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Colleferro, comitato per l’ospedale insoddisfatto del voto del Consiglio comunale

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: La giornata di venerdì 28 aprile 2017 è stata dedicata, con due importanti appuntamenti, all'ospedale L.P. Delfino di Colleferro. La mattina il Comitato libero “A

Ospedale colleferro

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: La giornata di venerdì 28 aprile 2017 è stata dedicata, con due importanti appuntamenti, all'ospedale L.P. Delfino di Colleferro. La mattina il Comitato libero “A

difesa dell'Ospedale di Colleferro – Coordinamento territoriale, insieme alle associazioni Avis e Cittadinanza Attiva - Tribunale per i diritti del Malato, hanno incontrato decine e decine di cittadini con un presidio sotto il nosocomio. Nonostante l’insistente pioggia e il freddo fuori stagione, gli attivisti hanno presidiato lo spazio antistante l'ospedale per ascoltare i cittadini che, preoccupati per la sorte del nosocomio, stanno aderendo in molti al Comitato, mentre i volontari Avis nel frattempo donavano il sangue (con i consueti e non risolti problemi organizzati).

Assenti tutti rappresentanti istituzionali invitati, dai Sindaci, alla Regione, ai Dirigenti dell’Azienda sanitaria ASL RM 5, né messaggi a sostegno, salvo poche eccezioni. Della loro condivisione eravamo certi, visto che il 16 febbraio 2016 – più di un anno fa –i Sindaci del comprensorio avevano stato preso l’impegno di organizzare una manifestazione.

Secondo alcuni i Sindaci si sarebbero dissociati perché avrebbero preferito manifestare sotto la sede della Regione Lazio e non nel Comune di Colleferro.

Non è un bel segnale, ma sbagliano se pensano che basti questo per sfilarsi dalle loro responsabilità, commentano dal Comitato. Le politiche sanitarie sono di competenza della Regione e i Sindaci sono le prime Autorità in materia di salute pubblica. Q

La situazione della sanità territoriale è davvero allarmante. Colleferro è in linea con le carenze dell’intero distretto. “Nessuno ci ascolta, ma non molliamo - affermano i referenti del Comitato - non vogliamo e non possiamo abbassare la guardia di fronte al muro di silenzio dei nostri rappresentanti, di fronte alla mancanza di comunicazione da parte delle Istituzioni e della stessa Dirigenza sanitaria. E’ stata aperta da qualche mese una Nuova Ala, della quale non si conosce il progetto e dopo milioni di euro spesi tutto si è risolto nel mero trasferimento di reparti. Rivogliamo i 4 reparti che sono stati trasferiti a Palestrina, vogliamo il DEA di primo livello che Colleferro e l'intero territorio meritano perché lo richiede lo stato di salute gravemente compromesso da decenni di inquinamento ambientale".

Questo, a gran voce, gli interventi sotto l'ospedale durante la manifestazione, che si è conclusa con la raccolta di 115 nuove adesioni al Comitato, la reiterazione della richiesta di incontro al Presidente Zingaretti e al Prefetto di Roma.

Nei giorni scorsi dopo la proclamazione del sit-in del Comitato è arrivata la convocazione, nel pomeriggio dello stesso giorno, del Consiglio comunale sulla situazione dell’ospedale.

Al primo punto all’ordine del giorno del Consiglio – che da straordinario, è inspiegabilmente diventato ordinario! - la discussione della mozione presentata da una parte dell'opposizione il 16 febbraio. Clima teso, interventi imbarazzati, forse anche per l’assenza dell’assessore alla Sanità, Stanzani. "Una mozione discussa senza la presenza dell’assessore di settore e respinta con 9 voti contrari – Sindaco Sanna, Stendardo, Cangemi, Moratti, Rossi, Guadagno, Gabrielli, Palombi, Siniscalchi – e 8 favorevoli - Cacciotti, Pizzuti, Girardi,Nappo, Santucci, Del Brusco, Girolami, Poli (della maggioranza), commentano dal Comitato libero “A difesa dell'Ospedale”. Un voto che ci fa pensare. Perché essere contrari all’istituzione di un Tavolo tecnico aperto anche a comitati e associazioni? Perché non ascoltare in Consiglio comunalel'avvocatoColabianchi che ha curato e vinto il ricordo al TAR del Lazio?Perché non convocare in audizione il Direttore generale della ASL RM 5, dottor De Salazar, che gli nega (e ci nega) il confronto sul Nuovo Atto Aziendali e su tutti i precedenti accordi non attuati?

Il compito più difficile per noi ora è come far comprendere ai nostri cittadini le motivazioni politiche della maggioranza che, onestamente, non riusciamo a comprendere e con noi non lo comprenderanno anche tutte quelle persone che ci telefonano, ci scrivono, ci fermano per strada preoccupati per le sorti del nosocomio e del ridisegno della nostra sanità pubblica".

Gabriella Collacchi, Portavoce

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Ina Camilli, Coordinatore

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