Venerdì, 22 Ottobre 2021
Valle Del Sacco

Artena, farmacie fatte fallire ad hoc. Anche le tre della città lepina tra la disponibilità di una banda di truffatori

L’operazione dei Nas di Milano denominata Finfarma ha fatto emergere i dettagli con i quali un gruppo di malviventi ha incassato milioni di euro

Le conquistavano, prendevano i soldi e le facevano fallire. Per poi chiaramente sparire nel nulla, o almeno provarci. Stiamo parlando di farmacie e tra la decina fatte fallire ad hoc vi erano anche le tre di Artena, paese alle porte di Roma, che la loro improvvisa chiusura di qualche anno fa lasciò il paese senza medicinali.

Il tutto è emerso nelle ore scorse in una maxi operazione dei carabinieri dei Nas di Milano che, nell'ambito dell'inchiesta ribattezzata "Finfarma", martedì mattina hanno eseguito arresti e perquisizioni in tutta Italia. I militari sono entrati in azione nel capoluogo lombardo, ma anche nelle province di Roma, Pescara, Latina, Rieti e Ascoli Piceno.

La banda da 3 milioni e le 9 farmacie fallite

Nel mirino degli investigatori - stando a quanto finora appreso e da quanto riportato da milanotoday.it - è finita "una organizzazione dedita a realizzare ingenti profitti illeciti mediante l'accaparramento di farmacie in tutto il territorio nazionale provocandone il dissesto finanziario tramite l'acquisizione di finanziamenti e altre risorse economiche successivamente oggetto di distrazione".

Secondo le ricostruzioni dei carabinieri, quindi, il gruppo acquistava le farmacie e chiedeva finanziamenti per l'attività. I soldi venivano poi "drenati" dalle società e le attività venivano fatte fallire.

Ad Artena il gruppo, arrivato dal nulla, rilevò tutte e tre le farmacie presenti in città e dopo poco quest’ultime andarono fallite creando numerevoli disagi ai cittadini.

I Nas del commando provinciale di Latina hanno eseguito una perquisizione a San Felice Circeo presso l’abitazione dove uno degli indagati stava trascorrendo le vacanze.

Le indagini, avviate d’iniziativa nell’autunno del 2018, hanno fatto emergere le illecite attività di un’associazione per delinquere creata e gestita da un pluripregiudicato siciliano – già colpito da numerose condanne per analoghi reati – che aveva costituito 2 holding societarie tramite le quali acquisiva numerose farmacie su tutto il territorio italiano che progressivamente venivano condotte al dissesto finanziario, tramite una sistematica distrazione fraudolenta dei loro incassi e di ogni altra risorsa economica, per un valore accertato di oltre tre milioni di euro.

I Carabinieri del Nas sono riusciti ad attribuire a questo sodalizio criminale, infatti, ben 9 bancarotte fraudolente di altrettante farmacie territoriali, ma soprattutto a dimostrare che l’organizzazione criminale aveva ideato un ulteriore ingegnoso ed illecito modus operandi. Queste farmacie, prima di essere dichiarate fallite, venivano ipervalutate tramite la redazioni di false perizie – eseguite da compiacenti commercialisti membri dell’associazione per delinquere – che ne accrescevano illecitamente il valore di mercato per truffare alcuni istituti di credito, cercando di ottenere un finanziamento di 19 milioni di euro, garantito proprio dalle farmacie fittiziamente sovrastimate.

Il denaro ottenuto con questa illecita operazione speculativa sarebbe stato successivamente trasferito su conti correnti offshore accesi in paradisi fiscali esteri ed utilizzati per nuove finalità illecite e per ulteriori arricchimenti personali. Solo l’immediato intervento della Procura presso la sede legale dell’Istituto di Credito aveva impedito la realizzazione degli illegali scopi dell’organizzazione criminale e rivelato alle banche il reale fine illecito dell’intera operazione finanziaria. Questa attività investigativa aveva già consentito ai militari del Nas di Milano di deferire in stato di libertà 17 persone, di eseguire ulteriori 45 decreti di perquisizioni nei confronti di 19 società e 26 persone fisiche, sequestrando numerosi bilanci societari ed altra voluminosa documentazione economico-finanziaria, tra cui soprattutto 41 assegni circolari dell’importo di 47 milioni di euro sequestrati e risultati falsi, utilizzati dall’organizzazione criminale per eseguire le numerose attività illecite.

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