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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Valle Del Sacco

Finto blitz antidroga, quattro poliziotti rinviati a giudizio

Due agenti e due dirigenti del commissariato di Colleferro sono finiti sotto processo cosi come deciso dal Gup del tribunale di Frosinone

Sono stati rinviati tutti a giudizio i quattro poliziotti (due agenti e due dirigenti) del commissariato di Colleferro che misero su un finto blitz antidroga nelle campagne tra Anagni e Sgurgola alla fine del 2020. Ora i quattro dovranno affrontare il processo cosi come deciso nelle ore scorse del Gup del tribunale di Frosinone. Altre sette persone coinvolte nella medesima operazione trovate all'interno del casolare e che hanno scelto il rito abbreviato sono stati condannati per il trasporto della droga.

L'arresto a gennaio del 2021.

L’indagine sul maxi sequestro di droga a Sgurgola da oltre 60 kg del settembre del 2020 scorso era stata portata avanti dai carabinieri del comando provinciale di Frosinone con i colleghi della compagnia di Anagni che arrestarono i due poliziotti del commissariato di Colleferro che finirono ai domiciliari.

In pratica i due agenti nell’indagare su due spacciatori di Colleferro che si rifornivano in questo casolare posto tra le campagne della Sgurgola ed Anagni avrebbero commesso delle omissioni gravi e per questo motivo sono stati arrestati.

Il maxi sequestro di droga

Come detto il tutto è nato dall’operazione dei carabinieri di Anagni che il 23 settembre del 2020 portò all’individuazione di una una vera e propria fabbrica della droga in un casolare tra le campagna della Sgurgola (Frosinone). All’interno del casolare, durante le operazioni furono identificati sette giovani tutti ventenni con a carico precedenti specifici, intenti chi a confezionare singole dosi di hashish, chi a sminuzzare lo stupefacente, chi a pressarlo riducendolo in dosi da vendere clandestinamente su base industriale.

Il gruppo utilizzava una macchina pressatrice di grosse dimensioni con funzionamento a pompa idraulica, come quelle che da tempo si stanno diffondendo tra gli spacciatori di droga. Furono sequestrati circa 60 chili di hashish suddivisi in 481 panetti e 50 grammi di cocaina, un gruppo elettrogeno che asserviva la pressa ed un’impastatrice utilizzata per frantumare lo stupefacente.

I militari rinvenirono un consistente quantitativo di etichette con la scritta “KINGS OG” e “Chocolate Haze” verosimilmente utilizzate per “marchiare” ogni panetto.  La droga che era insieme a bilancini di precisione e a materiale termoplastico utilizzato per il confezionamento sottovuoto, qualora immessa sul mercato, avrebbe fruttato oltre 600mila euro.

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