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Colleferro, consiglio di mattina; l'opposizione non parteciperà

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Ieri mattina, lunedì 3 u.s., abbiamo protocollato una “richiesta urgente” di rinvio del Consiglio Comunale del 5 aprile p.v., evidenziando che problemi lavorativi non ci avrebbero consentito, ad eccezione del consigliere...

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Ieri mattina, lunedì 3 u.s., abbiamo protocollato una “richiesta urgente” di rinvio del Consiglio Comunale del 5 aprile p.v., evidenziando che problemi lavorativi non ci avrebbero consentito, ad eccezione del consigliere Cacciotti, di poter partecipare ai lavori della seduta.

Apprendiamo dal Presidente Stendardo che la nostra richiesta di rinvio non può essere accolta, in virtù del fatto che la data (non l’orario quindi!) del Consiglio era stata concordata precedentemente nella riunione dei capigruppo del 21 marzo u.s. per la quale però, non tutti i capigruppo hanno ricevuto la dovuta convocazione (vedi Girardi).

Nella sua risposta il presidente Stendardo però, non fa cenno all’orario scelto che poi è il vero nocciolo della questione, per cui vorremmo fare alcune considerazioni nel merito.

A tal proposito, siamo tutti consapevoli che nel recente passato, tranne alcuni casi, i Consigli Comunali non è che si siano contraddistinti per la grande affluenza di cittadini, ma nonostante questo riteniamo che la convocazione di un Consiglio importante, come quello in cui si presenta il Bilancio di previsione, alle ore 10,30 (in piena ricreazione…quindi!) di un giorno feriale (5 aprile), sia un vero e proprio “schiaffo istituzionale” alla libertà di partecipazione della cittadinanza, la cui responsabilità cade in parti uguali sul sindaco, sul presidente del consiglio comunale, sui consiglieri di maggioranza e sui componenti della giunta che, tutti insieme “appassionatamente”, stanno mortificando anche i loro stessi elettori.

La libera partecipazione dei cittadini alla vita sociale e politica è un elemento di fondamentale importanza per una società democratica, ed è per questo motivo quindi che riteniamo che non sia giusto, e tantomeno corretto, limitarla a priori con un semplice gioco di orari.

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Abbiamo sempre sostenuto e non eravamo i soli a farlo, perlomeno tra coloro che debbono dare conto ai propri datori di lavoro, che l’orario pomeridiano e meglio ancora quello serale, sono i più ideali per tenere le sedute dei Consigli, perché vanno incontro alle esigenze lavorative di tutti; alle nostre, ma anche a quelle di quei cittadini (pochi o tanti che siano) che per lo stesso motivo, pur volendo, non possono presenziare.

La “politica”, e tutto ciò che la politica controlla o dirige, non sono il nostro “datore di lavoro”; ma a ben vedere o per sentito dire, sembrerebbe che in brevissimo tempo lo siano diventati per qualcun altro (ma non è certo una colpa, semmai una scelta), ed è quindi ancora più inspiegabile che chi non ha di questi problemi non venga incontro a chi dalla politica (per sua scelta) non riceve nulla, e semmai alla politica “dona” il proprio impegno e la propria passione.

Per cui, di fronte a questa “chiusura” che rappresenta ancora una volta un chiaro atto di arroganza politica consumato da questa Amministrazione nei nostri confronti e nei confronti dei colleferrini, siamo costretti per impegni lavorativi precedentemente assunti e non rinviabili a non prendere parte ai lavori del prossimo Consiglio Comunale del 5 aprile p.v., e almeno fino a quando non saranno garantite le minime condizioni di agibilità democratica, noi continueremo a far sentire la nostra voce fuori dalla sede preposta. Quella stessa sede che in vari modi si sta sminuendo e che nell’occasione si presenterà ancora più vuota e spettrale. F.to i Consiglieri comunali Aldo Girardi (Colleferro 2.0) - Riccardo Nappo (Azione Popolare) - Mario Cacciotti, Chiara Pizzuti (Forza Italia) - Andrea Santucci (Gruppo Misto)

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