Sabato, 13 Luglio 2024
Valle Del Sacco

Artena, arriva la sentenza del Consiglio di Stato sulla Fassa Bortolo che ribalta la decisione del Tar

Il sindaco Carocci: " Il Consiglio di Stato ha in realtà reso ancora più evidenti le gravi responsabilità del Comune di Artena, che non ha vigilato, quale primo soggetto responsabile"

Si è conclusa dopo anni di attesa ed in via definitiva l'annosa vicenda dell'ampliamento del cementificio 𝐅𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐁𝐨𝐫𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐫𝐭𝐞𝐧𝐚. Come spesso accade si è conclusa con un colpo di scena ovvero con la sentenza del Consiglio di Stato che ribalta completamente quanto aveva deciso il Tar.

Nella giornata di martedì 11 giugno è stata pubblicata la sentenza N.05241 emessa dal Consiglio di Stato che, di fatto, ribalta completamente la precedente sentenza di primo grado, dando il via libera all’avvio dei lavori. 

“Dall’accoglimento delle su esposte premesse consegue che – si legge nella sentenza – nel caso in esame, i provvedimenti di VIA e di AIA, in quanto dotati di autonoma efficacia lesiva rispetto al provvedimento di PAUR, avrebbero dovuto costituire oggetto di espressa impugnazione da parte del Comune di Cori entro il termine di 60 giorni decorrente dalla data della rispettiva pubblicazione sul BURL. Conclusivamente, alla luce delle considerazioni che precedono – si legge ancora ora – l’appello deve essere accolto e, per l’effetto, in riforma della sentenza di primo grado, va annullata la statuizione con la quale il giudice di primo grado ha dichiarato il ricorso di primo grado ricevibile (Cons. St., VI, 28 novembre 2022, n. 10427), con conseguente dichiarazione della sua irricevibilità per tardività”.

Le parole del neo sindaco Silvia Carocci

«Prendo atto della sentenza del Consiglio di Stato di annullamento della sentenza del TAR la quale aveva dichiarato illegittimo il provvedimento autorizzatorio dell'impianto Fassa. Così come prendo atto di dichiarazioni a dir poco inappropriate fatte nelle ultime ore da parte di precedenti amministratori del nostro Comune. Pur premettendo di dover approfondire gli atti, essendo appena stata eletta, non posso esimermi dall'esprimere alcune considerazioni.

La sentenza del Consiglio di Stato non è intervenuta nel merito della vicenda, affrontando le questioni relative alla tutela ambientale e alla salute dei cittadini ma ha semplicemente ritenuto tardivo il ricorso fatto dal Comune di Cori sulla VIA e sull' AIA. Il Consiglio di Stato ha in realtà reso ancora più evidenti le gravi responsabilità del Comune di Artena, che non ha vigilato, quale primo soggetto responsabile, sulle gravi lacune del procedimento autorizzatorio, eventualmente impugnando all'epoca gli atti relativi. Se questo fosse stato fatto, forse oggi non saremmo arrivati a questo punto. Sarà mia cura analizzare in profondità ogni atto e vigilare affinché in alcun modo sia leso il diritto alla salute dei cittadini. Chiederò subito un incontro al Presidente della Regione Lazio per discutere degli aspetti di questa vicenda».

Le dichiarazioni dell'ex primo cittadino Felicetto Angelini

"Credo sia doveroso dare notizia della pubblicazione in data 11.6.2024 della sentenza N.05241 emessa dal Consiglio di Stato sulla questione dell' ampliamento dello stabilimento Fassa. Il Consiglio di Stato - scrive sui social Felicetto Angelini -  ha, di fatto, ribaltato completamente la precedente sentenza del TAR Lazio del novembre 2023. Come potrete leggere nel frontespizio della sentenza, il Comune di Artena non si è neanche costituito, per lasciare la più ampia libertà di giudizio all' alto consesso oltre a risparmiare soldi.
Fassa potrà ampliare lo stabilimento di Artena così come autorizzato dalla Regione Lazio nel pieno rispetto delle norme urbanistiche e di tutela ambientale.

Viene così confermata, una volta di più, la correttezza degli amministratori comunali, che si sono succeduti negli anni, dei molti enti coinvolti e degli uffici comunali e regionali che hanno rispettato fino in fondo le procedure di legge nella disamina del progetto.
Ora coloro che negli anni hanno applicato con metodo scientifico, senza alcuno scrupolo e con evidente successo, la politica della demonizzazione e criminalizzazione degli avversari politici, sottoponendo a critiche ingiuste e inventate sindaci, assessori e funzionari pubblici, facendo perdere alla collettività tempo e soldi preziosi, hanno due strade davanti a sé: la prima, impugnare la sentenza del Consiglio di Stato;
la seconda, chiedere pubblicamente scusa a tutti. Ma le due cose prevedono coraggio personale e coerenza politica. Aspetteremo con serena pazienza"

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Artena, arriva la sentenza del Consiglio di Stato sulla Fassa Bortolo che ribalta la decisione del Tar
FrosinoneToday è in caricamento