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Valle Del Sacco

Colleferro, Progetto Carpineto contro la chiusura dei reparti dell’ospedale.

Abbiamo abbracciato in tutto e per tutto la battaglia in favore dei reparti di Ostetricia, Ginecologia, Pediatria e Nido dell’ospedale di Colleferro per ovvi motivi. Siamo del parere che le ultime risorse da tagliare siano quelle sanitarie.

Abbiamo abbracciato in tutto e per tutto la battaglia in favore dei reparti di Ostetricia, Ginecologia, Pediatria e Nido dell’ospedale di Colleferro per ovvi motivi. Siamo del parere che le ultime risorse da tagliare siano quelle sanitarie.

A nostro avviso, solo dopo aver tagliato tutti e dico tutti gli sprechi e le malagestioni della politica, si può affrontare un ridimensionamento degli ospedali e dei servizi sanitari. In parole semplici e di facile comprensione potremmo dire: ”solo dopo le auto blu, i benefit dei politici, i rimborsi vari, etc, solo allora si potrà iniziare a discutere dei tagli agli ospedali”.

Per quanto concerne l’ospedale di Colleferro, nello specifico, noi che scriviamo siamo consiglieri di un paese di quasi 5000 anime, Carpineto Romano, città che logisticamente vive una oggettiva difficoltà. Infatti siamo a 30 Km circa dalla stazione ferroviaria e dal casello autostradale, dovendo percorrere una strada non poco impegnativa. A quella stessa distanza ci sono le scuole secondarie. Detto ciò eliminare ulteriori servizi per noi diventa un dramma. Molte sono le giovani coppie che decideranno, a fronte della chiusura dei reparti dell’ospedale di Colleferro, di andare via. Diventa pesante, infatti, raggiungere l’ospedale più vicino (Palestrina) per il parto, per le emergenze pediatriche etc…

Questa battaglia è indipendente dal colore politico, è una battaglia per i diritti, è una battaglia per i nostri figli.

Ci meraviglia che un’amministrazione, locale e regionale, che dice di tenere così tanto al territorio permetta che questo stesso territorio venga messo in condizione di essere abbandonato, perché questo sta accadendo e questo accadrà! In futuro avremo le “città d’arte” sempre più vuote e sempre più abbandonate a se stesse.

Togliere servizi essenziali come “il reparto che fa nascere i bambini” è un segnale negativo per chi vive in questi territori che, avranno pure delle belle montagne, una buona aria, un buon cibo, una buona vivibilità, ma verranno via via abbandonati a causa della mancanza di servizi essenziali.

Che dire, infine, della politica locale. Non facciamo distinzioni di colori, sulla vicenda dell’ospedale hanno dormito tutti, forse non rendendosi conto di quanto stava accadendo o forse perché d’accordo con la politica della Regione Lazio. Troppo facile oggi cercare giustificazioni di fronte ai cittadini, non esistono giustificazioni che tengano, onorevoli, consiglieri e amici del Presidente della Giunta Regionale Zingaretti non sono stati in grado di ovviare a questo enorme errore e le amministrazioni precedenti non sono esenti da colpe.

Noi, come gruppo “Progetto Carpineto”, abbiamo partecipato ad una serie di raccolta firme, abbiamo cercato di contattare referenti politici ed abbiamo sensibilizzato la gente. Non ultima la realizzazione di uno striscione che abbiamo posizionato proprio di fronte all’ospedale. In quello striscione c’è scritto “Io voglio nascere a Colleferro!!”. Questo è il nostro pensiero e riteniamo sia giusto continuare a lottare.

Dobbiamo ringraziare, infine, tutte le persone che hanno voluto partecipare alla raccolta firme, nessuna e dico nessuna ha declinato l’invito a firmare, ringraziamo tutto il personale dei reparti in chiusura ed infine i ragazzi che da 5 giorni sono nel tenda-presidio di fronte l’ospedale.

Non sappiamo se quello che stiamo facendo porterà qualche risultato, ma di sicuro potremmo raccontare ai nostri figli di averci provato in ogni modo.

Gruppo Consiliare

Progetto Carpineto

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