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Lazio Ambiente, lavoratori in sciopero, rifiuti in strada e sindaci pronti a trovare una soluzione

Una situazione che si ripete periodicamente mese dopo mese con le oltre 300 maestranze costrette a scioperare per avere i loro stipendi

Oramai la situazione dei lavoratori di Lazio Ambiente ha raggiunto dei livelli veramente insostenibili con gli stessi che ogni inizio del mese sono costretti a scioperare per avere i loro stipendi. Da un paio di giorni gli oltre 300 dipendenti dell’azienda regionale che si occupano della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in alcuni comuni (una volta erano oltre 30) a sud Roma  stanno facendo uno sciopero bianco. Ovvero hanno incrociato le braccia lasciando i rifiuti in strada ma questa volta a quanto pare, senza neanche dare la previa comunicazione ai comuni. Una decisione che sa tanto di mossa disperata per cercare di smuovere una situazione sempre più difficile con l’azienda che oramai è stata messa in liquidazione e che dovrebbe essere sostituita da un nuovo gestore pubblico che si sta costituendo tra i comuni che sono rimasti all’interno appunto di Lazio Ambiente.

La nota dei sindaci

Una decisione che ha portato i sindaci ad esternare le perplessità in un comunicato congiunto: “Siamo sinceramente dispiaciuti per quello che è successo oggi con i lavoratori di Lazio Ambiente. Ci sembra ingiusto che la loro astensione dal lavoro non sia stata preventivamente comunicata come previsto dalla legge e che sia avvenuta proprio nei comuni che pagano regolarmente Lazio Ambiente, che in questi mesi hanno garantito insieme alla Regione il pagamento degli stipendi e che stanno costituendo il nuovo consorzio anche per salvaguardare l’occupazione.

Pronti al dialogo

Se la protesta per il ritardo nella corresponsione degli stipendi dovesse proseguire anche nella giornata di venerdì, andremo personalmente a trovarli per discutere assieme, comprendendo le ragioni ma non i metodi.
Siamo comunque disponibili, al netto dei decreti ingiuntivi, a proseguire nell’impegno per favorire tutte le soluzioni necessarie e possibili per garantire pagamento stipendi ma non possiamo accettare che i nostri comuni vengano lasciati senza servizio, in special modo negli ospedali e nelle case di riposo”.

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