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Artena, pressing sull'opinione pubblica di Silvia Carocci per tornare al voto

La consigliera comunale conferma "È chiaro che la giustizia dovrà fare il suo corso e sentenze di assoluzione e di condanna competono ai giudici, non a noi. Ma il “terremoto” che ha investito il nostro Comune non può essere sottaciuto"

A 48 ore dal blitz dei Carabinieri ad Artena, con l’operazione che ha portato a una serie di arresti e misure per un totale di 22 indagati, arrivano le dichiarazioni ufficiali di Silvia Carocci, Consigliera comunale, capogruppo di “Artena Cambia”. Tra gli arrestati il sindaco, Felicetto Angelini, e l’assessore Domenico Pecorari, che si trovano ora ai domiciliari. Le accuse vanno dalla concussione alla corruzione fino all’abuso d’ufficio.

"Questi fatti, se confermati, gettano un’ombra pesante sulla nostra comunità, già ferita dai recenti episodi di violenza a tutti noti. E’ chiaro che la giustizia dovrà fare il suo corso ma in questo momento non possiamo sottovalutare il senso di smarrimento che prova la nostra comunità. A questo sentimento però abbiamo il dovere di reagire: Artena deve ritrovare la strada. Non sarà facile ma la città ha bisogno di una svolta morale e civile".

Silvia Carocci aggiunge: "I fatti appresi dalla stampa non hanno precedenti nella storia di Artena. Le dichiarazioni rilasciate nella serata di venerdì dal vicesindaco ci paiono quanto mai inopportune. È chiaro che la giustizia dovrà fare il suo corso e sentenze di assoluzione e di condanna competono ai giudici, non a noi. Ma il “terremoto” che ha investito il nostro Comune non può essere sottaciuto. Come pensa Talone di portare avanti la macchina amministrativa con una parte importante della stessa struttura comunale coinvolta? Non abbiamo bisogno di prove di forza ma di responsabilità. Il quadro ricostruito dagli inquirenti - se confermato - disegna un sistema di corruzione e clientela che avrebbe condizionato non di poco il peso politico-elettorale degli amministratori coinvolti. Confidiamo nel senso di responsabilità del sindaco ad interrompere il suo mandato  altrimenti sarà onere del Consiglio Comunale fare un atto di responsabilità, in questo senso".

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