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Fabrizio Santori

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Colleferro-Palestrina, la vicenda dei reparti trasferiti sbarca in consiglio Regionale. Santori interroga il Presidente Leodori

La vicenda del trasferimento dei reparti di neonatologia dagli ospedali di Colleferro a Palestrina torna di nuovo ad animare la scena politica regionale grazie al Consigliere Fabrizio Santori che nei giorni scorsi ha presentato in consiglio

La vicenda del trasferimento dei reparti di neonatologia dagli ospedali di Colleferro a Palestrina torna di nuovo ad animare la scena politica regionale grazie al Consigliere Fabrizio Santori che nei giorni scorsi ha presentato in consiglio

Regionale un'interrogazione a risposta scritta al Presidente del Consiglio Regionale del Lazio On. Daniele Leodori. Di seguito il testo dell'interrogazione:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Oggetto: Chiusura reparti pediatria e ginecologia Ospedale Colleferro - Mancata tutela del diritto alla salute dei cittadini dei Comuni di Colleferro, Anagni, Gavignano, Gorga, Montelanico, Piglio, Paliano, Segni, Serrone, Valmontone.

Il sottoscritto Consigliere Regionale, Fabrizio Santori:

Premesso che

il 16 dicembre 2015 si è svolta Udienza presso il TAR del Lazio (IlI SEZ. Q- R.G. 13283/2015 CC 15.12.2015), nel processo promosso dai Comune di Colleferro, Anagni, Gavignano, Gorga, Montelanico, Piglio, Paliano, Segni, Serrone, Valmontone, ed ad adiunvadum il gruppo Consulta le Donne e Comitato residenti Colleferro, contro la Regione Lazio, in persona del presidente pro tempore Commissario ad acta, Zingaretti, e della ASL Roma G nei confronti del Comune di Palestrina in persona del Sindaco e del Ministero della Salute in persona del Ministro per l'annullamento del Decreto dei Commissario ad acta della Regione Lazio del 01/04/2015 n. U00132 "Approvazione dell'Atto Aziendale della ASL Roma G" pubblicato sul BURL in data 21/04/2015; dell'Atto di autonomia Aziendale dell'ASL Roma G nella parte in cui non prevede il mantenimento ed implemento delle unità operative di ginecologia e pediatria presso l'ospedale di Colleferro; del provvedimento del 01/07/2015 prot. n. 263 del Direttore Sanitario Aziendale dell'ASL Roma G di accorpamento dell'unità ospedaliera di ostetricia/ginecologia e neonatologia/pediatria allo stabilimento ospedaliero di Palestrina;

con ricorso straordinario al Capo dello Stato, il Comune di Colleferro ed ad adiunvadum il gruppo Consulta le Donne e Comitato residenti Colleferro, hanno impugnato i suddetti atti. A seguito di opposizione formulata da Comune di Palestrina, il processo è stato trasferito dinanzi al TAR del Lazio;

in difesa dell'Ospedale territoriale di Colleferro si sono mobilitati gli abitanti della valle del Sacco che, attraverso un Comitato promotore ha raccolto oltre 20 mila firme.

Considerato che

la chiusura dei reparti indicati in un ospedale sito in un'area, come quella di Colleferro e della Valle del fiume Sacco, sottoposta da oltre cento anni ad un prolungato e gravissimo inquinamento industriale, ha ripercussioni particolarmente gravi sulla popolazione colleferrina e dei Comuni limitrofi. L'inquinamento è stato tanto grave da determinare sulla popolazione residente, purtroppo, problemi alla salute e segnatamente all'apparato riproduttivo ed alla fertilità;

la popolazione di Colleferro e dei Comuni limitrofi si trova, suo malgrado, ad essere oggetto di studi pionieristici sugli effetti della contaminazione da beta-esaclorocicloesano (3-HCH) sulla salute umana. Inoltre il Comune di Colleferro, nonostante la sua esigua grandezza, figura trai primi Comuni a livello nazionale, per asma pediatrico;

la chiusura dei reparti di pediatria e ginecologia dell'Ospedale di Colleferro non era minimamente contenuta nel programma operativo approvato col DCA 000247 del 25/07/2014, che comprendeva le principali misure di organizzazione e razionalizzazione del SSR per gli anni 2013/2015.

se corrisponde al vero che presso la sala operatoria dell'Ospedale di Palestrina non risulterebbe più presente l'assistenza infermieristica in occasione degli Interventi di cesareo, e conseguentemente le ragioni;

se corrisponde al vero che la chiusura dei reparti di pediatria e ginecologia dell'Ospedale di Colleferro non era minimamente contenuta nel programma operativo approvato col DCA 000247 del 25/07/2014, che comprendeva le principali misure di organizzazione e razionalizzazione del SSR per gli anni 2013/2015;

se corrisponde al vero che il piano strategico della ASL Roma G non sia stato approvato, laddove, invece, il DCA U00251 del 30.07.2014 prevede che gli strumenti per l'attuazione del programma operativo i piani strategici devono essere adottati dalle singole aziende, approvati dalla Regione e ai quali i piani aziendali devono necessariamente adeguarsi.

i motivi e i presupposti amministrativi per i quali insieme ai reparti di neonatologia e ostetricia sono stati trasferiti anche quelli di pediatria e ginecologia, che non risulterebbero previsti dall'Atto aziendale della MI RMG;

i motivi per i quali i servizi di emodinamica dell'ospedale di Rieti e di Formia risultano essere stati mantenuti per la loro particolare collocazione geografica, anche se questa presenterebbe volumi di attività sotto gli standard (decreto Commissario ad acta n. 000368 e U00247/2014, pag. 15) e lo stesso non sia stato possibile per i reparti materno-infantili dell'ospedale territoriale di Colleferro;

Chiede di Conoscere le valutazioni di questa Amministrazione regionale circa quanto contenuto nella relazione sulle attività maggio 2012 - bacino valle del Sacco, del Delegato all'Ufficio Commissariale e specificamente: "Nell'immediato, assumendo fino in fondo tutte le responsabilità correlate commissariale, ho disposto l'estensione dello studio epidemiologico i cui risultati devono rappresentare il punto di riferimento per l'azione di bonifica, a cui deve affiancarsi un'azione di prevenzione e di cura dei cittadini coinvolti, al fine di contribuire al miglioramento della qualità della vita, soprattutto per le nuove generazioni della Valle del Sacco." Per tale finalità, il Commissario delegato ha altresì richiamato "la necessità che il Governo permetta alla Regione Lazio di affrontare, senza i vincoli imposti dal Piano di rientro conseguente al noto stato di sofferenza della Sanità regionale, le problematiche di carattere sanitario necessarie a soddisfare gli abitanti dei luoghi colpiti dall'emergenza ambientale, con ciò le Istituzioni facendosi concretamente carico di un diritto dei cittadini costituzionalmente garantito".

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