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Colleferro, No-profit e Volontariato, un incontro per ‘trovare la chiave’

Qualche giorno prima del Focus Group che si terrà nello Spazio Attivo del BIC Lazio a Colleferro, incontriamo il Presidente della effervescente associazione GLOCALitaly.

Alberto Colaicomo

Qualche giorno prima del Focus Group che si terrà nello Spazio Attivo del BIC Lazio a Colleferro, incontriamo il Presidente della effervescente associazione GLOCALitaly.

L’Associazione sempre attenta ai giovani ed alla loro problematica situazione, propone ancora una nuova iniziativa, dopo le fatiche del CareerDay all’Università di Cassino, venerdì prossimo, legato alla premiazione del concorso svoltosi a Cassino, si terrà un Focus Group che vi vedrà attivi nello stimolafe / provocare i giovani, sulle relazioni e opportunità che legano il volontariato al mondo del lavoro.

La determinazione a dare una mano, coinvolgendo i nostri giovani è veramente lodevole, ma ci dica dr. Colaiacomo:

Come nasce questa iniziativa? L’iniziativa si inserisce nella linea strategica di GLOCALitaly. La nostra associazione ha come principale obiettivo quello dell’emancipazione dei giovani, accelerare la loro autonomia, per renderli, quanto più presto possibile attori principali, consapevoli del ruolo che spetta loro nella società.

Passaggio determinante in questo percorso è l’ingresso nel mondo lavorativo.

Questo nostro incontro si inserisce perciò in un percorso che, ancor prima di affrontare contenuti e metodologie pratiche, deve sensibilizzare agli argomenti trattati, suscitando interesse e coinvolgimento, per produrre le conseguenti azioni necessarie all’emancipazione ricercata.

Quindi l’incontro è particolarmente diretto ai giovani, ma a quali giovani?

L’incontro ha come destinatari privilegiati i Giovani. Sia quelli che ancora studiano che quelli che hanno completato il loro percorso formativo. Dal punto di vista del ‘limite inferiore’ l’età è, teoricamente, molto bassa, anche inferiore ai 10 anni. Diciamo questo sulla base di un documento, che avremo modo di presentare durante l’incontro, realizzato nell’ambito di attività sociali di un istituto scolastico australiano, da bambini di aventi un’età massima di 10 anni. Questo piccolo documento oltre a dare un interessante contributo alla nostra iniziativa, spiega anche modalità organizzative e comportamentali di altri stati che come italiani spesso ci troviamo ad invidiare.

Vista l’attualità dell’argomento vi aspettate un ‘tutto esaurito’? Ce lo auguriamo ma abbiamo purtroppo forti dubbi su tale possibilità. Il protrarsi della crisi e la staticità del ‘brodo di coltura’ (scuola, famiglia e società), in cui abbiamo fatto crescere i nostri giovani non sono elementi che favoriscono il contatto e lo scambio intergenerazionale.

Tutto ciò sta producendo una situazione molto difficile che, pur prendendo le mosse dal ‘naturale’ antagonismo fra le generazioni, alimenta al suo interno un grosso elemento di rancore, astio, diffidenza che rende difficilissimo il contatto, l’incontro ed il conseguente scambio di idee. Il tutto produce, uno spreco di risorse e conoscenza inestimabile che, nella migliore delle ipotesi, potrà essere recuperato con la prossima generazione di giovani (30 – 40 anni). Per cui lo sforzo maggiore che stiamo producendo è diretto nella ‘ricerca dell’attivazione del contatto ’. Se questo avviene, l’interesse nasce pressoché istantaneo e inizia a produrre risultati. Quindi ci auguriamo che chi parteciperà sarà poi in grado di attivare un processo di sviluppo ‘termonucleare’, una ‘reazione a catena’ inarrestabile.

Come mai la scelta di questo argomento: volontariato/no-profit & mondo del lavoro?

Non so se sia l’unica strada, certo è che è una buona strada da percorrere. Ci stiamo lavorando da diverso tempo anche con l’Università di Cassino, tanto che all’ultimo CareerDay abbiamo presentato un concorso legato alla problematica e, durante l’incontro effettueremo la premiazione della vincitrice, una giovanissima di Isernia che avrà molte cose da dirci.

Agire nel volontariato nelle Associazioni no-profit, è un modo che consente al giovane di operare in ambiti a lui adeguati, di suo interesse (deve averne e trovarne) e contemporaneamente entrare nelle dinamiche e nelle problematiche presenti in qualunque ambito lavorativo.

Probabilmente anche per molti adulti questa affermazione può sembrare superficiale ed affrettata, ma non è così. Un supporto ci viene da una delle conclusioni cui è pervenuto il progetto LEVER svoltosi in Europa sotto la guida del Politecnico di Milano e di cui avremo alcuni partners come testimonial.

Ma anche la voce degli imprenditori esprimerà un parere sull’argomento. Inoltre, rispettando la vocazione Internazionale della nostra associazione, avremo modo di offrire due interessantissimi contributi di nostri connazionali emigrati in Irlanda e Austarlia che ci aiuteranno con brevi flash ad acquisire situazioni e considerazioni molto interessanti.

Quindi possiamo concludere che basta svolgere qualche ora in una qualunque associazione o organizzazione no-profit per avere sicurezza e certezza lavorativa.

Accetto la provocazione, ma entrambi sappiamo bene che le cose non stanno così. Certo, non basta dire no-profit e volontariato perché tutto sia risolto, sappiamo tutti che talvolta questo settore nasconde le normali ‘trovate’ italiane per superare ostacoli e barriere burocratiche, oppure per mettere in atto vere e proprie truffe.

Sarà questo il primo banco di prova per il giovane che deve entrare in maniera operativa nella società, anche la scelta e la decisione dell’associazione nella quale offrire un po’ del suo tempo, farà parte della messa in atto di capacità e competenze da utilizzare poi nel ‘mondo del lavoro’

Poi certamente, così come avviene nelle aziende, ci saranno organizzazioni più strutturate ed altre meno, ma questa non è nient’altro che la realtà operativa. Questo è il mondo del lavoro.

Così come ci sono organizzazioni con scopi ed obiettivi diversi, al loro interno ci saranno attività di livello ed impegno diversi, così come avviene anche nelle organizzazioni lavorative.

Ciò che conta, che è importante, è il fatto che l’esperienza sia legata ad un impegno preciso ed una conseguente continuità, senza di questo continueremo a stare nel mondo dell’occasionalità e dilettantismo che non aiuterà né a comprendere né a sviluppare quelle capacità e competenze che sono utili e necessarie nel mondo del lavoro.

Bene, le considerazioni fatte sembrano molto interessanti, non ci resta che venire all’incontro e la aspetteremo volentieri a fine lavori per condividere, a caldo le prime impressioni.

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Volentieri, e colgo l’occasione per informarla che, all’incontro è legato una piccola azione di coinvolgimento personale per i giovani che parteciperanno, questo materiale sarà uno degli elementi da cui partirà un nuovo incontro più ampio ed allargato da fare in autunno.

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