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Colleferro, l'appello dell A.Ge.; impossibile non ripristinare i reparti all'ospedale

Il tema dell’ospedale di Colleferro, nonostante la relativa calma estiva, resta sempre molto di moda. Questa volta ad intervenire non sono i “soliti” politici ma l’associazione Genitori con una profonda riflessione sul ruolo e l’importanza

Il tema dell’ospedale di Colleferro, nonostante la relativa calma estiva, resta sempre molto di moda. Questa volta ad intervenire non sono i “soliti” politici ma l’associazione Genitori con una profonda riflessione sul ruolo e l’importanza

per tutta la zona del nosocomio colleferrino. “Sembra difficile dover considerare che ad un anno dalla chiusura di diversi reparti del nostro Ospedale di Colleferro non si riesca a ripristinarli. Come Associazione di - si legge in una nota della Dr.ssa Serena Zurma Presidente A.Ge - cerchiamo ogni giorno di promuovere iniziative a sostegno della famiglia, di educare i nostri bambini al rispetto di Sé e del prossimo, di aprire sentieri di prevenzione primaria nelle scuole, di costruire ponti di competenza educativa per garantire uno sviluppo armonico della persona. Ebbene, di fronte a questa “insana scelta” cosa dobbiamo spiegare ai nostri figli? Da dove partiamo per far intendere loro, che il contesto in cui li stiamo facendo crescere, non è a misura dei loro bisogni? Di certo non dobbiamo esimerci dal nostro compito genitoriale e continuare a dargli quegli strumenti necessari per “non arrendersi”, di fronte a un piano di realtà così apparentemente incerto ma con l’orizzonte che volge ad un “altro futuro” . In tanti se ne occupano, con diverse critiche da parte di molti, noi vogliamo pensare che quanto c’era prima, non sia un’assenza ora, ma un’occasione per volgere ad un’altra prospettiva, a cui dobbiamo guardare con positività. Come madre, ricordo che quando ho dato alla luce il mio primo figlio, abitavo in una cittadina del nord d’Italia efficiente con l’Ospedale in città. Eppure entrando per il mio primo monitoraggio fu necessario far nascere il mio attuale ragazzo e d’urgenza. Non c’era la mia ginecologa, non c’era il padre del bambino distante per lavoro, non c’era alcun familiare. C’ero io, lui e i dottori in servizio. Dopo qualche anno l’Ospedale della città fu trasferito in un’altra zona! Come figlia, ricordo che mia madre in seguito al suo dilagante tumore, pochi anni fa, seguì quanto previsto dal decorso della sua malattia presso un Ospedale di Roma, affidandosi come possibile e per altri aspetti collaterali della patologia all’Ospedale di Colleferro. L’ho salutata nella sua casa!

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Come psicoterapeuta, penso che quando qualcuno sceglie di affidarsi a me, non lo accolgo in base alla sua diagnosi, ma lo accompagno verso la ricerca di un cambiamento costruttivo, compatibilmente all’etica deontologica e alla nostra alleanza terapeutica. Come Presidente A.Ge, perseguo coscienziosamente questo rinnovato mandato nell’interesse della nostra comunità, e guardo alla progettualità psico-socio-educativa e socio-sanitaria come ponte trasformativo. Per ultimo, ma primo fra tutti, come persona penso che il “limite”, quando ci adoperiamo a riconoscerlo, sia innanzitutto una “grande risorsa per Sé e per gli Altri.” A tale proposito, l’A.Ge di Colleferro intende proseguire il proprio cammino operativo, mettendo le proprie idee a servizio di una comunità in evoluzione. “A volte capita che in una conchiglia si cela sorprendentemente una meravigliosa perla, che non è altro che lo stratificarsi di aragonite attorno ad un corpo estraneo che la disturba”.

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