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Carpineto Romano, il 23 la presentazione del libro di Franco La Torre: “Sulle ginocchia. Pio La Torre, una storia”

Il 23 giugno, alle ore 18.00, presso il Chiostro seicentesco di San Pietro, ci sarà la presentazione del libro di Franco La Torre: “Sulle ginocchia. Pio La Torre, una storia”.Una vita in prima linea, quella di Pio La Torre, che lo vide impegnato...

copertina libro

Il 23 giugno, alle ore 18.00, presso il Chiostro seicentesco di San Pietro, ci sarà la presentazione del libro di Franco La Torre: “Sulle ginocchia. Pio La Torre, una storia”.Una vita in prima linea, quella di Pio La Torre, che lo vide impegnato

a lottare contro malaffare, mafia e politica. Un gigante nel suo campo, che, purtroppo, spesso non viene ricordato come meriterebbe. Pio La Torre nasce in una borgata di Palermo nel 1927. Cresciuto in una famiglia di contadini insieme ai suoi cinque fratelli matura, fin da giovanissimo, il bisogno di combattere per i diritti dei più deboli. Verrà, ingiustamente, anche arrestato (un anno e mezzo circa) con il movimento contadino. Un episodio durissimo, che però non fermò la sua mission. Nel 1952 viene eletto al Consiglio comunale di Palermo.Nel 1959 diviene segretario del PCI siciliano. Nel 1963 viene eletto all’Assemblea regionale siciliana. Nel 1969 viene chiamato a Roma dal PCI dove ricopre il ruolo di vice responsabile della Sezione agraria e della Sezione Meridionale. Nel maggio del ’72 entra in Parlamento e, da subito, entra a far parte della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia siciliana perché grande conoscitore del fenomeno e del loro sistema di potere. Insieme al giudice Terranova - ucciso anch’egli da Cosa Nostra – La Torre redasse un rapporto d’inchiesta che portava alla luce collusioni politico – mafiose sconcertanti. All’interno del rapporto, introdusse anche una proposta di legge “Disposizioni contro le mafie” che prevedeva l’introduzione di un nuovo articolo nel codice penale italiano: il 416 bis che introduce il reato di associazione mafiosa punibile da tre a sei anni. Proposta di legge che, a detta del pentito Tommaso Buscetta, fu la causa principale della sua morte. Era il 30 aprile 1982, quando La Torre, insieme al suo autista Rosario Di Salvo, stavano raggiungendo la sede del PCI a Palermo. All’improvviso due moto di grossa cilindrata fiancheggiano l’auto e uccidono il deputato comunista, sul colpo. Il 13 settembre, dello stesso anno, venne approvato la legge Rognoni – La Torre: entra in vigore, ufficialmente, il reato per associazione mafiosa con conseguente confisca dei beni accumulati illecitamente. L’evento sarà organizzato dall’associazione Il Ve(t)ro che, con Franco La Torre, hanno già collaborato in passato. L’occasione fu l’incontro pubblico “Legalità e Giustizia. Lotta alla mafia e utilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità. Piena applicazione della legge Rognoni-La Torre”. Il binomio fu di successo, come ci auguriamo sarà per la presentazione del libro.

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Damiano Ricci

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