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Carpineto, venerdì 7 la presentazione del progetto LEO per lo sviluppo dell’economia della zona

Il Progetto Leo nasce da un incontro e da una sintonia di pensiero e pratica fra la ISB e il Comune di Carpineto Romano, una città particolarmente interessante dal punto di vista biourbanistico, perché sposa le caratteristiche biofiliche del...

Il Progetto Leo nasce da un incontro e da una sintonia di pensiero e pratica fra la ISB e il Comune di Carpineto Romano, una città particolarmente interessante dal punto di vista biourbanistico, perché sposa le caratteristiche biofiliche del territorio ad uno spirito sociale positivo, laborioso, pronto a trasformare le difficoltà in opportunità.Ambizione generale del Progetto è la generazione di un nuovo modello di sviluppo territoriale basato sui principi della biourbanistica, concentrandosi sulla forza dei piccoli comuni ?a scala umana?. Obiettivo specifico è il miglioramento della resilienza sociale ed economica della città, e, di conseguenza della sua qualità di vita.

Il programma si dispiega in tre macroazioni:

Rete Naturale Carpineto Eventi, ovvero la scommessa di rendere la città una meta nazionale e internazionale del settore M.I.C.E. (Meetings, Incentives, Conferences, and Events);

City Catalyzer Start Box, la creazione di un luogo di co-creazione, co-working, socializzazione, e scambio di saperi dedicato alla ricchezza e al benessere locali, ma globalmente connesso sia nel senso di relazioni umane e professionali (scambi con esperti esterni), sia in quello tecnologico (presenza di strumenti di ultima generazione per la produttività innovativa, come stampanti 3D, ecc.);

Mobilità in comunità, ovvero l?applicazione inclusiva dei principi del Design for All all?intero corpo urbano assecondando le segnalazioni di anziani, bambini, famiglie, e tutti quei soggetti intorno ai quali, normalmente, le città non vengono disegnate.

Tali azioni mirano a: Generazione e promozione del capitale umano tramite lo sviluppo di una piattaforma che faciliti contatti, relazioni, scambi di esperienza e condivisione di una filosofia di rete;

Prototipizzazione di modelli di business funzionali alle esigenze di resilienza culturale e socio-economica dei piccoli centri urbani, nello specifico di Carpineto Romano;

Implementazione integrata dell?hardware ?produttivo? ? da un uso efficace di Internet, all?istituzione di laboratori per maker;

Riuso innovativo e rimessa in circuito del patrimonio architettonico e urbano sotto utilizzato e abbandonato, che viene rivalutato, curato e protetto secondo i criteri biourbanistici e biofilici, mentre offre nuove funzioni e nuovi livelli di robustezza socio-economica.

I destinatari del Progetto sono innanzitutto gli artigiani e i giovani con competenze tecniche e/o capacità creative, quali: tecniche turistiche, programmazione, marketing, pubbliche relazioni, sociologia, design, architettura, management, commercialistica, scrittura, arte.

Il modello si basa sui principi della biourbanistica, quali la costruzione di reti e relazioni pari-a-pari, la progettazione biofilica e le sue applicazioni, la pratica del placemaking o produzione/attivazione dei luoghi, gli interventi di agopuntura biourbana, il service design urbano.

Il Progetto Leo coinvolge la prestigiosa Chalmers University (Svezia) e la società ECCOM di Roma, operante nella gestione di fondi e progetti europei.

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