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Colleferro, Sanna: “aiutate le attività commerciali con tutto quello che avevamo a disposizione”

Il primo cittadino torna sul bando per le attività produttive con gli aiuti economici per superare la pandemia da coronavirus

Dopo le richieste del gruppo di Fratelli d’Italia e qualche polemica nata sui social il sindaco Sanna è tornato a parlare degli aiuti economici che il comune ha elargito, tramite un bando, alle attività commerciali per superare il periodo di crisi legato alla pandemia. Il sindaco è tornato a ribadire che pura sapendo che 170 mila euro complessivi non possono risolvere i problemi di tutti ma che rappresentano il massimo di quanto potesse fare l’ente in quetso periodo.

Le parole del sindaco Sanna

“Da quando è iniziata l’emergenza – spiega Sanna su facebook - ci siamo sempre preoccupati delle difficoltà, anche di ordine economico della nostra Colleferro.  Grazie agli aiuti del Governo e della Regione abbiamo potuto sempre distribuire sostegni per fare la spesa ed acquistare i farmaci, attraverso il grande lavoro dei servizi sociali.Grazie a molta solidarietà siamo riusciti a soddisfare bisogni di varia natura. Ci siamo posti sin dall’inizio anche il tema delle attività colpite dalla crisi; nessun ente superiore ci ha mai fornito fondi per aiutarle. Come giunta e maggioranza ci siamo detti che dovevamo fare qualcosa di concreto.

Negli anni passati avevamo messo da parte un piccolo fondo da usare per l’eventuale aggressione della Banca Marche, con la quale il Comune era esposto per la fideiussione della Stu. La problematica della Banca Marche e della Stu è in via di risoluzione (dopo anni di duro lavoro) e quindi ci siamo decisi ad utilizzare quel fondo che, come una famiglia, avevamo accantonato in un lustro di sacrifici.

Così prima di tutto lo abbiamo usato nel 2020 per abbassare di 200 mila euro la Tari alle attività che ne hanno fatto richiesta. Poi abbiamo fatto una scelta: abbiamo inviato la Tari 2020 solo alle utenze domestiche, scegliendo di inviarla con un anno di ritardo alle non domestiche, per dare più tempo alle attività. Nel frattempo abbiamo dovuto chiedere anticipi in banca per pagare gli stipendi di Minerva: come si sa la Tari serve a pagare gli stipendi dei lavoratori e se il comune non la riscuote non ha altra scelta che anticipare.

Fosse stato per noi, fosse stato possibile, non l’avremmo mandata a nessuno ma la legge ci ha imposto l’invio e non ci ha permesso, con le ultime modifiche fatte da Arera, nessuno sconto ulteriore.  A quel punto ci siamo chiesti cosa altro potessimo fare, utilizzando quel piccolo gruzzolo e seguendo le regole.

Così ci e venuto in mente questo bando. Noi sappiamo che è poca cosa in confronto alle difficoltà delle attività ma è tutto quello che avevamo a disposizione. Sappiamo che in alcuni punti sarebbe stato più giusto scrivere le cose diversamente ma un comune non può infrangere la legge poiché ad essa sola risponde.

In giunta, in maggioranza, in commissione, in consiglio ne abbiamo parlato velocemente perché sapevamo che l’imperativo categorico è correre; questo non ci ha impedito di includere il più possibile tutti i campi danneggiati (commercio, artigianato, sport, asili ecc) confrontandoci lealmente tra tutti.

Questo è il risultato, non è la Luna ma per il Comune e la sua storia si tratta di un unicum assoluto: mai si era approvato un così grande e diffuso contributo comunale a fondo perduto. Questo è potuto avvenire grazie ad un umile e serio lavoro di squadra. Spero di aver spiegato bene come stanno le cose, senza lasciare spazio alle banalizzazioni di chi magari rimane alla finestra a guardare.. ed a giudicare. Faccio un profondo e sincero augurio a tutti noi: quello di uscire al più presto da questa storia amara e tornare ad essere il più simili possibile a quello che eravamo!”.

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