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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Valle Del Sacco

Colleferro, il consiglio di Stato condanna la Caffaro srl

L’azienda che ha contaminato i siti industriali in un’ampia area di 6 ettari

“Quella di ieri è stata una giornata storica per la nostra comunità il Consiglio di Stato ha confermato la responsabilità diretta della Caffaro srl nella contaminazione dei siti industriali della nostra città, nell'area "Benzoino/Derivati" e "Chetoni/Fenilglicina", per un totale di circa 6 ettari. Questa sentenza è un importante passo avanti nella tutela della salute dei nostri cittadini e dell'ambiente che ci circonda”. Cosi inizia il post del sindaco di Colleferro Sanna sui social che tocca il tema dell’oramai storica vicenda dell’inquinamento dei terreni della Caffaro.

La sentenza del consiglio di Stato

“L'organo giurisdizionale – ha proseguito il primo cittadino colleferrino - ha confermato la legittimità dell’ordine di messa in sicurezza e di bonifica dei due siti presso cui la Caffaro s.r.l. ha prodotto sostanze chimiche che, secondo quanto emerso dalle verifiche istruttorie, hanno gravemente inquinato la falda acquifera ed i terreni del bacino fluviale del Sacco.

Nei terreni è stata riscontrata la presenza di inquinati HCH riconducibili alla lavorazione del lindano, un pesticida prodotto appunto dalla stessa Caffaro.

Proprio come abbiamo fatto in passato per contrastare la decisione di Italcementi di bruciare nei propri forni materiali derivanti dai rifiuti, ci siamo costituiti nel giudizio davanti al Consiglio di Stato per proteggere gli interessi della nostra popolazione.

Siamo convinti che la salute sia un bene irrinunciabile, e che non vogliamo fare compromesso alcuno in questo senso. Continueremo a lottare per garantire un ambiente sicuro e salutare per tutti i nostri concittadini, perché crediamo che sia un diritto fondamentale di ogni persona.

Caffaro è stata condannata a pagare nei confronti del nostro Comune anche le spese legali del giudizio pari a €. 5.000,00, oltre gli oneri di legge.  Vigileremo con la massima attenzione e fermezza sulla società in liquidazione e amministrazione straordinaria, per garantire che il sito industriale venga bonificato come richiesto. Non possiamo più accettare ricatti occupazionali che mettono a rischio la salute dei nostri cittadini.

La nostra città merita rispetto e non ci fermeremo finché non avremo ottenuto il massimo impegno per garantire la sicurezza del nostro ambiente e della nostra comunità”.

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