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Valle Del Sacco

Alla discarica di Colle Fagiolara dopo due anni dalla chiusura è ancora tutto fermo

Dopo oltre 24 mesi le procedure per il post mortem del sito ai confini tra le province di Roma e Frosinone debbono ancora prendere avvio

Discarica di Colle Fagiolara chiusa da due anni ma con i lavori per il post mortem e per la messa in sicurezza dell’intera zona fermi al palo. Questo è quello che è emerso dalle parole dell’assessore all’Ambiente del comune di Colleferro Giulio Calamità che ha risposto alla interrogazione della minoranza comunale durante l’ultimo consiglio.

Temi oramai ben noti sui quali il Comitato Residenti Colleferro ha chiesto spiegazioni dal giorno della chiusura con tanto di lucchetto al cancello. Ora, finalmente la situazione sempre essere più chiara ma le cose da fare sono ancora tante.

La nota del Comitato Residenti

“Quando 2 anni fa il Sindaco Sanna  aveva “chiuso” i cancelli con un lucchetto avevamo chiesto assicurazioni sulla chiusura da parte della Regione e il piano di gestione post-operativa. Oggi ci dicono che il piano non c’era, non c’è e che è in via di aggiornamento autorizzativo. Noi portiamo avanti il ricorso al Tar.

Avevamo chiesto di sapere – scrivono su Facebook i componenti del comitato residenti -  se la Regione avesse adottato la delibera di chiusura definitiva di Colle Fagiolara e qualora non fosse stata adottata di chiedere l’immediato avvio del procedimento amministrativo con la convocazione della Conferenza di servizi. Oggi ci dicono che il provvedimento non c’è e che il Comune intende chiederlo.

Avevamo chiesto assicurazioni sulla liquidazione da parte della Regione di circa 11 milioni di € relativi alle 3 rate, periodo 2020-2021-2022, a valere sui 24 milioni di € impegnati. Oggi ci dicono che le annualità non sono state pagate e che fideiussioni e risorse economiche sono un punto interrogativo.

Avevamo chiesto chiarimenti circa il futuro affidamento della gestione della discarica al Consorzio Minerva scarl. Oggi ci dicono che non si tratta di cessione ma di affitto di ramo di azienda.

Non appare trasparente e solidare l’agire del Comune capofila di Colleferro nei confronti dei piccoli Paesi che orbitano intorno al consorzio Minerva scarl.

Avevamo chiesto i motivi del ritardo nel colmare l’invaso della discarica, che ci avevano detto essere urgente, poi hanno detto che non c’erano volumetrie residue, e ora ci dicono che la “buca” non è stata ricoperta e che per livellare la gobba di cammello assunta dalla conformazione della discarica sarà utilizzata la terra.

Le risposte “secche” all’interrogazione ci danno ragione rispetto a quello che abbiamo sempre sostenuto, ma non ci bastano. Non vengono fugati dubbi e perplessità sulle ragioni per le quali sono stati buttati via 2 anni e non ci viene detto cosa si stia facendo per sbloccare la situazione.

Nel frattempo la discarica è rimasta congelata e non ci risulta sia stata messa in sicurezza, né che si siano raggiunte intese nuove con la Regione, che intendeva utilizzare il sito per operazioni di recupero della FOS.

Non c’è un cronoprogramma che pianifichi l'attività da realizzare secondo una tempistica per ogni singola fase e la ripartizione dei costi previsti.

I cittadini delle aree #SIN della #ValledelSacco sono stanchi delle Amministrazioni e Istituzioni locali che non agiscono con trasparenza per salvaguardare in primo luogo la salute dei cittadini e si chiedono a chi si devono rivolgere e in chi possono avere fiducia”.

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