente consegnati alla Capitaneria di porto di Gaeta (LT) che ha provveduto a liberare i ricci in acque marine idonee alla loro sopravvivenza.

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