Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Colleferro, denuncia dei 5 Stelle. Gli uffici comunali non rispettano la privacy dei cittadini

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DAL MEETUP 5 STELLE DI COLLEFERRO: Rilevato che nell’Albo pretorio del Comune di Colleferro vige ormai la consuetudine di pubblicare Determinazioni in contrasto con quanto il Garante per la protezione dei dati personali ha...

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DAL MEETUP 5 STELLE DI COLLEFERRO: Rilevato che nell'Albo pretorio del Comune di Colleferro vige ormai la consuetudine di pubblicare Determinazioni in contrasto con quanto il Garante per la protezione dei dati personali ha stabilito nella stesura delle "Linee guida in materia di trattamento di dati personali per finalità di pubblicazione e diffusione di atti e documenti di enti locali" (2011), in cui tra l'altro si legge:



Resta ferma l'esigenza di non diffondere ulteriori dettagli eccedenti, a seconda dei casi, rispetto alle finalità perseguite (quali, ad esempio, indirizzi, codici fiscali, coordinate bancarie, ripartizioni di assegnatari secondo le fasce dell'Isee-indicatore della situazione economica equivalente (d.lg. 31 marzo 1998, n. 109, recante "Definizioni di criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate, a norma dell'articolo 59, comma 51, della L. 27 dicembre 1997, n. 449").


Tenuto conto che non è concesso divulgare informazioni relative a molti parametri personali, sensibili e/o eccedenti rispetto alla conoscibilità dell'atto pubblico, sussiste la proibizione alla loro diffusione.

Di contro si è rilevato che in più Determinazioni pubblicate nel 2011, nel 2012, nel 2013 e nel 2014 (aventi ad oggetto provvidenze di natura economica a vario titolo per persone in stato di necessità) sono presenti dati palesemente difformi dalle prescrizioni dell'Autorità Garante della privacy quali la presenza del codice fiscale, gli indicatori di reddito (ISEE), la sussistenza di handicap, cognomi e nomi di bambini e minori, addirittura l'indicazione di numeri di telefoni personali, e che tali informazioni si ritrovano spesso contemporaneamente presenti nello stesso atto.

Avuto riguardo al fatto che alcune di tali Determinazioni sono reperibili sul web anche a considerevole distanza dai termini previsti per la pubblicazione, o disponibili integralmente in quanto indicizzate dai comuni motori di ricerca (con vanificazione del "diritto all'oblio" anch'esso previsto dal Garante), si chiede di voler porre urgente rimedio allo stato attuale delle suesposte fattispecie difformi dalle regole previste per la diffusibilità dei dati personali e/o sensibili a tutela del decoro personale e della sensibilità di fasce "deboli" di popolazione, con particolare riferimento ad anziani e bambini.

Trascorsi i tempi previsti dalla legge per pubblicare documenti nell'albo pretorio on line, il Comune deve rimuovere dal sito istituzionale quelli che contengono dati personali o renderli anonimi. (Garante Privacy, provvedimento 23.02.2012 n° 73).


Nell'adempimento degli obblighi di pubblicazione on line di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale di cui alla legge n. 69/2009, risulta sproporzionato, rispetto alla finalità perseguita, consentirne l'indiscriminata reperibilità tramite i comuni motori di ricerca, essendo invece ragionevole delimitarne la pubblicazione in una sezione del sito istituzionale, limitando l'indicizzazione dei documenti e il tempo di mantenimento della diffusione dei dati con gli accorgimenti indicati nel par. 5 delle presenti Linee guida.


Chiediamo pertanto, avendo rilevato nel tempo almeno sei fattispecie di "eccedenze informative" (talora più di una disinvoltamente presente nello stesso atto pubblico) rispetto alle linee guida richiamate in premessa, che si voglia definitivamente porre rimedio a tali situazioni violative (anche sanzionabili) delle indicazioni dell'Autorità Garante della tutela della Privacy, per la maggiore tutela della serenità di fasce di popolazione da codesta Amministrazione espressamente riconosciute come deboli per età, condizioni economiche, minor età, stato di salute.

© Riproduzione riservata

Caterina I. Paoletta 11 febbraio 2014 07:53
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