Valle Del SaccoToday

Colleferro, in aula le cifre delle perdite di Minerva. Calamita: “Sono 90 mila euro da dividere su 9 comuni”

Nel consiglio richiesto da una parte della minoranza si è entrati nel dettaglio delle cifre che l'amministratore unico Ciacci aveva anticipato in un'intervista a Frosinonetoday.it. L'amministrazione spiega che non vi è "Nessun problema per i 120 lavoratori e per il futuro dell'azienda"

La vicenda venuta alla luce nei mesi scorsi delle perdite di bilancio della società sovracomunale Minerva che gestisce la raccolta dei rifiuti in 9 comuni a sud di Roma (Colleferro, Labico, Genazzano, Carpineto Romano, Nemi, Gavignano, Gorga) sbarca in aula a Colleferro dopo la richiesta del consiglio straordinario presentata dai consiglieri comunali di opposizione Girardi, Pizzuti, Santucci e Nappo. 

Il punto sulla situazione lo fa il consigliere Aldo Girardi che parte subito dalla “cacciata” del direttore generale Ermolli. “Calamita ci disse che aveva lavorato in Arpa, dopo aver iniziato a lavorare è stato cacciato dopo solo quattro mesi dall’amministratore unico che prima lo aveva nominato. L’amministratore unico risponde dell’amministrazione e del bilancio, allora perché è ancora al suo posto? Visto che ricopre la stessa carica in una società di Massa Carrara che è dieci volte più grande come pensava Ciacci di mandare avanti Minerva se gran parte del suo tempo è rivolto altrove?

Torniamo ad Ermolli chi prenderà il suo posto? Collaborazione con Volsca Ambiente e Marino multiservizi i primi nomi che circolano ci riportano a scenari che già abbiamo vissuto in passato con dirigenti posti come una sorta di cavallo di Troia come dirigenti in Lazio Ambiente. Si cadrà sempre nel solito circolo vizioso dei partiti? ed oggi si parla di aumento di capitale fino ad un milione di euro. Chiediamo di evitare il ricorso a consulenti esterni per il nuovo Dg e di fare un nuovo bando di concorso per trovare una persona completamente dedicata a questo lavoro”.

Per Calamita non sta succedendo nulla di eclatante

A replicare a queste parole condivise anche dalla consigliera Chiara Pizzuti è l’assessore all’ambiente Giulio Calamita: “Non sta succedendo nulla di eclatante. Abbiamo fatto un bando iper partecipato con ben 19 persone ed abbiamo scelto un Dg che non conoscevano per nulla. Altri hanno rinunciato per il discorso del compenso che Minerva non offre e che non è certamente come quello delle grandi aziende. Ermolli da consulente poi è diventato Direttore Generale. Ma veniamo alla fretta di partire che era legata alle dinamiche strutturali. Appena parte una nuova azienda ci sono dei costi da sostenere che non si posso togliere. Ma la fase dell’affidamento della gestione dei servizi da Lazio Ambiente a Minerva è durata ben oltre i sei mesi.

Servizi che perdevano 600-700 mila euro l’anno. Da qui il nostro appello a partire prima possibile. Nel 2019 minerva ha fatturato ai comuni un solo mese ovvero quello di dicembre e con queste fatture non era possibile coprire le spese che si sono generate non sono state possibili coprire con il capitale sociale. Aspettavamo di fare gli atti prima di rendere pubblici i dati sulle perdite. Dei 150 mila euro di perdita tra spese di gestione quella reale di 90 mila euro diviso 9 comuni dalla nascita del 2018. Dagli 800 mila euro di Lazio Ambiente. Non è una perdita strutturale e quindi non provocherà nessun problema.

I lavoratori stanno tranquilli, gli stipendi vengono pagati e si parla di piccole cifre e non è colpa di Ermolli, di Ciacci". Poi ammette che qualche piccolo errore c’è stato: "Ma ora ci sono dei bilanci mensili che sono in attivo seppur di qualche migliaio di euro. Appena saranno pubblicati sugli atti ufficiali anche i comuni".

"L’aumento di capitale fino ad un Mln di euro significa avere una cifra congrua per mandare avanti il tutto e con 66 mila euro di Capitale in alcuni momenti sarebbe stato molto difficile evitare di andare sotto in banca o poter fare investimenti sui mezzi per non pagare noleggi. Abbiamo cercato di capire come ridurre i costi come spostare il conferimento della plastica da Cisterna di Latina a strutture più vicine. Per rendere il tutto a regime il tutto ci vuole tempo".

Il perchè dell'allontanamento di Ermolli

"Il rapporto con Ermolli - ha poi concluso Calamita - è terminato perché nei sei mesi di prova ci sono stati dei dubbi che Ciacci ci ha rappresentato e quindi siamo stati capaci di tornare indietro su una scelta fatta, perché le cose vanno verificate. Le altre aziende pubbliche non sono in conflitto perché cambia l’ambito territoriale. Il fatto che Ciacci sia anche amministratore di altre importanti società nel nord Italia è una garanzia del fatto che sia una persona, un manager, molto preparato che sa come portare avanti una società di questo tipo. Fiducia totale in Ciacci e garanzia totale alle 120 persone e le loro famiglie che ci lavorano”.

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