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Carpineto, di notte nei vicoli parla il silenzio con gli anziani che si godono il fresco. In Piazza il frastuono della musica

Il silenzio dei vicoli con il rumoreggiare degli anziani seduti a prendere il fresco, l’improvvisa cantina che anima il borgo di Carpineto Romano hanno un fascino unico in questo periodo del Pallio della Carriera.

carpineto notte 9

Il silenzio dei vicoli con il rumoreggiare degli anziani seduti a prendere il fresco, l’improvvisa cantina che anima il borgo di Carpineto Romano hanno un fascino unico in questo periodo del Pallio della Carriera.

Carpineto Romano è un paese ben ricostruito dove tutte le sere, in estate, c'è un evento che porta in piazza musica per far stare insieme. La galleria d’arte contemporanea Gonnella che in questi giorni sta ospitando la mostra del maestro Omar Ronda, colui che ha realizzato l’arazzo del Pallio. Un singolare pittore che ha fatto parlare molto di se e che ha accettato di dipingere anche l’Arazzo di Carpineto che va ad unirsi agli altri grandi artisti che hanno realizzato i precedenti.

Carpineto è una città d’arte veramente da godere e non basta un’intera giornata per visonare i suoi musei, la Regia dei Volsci, i cimeli di Leone XIII, la Capanna del Pastore, il Chiostro di San Pietro, tanto per citarne alcuni ma soprattutto per "assaporarne" il silenzio che parla da solo nel borgo antico dove si respira ancora aria finissima e quell’aria di paese di una volta per la semplicità della gente che pur non conoscendoti ti accoglie con il sorriso per dirti buona sera o buona passeggiata.

Nel borgo, in un altro frantoio dopo la via ritta, la graziosa mostra di acquarelli di Anna Battisti (allieva di Ugo Bevilacqua) che oltre ad immortalare gli angoli caratteristici della sua Carpineto, li ha saputi bene incastonare in quel locale e vale la pena di visiitare.

Eccola, la città di Carpineto Romano incastonata sui monti Lepini dove il silenzio viene rotto dalle musiche estive e che musiche. Una cittadina, di neanche 5.000 persone, che sa accogliere il turista. Una cittadina che ride al turista. Una cittadina nel periodo del Pallio strapiena di gente felice di trovarsi a Carpineto Romano, che ha storia e tradizioni da raccontare.

Infine, che dire dell’ottima cucina dei rioni curata con dovizia di iniziative, perché assaggiare la polenta al tartufo di San Pietro o quella con le spuntature di maiale aglio Lago, o ancora se preferite la pecora cotta aglio callaro, o ancora la capra cotta aglio callaro e quelle zuppe meravigliose di ceci e/o fagioli, sono davvero una leccornia.

Complimenti al rione Jo Moro che ha deciso di spostare la sua arte culinaria, poco sotto la piazza centrale del paese, creando degli angoli davvero simpatici ed alla sua cucina altrettanto prelibata. Nel borgo antico, nella cantina di San Gnaco, che rompe il silenzio e la quiete del borgo, frizza e sprizza una cucina altrettanto fantastica nel vecchio frantoio posto al centro del paese. Ma nel borgo antico c’è anche il rione Jo Curso, proprio all’ingresso della ex via ritta, che offre dei piatti caratteristici del posto. Poi salendo verso l’alto della città Jo Casteglio, vicino casa Pecci (ossia casa del santo padre Leone XIII il Papa della Rerum Novorum) , la cui cucina, arrampicata sulle scali, ma sempre di qualità dei prodotti locali.

Abbiamo lasciato per ultima quella di Sant’Agostino, posta all’ingresso del paese proprio vicino alla bellissima chiesa, i cui volontari si fanno in quattro, per dare agli ospiti la massima disponibilità culinaria. Che dire poi della Hosteria Aldobrandina di San Pietro, e si tutte si chiamano così grazie all’inventiva di Italo Campagna lo storico del paese che ogni anno ne inventa una, che si è dovuta trasferire nel chiostro della bellissima chiesa di San Pietro, perché la loro cantina ha avuto problemi tecnici. Questi propongono piatti originali, diversi dagli altri e che purtroppo può stare aperta solo il venerdi, abato e domenica con grande rammarico dei volontari che vi prestano la loro spassionata opera. Intanto, però sale il tifo dei rioni per l’aggiudicazione del Pallio della Carriera. Una vittoria che però "costa cara" al rione che dovrà poi cucire il vestito della Principessa Aldobrandini del 2017. Un vestito di rara fattura, tutti fanno bella mostra nel museo allestitoad hoc dal Comune che coordina tutte le iniziative.

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Giancarlo Flavi (testi e foto)

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