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Colleferro, Com. difesa Ospedale: "dalle istituzioni maggiore velocità nel comunicare la notizia delle positività nel reparto di medicina"

La notizia della chiusura del reparto e del relativo laboratorio continua a provocare reazioni tra la popolazione ed i cittadini

Dopo la notizia, anticipata da frosinonetoday.it, dei giorni scorsi della chiusura del reparto di Medicina dell'ospedale di Colleferro per una decina di casi di positivitò al Covid-19, compreso anche il primario e la caposa il Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” chiede che le istituzioni diano maggiori spiegazioni sull'accaduto.

"Il comitato - scrivono in una nota inviata alla stampa Gabriella Collacchi ed Ina Camilli - è umanamente vicino a tutto il personale del “L.P.Delfino” impegnato ogni giorno, e in prima persona, nella lotta contro il coronavirus, con immenso sacrificio, senza potersi fermare a recuperare. Il Covid infatti non conosce tregua e sentiamo sincera gratitudine verso tutti i lavoratori del nosocomio cittadino: inviamo da qui i nostri auguri di guarigione agli operatori e malati colpiti dall’epidemia, che insieme ai loro famigliari stanno soffrendo.

Tutti dobbiamo continuare a rispettare, in ogni occasione, e in modo severo, le misure preventive imposte per limitare la diffusione dei contagi e, nell’adeguarci alle restrizioni sociali ci aiuti la speranza, anche in virtù dei nostri corretti comportamenti, di poter tornare pienamente alla vita senza la minaccia del virus.

Sull’accertamento di positività rilevate all’ospedale di Colleferro nella giornata di domenica 6 dicembre 2020 viene raccomandato di affidarci “solo agli avvisi di natura istituzionale” e su quanto realmente accaduto siamo in attesa di ricevere informazioni ufficiali da parte delle Autorità locali, Asl Rm5 e Comune di Colleferro.

E’ vero che i ritardi nell’invio/ricevimento dei dati della Asl Rm5 non dipendono dai Comuni ma è basilare che i Sindaci agiscano ed intervengono con autorità e autorevolezza presso gli Enti preposti per ottenere maggiori investimenti di risorse e mezzi. E’ infatti indispensabile realizzare un più stretto coordinamento informativo tra sistema sanitario e amministrazioni comunali. Proprio la tempestività della comunicazione e la correttezza di dati esatti e precisi “cambia” la situazione e consente alle Amministrazioni comunali di attivare le quarantene e un efficace controllo del territorio.

Fino all’abituale avviso del 7 dicembre, la Asl Rm5 si è limitata a comunicare al Sindaco di Colleferro il numero dei positivi, ovvero 105 contro gli 89 di appena due giorni prima. Nel frattempo sono arrivate al Comitato le prime preoccupate segnalazioni sulla situazione del reparto di medicina dell’ospedale di Colleferro, del suo personale, del resto degli operatori sanitari e degli utenti presenti nei corridoi degli ambulatori ospedalieri.

Le prime notizie, non smentite, sono state diffuse nella giornata di ieri dalla stampa e confermavano la chiusura del reparto di medicina e degli ambulatori per la sanificazione, il trasferimento dei pazienti al centro Covid-ospedale “Coniugi Bernardini” di Palestrina e la messa in quarantena degli operatori sanitari. Sarebbero risultati positivi circa 10 pazienti, alcuni operatori sanitari, tra cui caposala e primario".

Chiediamo al Sindaco di Colleferro, quale massima autorità sanitaria comunale, e alla Direzione generale della Asl Rm5 notizie e conferme sul numero delle persone contagiate tra ricoverati e personale in servizio, sulle condizioni del reparto e sugli ambulatori interessati.

È necessario ricevere al più presto informazioni che rassicurino sul rispetto delle condizioni di sicurezza interne al nosocomio per dipendenti e pazienti e sull’origine della diffusione del virus affinchè prima di “confidare” sull’opera della Direzione sanitaria e sul ripristino della completa operatività di quel reparto e del relativo ambulatorio venga comunicato alla cittadinanza dagli organi competenti quali misure sono state approntate e si assumano la responsabilità del loro operato".

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