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Colleferro, il primo cittadino chiude il terribile 2020 e guarda al futuro ed all'Europa

Nel 2022 Colleferro sarà la “Città Europea dello Spazio”, sarebbe dovuta esserlo nel 2021 ma la pandemia del covid-19 ha fatto spostare all’anno successivo

Il 2020 per la cittadina di Colleferro, insieme a quelle di Paliano ed Artena, è stato un anno terribile segnato oltre che dalla pandemia del Coronavirus anche dall'omicidio del giovane Willy Monteiro. Con il Sindaco abbiamo fatto il punto della situazione con uno sguardo proiettato al futuro ed all'Europa. Colleferro, dopo il bellissimo risultato ottenuto nel 2018 con il Premio regionale Città della Cultura che ha permesso di avere una visione diversa e più attuale della realtà cittadina pur restando resta sempre una “Città del Lavoro” (come l’aveva definita Paolo VI nella visita del 1964).

Nel 2022 Colleferro sarà la “Città Europea dello Spazio”, sarebbe dovuta esserlo nel 2021 ma la pandemia del covid-19 ha fatto spostare all’anno successivo, nel febbraio scorso era stato firmato il protocollo d'intesa con la Regione Lazio e l'azienda Avio prima che il coronavirus fece cambiare la prospettiva.

Lo abbiamo incontrato nelle ore scorse nel suo ufficio, dove il giovane sindaco è presente senza limite di orario tutti i giorni, e con lui abbiamo parlato di Europa e della sua città che nel 2020 ha vissuto tre eventi fortemente traumatici. Anzitutto l’omicidio del giovane palianese Willy Monteiro Duarte di soli 21 anni ad opera di coetanei di Artena. Poi nella seconda ondata del Covid-19 la città ha perso storici commercianti storici ed infine la soddisfazione della vittoria alle elezioni comunali con oltre il 75%.

 Sindaco Sanna un 2020 è stato un anno terribile o un anno che non si può raccontare? “Per taluni versi è stato davvero un anno orribile. Questa definizione è stata adattata nel corso dei secoli a taluni anni che hanno lasciato negatività ed importanti nella storia dell’umanità. Non orribile del tutto naturalmente perché non ogni cosa non è stata nefasta ma si possono cogliere anche cose positive ed anche aspetti buoni. Per noi colleferrini si è trattato di un anno da dimenticare che ci ha visto soccombere da vari punti di vista a causa dell’emergenza Covid-19, anche se siamo stati in campo per la prevenzione. Un anno molto difficile, perché nemmeno per la vittoria delle elezioni comunali abbiamo festeggiato, giustamente, perché non abbiamo proprio nulla da festeggiare . E’ stato un anno di grande sacrificio. Siamo stati in trincea. In esposizione sotto un nemico invisibile. Quando finirà questa “guerra” ci accorgeremo delle difficoltà emerse. In più, per Colleferro, abbiamo avuto un’ulteriore compagna di tristezza. La morte di Willy Monteiro Duarte. Un omicidio che ha evidenziato un ulteriore lutto per questa città e che tanto ha perso dal punto di vista umano e che anche dal punto di vista  dell’immagine, perché in quel frangente la stampa ci ha massacrato. Noi abbiamo dimostrato di saper resistere, di tenere fermi i nostri principi in un momento di grande amarezza. Ma gli auspici per il 2021, sono molto diversi”.

La cruenta morte di Willy, cosa ha lasciato in città? “Un senso di grande dolore. Un senso di grande lutto, ma anche un senso di grande frustrazione.  Noi non siamo riusciti a spiegare bene soprattutto ai media nazionali gli accadimenti, i fatti, il loro svolgimento, la loro genesi, la loro costruzione. I media soprattutto nazionali hanno preferito descriverci come un pezzo, come una periferia degrada d’Italia non tenendo conto che a Colleferro ci sono scuole di ogni ordine e grado. Siamo stati città della cultura 2018 e c’è ogni possibilità di svago, di crescita culturale, cose che in tanti quartieri delle capitali città italiane non esistono. Leggere i fatti di Colleferro con superficialità con questo loro atteggiamento snob ci ha ulteriormente  rattristato. Hanno unito al dolore per la perdita di un figlio, di un fratello, per la perdita di un ragazzo stupendo del nostro territorio, anche la tristezza di una descrizione parziale per cui ho scritto anche al Presidente Mattarella, chiedendogli  di incontrare i ragazzi della scuola di Colleferro, al Quirinale, e rassicurarli del fatto che lo Stato c’è . Che lo Stato non è solo ufficiale, lo Stato approfondisce, lo Stato vuole la verità, lo Stato la cerca, ma soprattutto qui c’è un territorio che non è degradato e la Repubblica si interessa dei problemi di tutti e dei giovani”.                                             

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