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Colleferro, la protesta scende in strada e paralizza il centro. Intervengono le forze dell’ordine

La protesta per riavere i reparti chiusi all'ospedale di Colleferro va avanti. Nel tardo pomeriggio di martedì scorso i manifestanti hanno bloccato il traffico veicolare in piazzale Aldo Moro, per comunicare a tutti il dissenso contro una...

 

La protesta per riavere i reparti chiusi all'ospedale di Colleferro va avanti. Nel tardo pomeriggio di martedì scorso i manifestanti hanno bloccato il traffico veicolare in piazzale Aldo Moro, per comunicare a tutti il dissenso contro una decisione che va stretta alla città e contro un'amministrazione che è completamente assente in merito alla presidio. Macchine ferme, autisti inferociti e bloccati dai manifestanti, pullman fermi, questo lo scenario del pomeriggio a Colleferro e per sbloccare la situazione è dovuta intervenire la forza pubblica a Cominciare dalla Polizia di Stato, dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza, che hanno rabbonito i manifestanti facendo capire loro che in questo modo si aggravava la situazione.

L'associazione In Difesa dell'Ospedale di Colleferro presidia da sei giorni, notte e giorno senza sosta, l'entrata principale del nosocomio. Nelle ultime ore i reparti di pediatria, ostetricia, ginecologia e nido hanno chiuso i battenti, l’ultima nata si chiama Giulia, per essere trasferiti a Palestrina. Mamme, donne, infermieri, ostetrici, personale generico, cittadini di tutte le età stanno scendendo insieme all'associazione In Difesa dell'Ospedale per dire no a questi trasferimenti e per raccogliere firme con l'intenzione di presentare un ricorso al Tar.

Ieri il primo picco della protesta con le mamme incatenate ai cancelli. Dopo qualche ora dal gesto arriva la telefonata del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, la quale promette impegno in prima persona per rivalutare la situazione dell'ospedale. Oggi la protesta non si arresta, ma va avanti sempre con maggiore determinazione.. Il passaggio è stato consentito solo all'ambulanza perché una signora che manifestava si è sentita male per il caldo"Sindaco scendi con noi - la voce delle mamme incatenate al megafono - perché non vieni a sentire le nostre istanze. Non ci stiamo a vedere quei reparti chiusi, non si scherza con la salute, non si scherza con i bambini". La città non si capacita sul silenzio dei sindaci, in primis quello di Colleferro e di tutti i comuni limitrofi. " Non abbiamo intenzione di fermarci - affermano i rappresentanti dell'associazione - non è facile stare sotto il sole e caldo di questi giorni, ma non abbiamo nessuna intenzione di abbandonare il diritto alla salute di mamme, bambini di un territorio intero". Intanto, “Impegno Comune” nei giorni scorsi ha fatto scattare la denuncia attraverso l’Area Consumatori che ha rimesso una nota alla Procura della Repubblica di Roma e alla Procura della Repubblica della Corte dei conti ponendosi una domanda: Chiudere a Valle per riprire a Monte? E chi Paga? Invece i gruppi consiliari di maggioranza di Colleferro dichiarano che: “sono in fermo disaccordo con il trasferimento dei reparti di Ginecologia, Neonatologia, Pediatria e Ostetricia dell’Ospedale di Colleferro a Palestrina intrapreso dai manager della AslRmg, in linea con i decreti delle varie Giunte Regionali, giunte di tutti i colori politici. Intendono battersi con fermezza in tutte le sedi opportune, insieme ai Sindaci del comprensorio, per difendere il diritto alla salute dei cittadini. Sono contrari ad ogni tipo di strumentalizzazione politica e agiranno con l’unico obiettivo di difendere l’Ospedale nella sua globalità e in ogni sua parte; Ringraziano i cittadini di colle ferro e dei Comuni limitrofi per la grande mobilitazione che ha portato alla raccolta di 6000 firme in poco tempo più di quattro giorni e intendono coinvolgerli nuovamente in prima persona nelle iniziative che verranno intraprese a difesa del nostro ospedale”. Il sindaco viene sfidato a scendere in Piazza per fare una battaglia comune, con il presidio che proseguirà almeno fino a giovedì sera quando si sposterà sotto la sede del Comune, dove si dovrà svolgere il consiglio Comunale per la surroga di Silvano Moffa e la discussione sulle linee programmatiche e la costituzioni dei gruppi.

Gianca. Flavi

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