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Colleferro, AreaConsumatori sui Termovalorizzatori scrive al Parlamento europeo

Non passa giorno che non si parli di inquinamento a Colleferro e nelle zone a nord della valle del Sacco. Questa volta l’associazione AreaConsumatori di Colleferro ha inviato una petizione (ai sensi dell’art.

Rifiuti, i termovalorizzatori di Colleferro, al momento, non chiuderanno. Dalla Regione solo brutte notizie

Non passa giorno che non si parli di inquinamento a Colleferro e nelle zone a nord della valle del Sacco. Questa volta l’associazione AreaConsumatori di Colleferro ha inviato una petizione (ai sensi dell’art.

227 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea) al Presidente per le petizioni del Parlamento europeo chiedendo di verificare in relazione all'impianto di Colleferro (località colle Sughero) se vi sia stata la violazione della direttiva europea 2010/75/ue del parlamento europeo e del consiglio del 24 novembre 2010 relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento) sia in termini di impatto ambientale che di procedure autorizzatorie, verificando se siano conformi. “Abbiamo chiesto – ci spiega l’Avv. Rocco Sofi Presidente di AreaConsumatori – di verificare, come previsto dalla direttiva 2010/75/UE, se gli atti autorizzatori degli impianti abbiano rispettato la metodologia dell'approccio integrato, che implica che le autorizzazioni devono prendere in considerazione l'impatto ambientale nella sua interezza, comprendendo emissioni in aria, acqua e suolo, produzione di rifiuti, utilizzo di risorse, efficienza energetica, rumore, radiazioni, vibrazioni, prevenzione degli incidenti e ripristino del sito dopo la chiusura, con lo scopo di conseguire un'elevata protezione dell'ambiente nel suo complesso; di verificare inoltre, come previsto dalla direttiva 2010/75/UE, se per il rilascio dell' AIA siano state adottate, da parte del gestore dell’impianto, le migliori tecniche disponibili (MTD o BAT ‘Best Available Techniques’), ovvero le tecniche impiantistiche, di controllo e di gestione che - tra quelle tecnicamente realizzabili ed economicamente sostenibili per lo specifico contesto - garantiscono bassi livelli di emissione di inquinanti, l'ottimizzazione dei consumi di materie prime, prodotti, acqua ed energia e un’adeguata prevenzione degli incidenti; di verificare, come previsto dalla direttiva 2010/75/UE, se le autorità competenti, per il rilascio delle autorizzazioni, sia a livello locale che regionale, abbiano tenuto conto delle caratteristiche tecniche dell'impianto, della localizzazione geografica e delle condizioni ambientali locali;di verificare, come previsto dalla direttiva 2010/75/UE art. 24 e art. 25 sia stata garantita una dettagliata e precisa informazione al fine di garantire un'ampia partecipazione del pubblico al processo decisionale e l'accesso alla giustizia in materia ambientale, al fine di garantire la massima trasparenza delle procedure; verificare il rispetto di tutte norme europee a tutela dell'ambiente, della salute e del benessere dei cittadini e del rispetto dei principi di precauzione”.

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