Domenica, 17 Ottobre 2021
Valle Del Sacco

Colleferro, approvato il Peba (Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche)

Durante il suo intervento, l’assessore ai Servizi Sociali, Diana Stanzani, ha spiegato come il raggiungimento di tale obiettivo sia stato il risultato di un lungo percorso normativo tecnico che ha risentito molto in termini culturali della Legge n. 104 del 1992

Nell'ultimo Consiglio Comunale di Colleferro è stato approvato il PEBA, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, che vuole realizzare in campo urbanistico quanto definito dalla Costituzione che all’art. 2 recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti la legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”. Durante il suo intervento, l’assessore ai Servizi Sociali, Diana Stanzani, ha spiegato come il raggiungimento di tale obiettivo sia stato il risultato di un lungo percorso normativo tecnico che ha risentito molto in termini culturali della Legge n. 104 del 1992 “Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale ed i diritti delle persone handicappate”,che sposta l'attenzione dall'handicap alla persona nella sua centralità, considerandola nel suo sviluppo unitario dalla nascita alla presenza in famiglia, nella scuola, nel lavoro e nel tempo libero indipendentemente dallo stato e dal tipo di disabilità.

La legge vuole prevenire e rimuovere “le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della persona umana ed il raggiungimento della massima autonomia possibile e la partecipazione della persona con disabilità alla vita collettiva nonché alla realizzazione dei diritti civili, politici e patrimoniali. L’obiettivo diventa pertanto l’INCLUSIONE per mezzo della quale le persone vengono inserite nella società con gli stessi poteri e garanzie di partecipazione di tutti gli altri membri della comunità. In questo quadro normativo, il PEBA vuole essere quello strumento urbanistico finalizzato, attraverso l’eliminazione delle barriere architettoniche, a garantire una completa accessibilità a tutti i cittadini degli spazi della nostra città quali gli edifici pubblici, i servizi collegati, gli spazi comuni e le infrastrutture per la mobilità.

Deve quindi contenere l’individuazione di una serie di percorsi e di edifici pubblici per ciascuno dei quali sono rilevate le caratteristiche fisiche e funzionali, le criticità, gli interventi di adeguamento necessari al superamento degli ostacoli e delle barriere nonché la quantificazione economica necessaria per l'attivazione dell’intervento. Riguardo il PEBA comunale, il sindaco Sanna ne ha promosso la realizzazione affidando una specifica delega all’assessore Diana Stanzani la quale è giunta alla Delibera di Consiglio attraverso un lavoro iniziato già dalla prima consiliatura, durante la quale, come Assessore ai Servizi Sociali, ha potuto, anche attraverso il Forum delle Disabilità, incontrare molti cittadini e ascoltarne le storie di vita individuando domande di accessibilità e vivibilità degli spazi urbani a loro preclusi.

Nel febbraio del 2020 la regione Lazio aveva approvato la legge 40 “Approvazione delle Linee Guida per gli studi finalizzati alla realizzazione dei PEBA da parte degli enti locali”, legge con la quale si indicano i criteri metodologici generali per la costituzione di un peba comunale. Nel luglio del 2020 con Delibera di Giunta n.97, si è istituito un gruppo di lavoro intersettoriale denominato “Gruppo PEBA”, coordinato dal responsabile del settore dei Lavori Pubblici l’ingegner Mauro Cassinelli e partecipato dall’ing. Priori del settore urbanistica, dal geometra Sebbastiani dei Lavori Pubblici, dalla dottoressa Pantaloni Responsabile del settore e dall’ispettore della polizia locale Terrinoni.

Attraverso un ulteriore supporto di professionisti esterni in possesso di adeguate competenze, si è censita la situazione di fatto degli spazi e degli edifici pubblici e si sono pianificate le attività necessarie per l’eliminazione delle barriere architettoniche compatibilmente con le risorse disponibili ed assegnabili all’amministrazione allo scopo. In questa prima fase di ideazione si è scelto come ambito della città da indagare il centro abitato individuando, tra edifici comunali e spazi pubblici, una serie di percorsi e di tracciati pilota distribuiti su tutta la città. La realizzazione del piano si sviluppa attraverso una ordinata e progressiva successione di lavori che costituisce la sperimentazione essenziale di una metodologia da applicarsi a tutto il territorio comunale.

Per l’evoluzione dei passi successivi sì ascolteranno gli stakeholders così come le associazioni ed i comitati di quartiere. Durante la presentazione della Delibera, l’Assessore Diana Stanzani ha concluso il suo intervento sottolineando come, grazie a questo passaggio, l’Amministrazione che si appresta a diventare comune capofila del Piano di Zona , porterà in dote a questo percorso che inizierà da settembre, “non una delibera di Consiglio ma una sensibilità di un’Amministrazione che ha una prospettiva visionaria, che crede nei diritti delle persone, e nell’inclusione pur sapendo la difficoltà di un percorso che prevede l’intervento di varie aree amministrative che dovranno dialogare tra di esse per costruire una comunità che desidera essere inclusiva di tutti i diritti”. La presentazione della Delibera di Consiglio si è conclusa con l’intervento del Sindaco che ha ringraziato l’Assessore Diana Stanzani alla quale ha dato “fiducia in questi 6 anni, essendo convinto che il tema dei servizi sociali e la sua complessità è talmente particolare che chi non lo vive non può che fidarsi di chi ha assunto questo impegno come una scelta di vita”. Il Sindaco ha fatto il suo intervento “nel rispetto del lavoro politico e tecnico di chi si occupa della materia” ed ha concluso definendo questa come una delle prime delibere “di visione che segneranno urbanisticamente e socialmente il futuro della città.

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