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Colleferro, processo inceneritori, dopo 9 anni di rinvii nessuno è colpevole

I reati ambientali contestati e i capi di imputazione riguardavano le condotte criminose messe in atto nel traffico illecito di rifiuti, falsificazione delle analisi documentali, frode e truffa allo Stato, nel periodo dal 2005 al 2008

La giustizia non è arrivata in tempo e anche gli ultimi 8 imputati, sui 25 indagati, hanno beneficiato della prescrizione per tutti i reati contestati nell'ambito del processo penale per gli illeciti compiuti negli impianti di Colle Sughero, i famosi inceneritori di Colleferro. L'udienza nei confronti di esponenti dirigenziali della Mobilservice ed EP Sistemi, società dell'ex Consorzio Gaia e di altri protagonisti coinvolti nella gestione illegale dello smaltimento dei rifiuti negli inceneritori di Colleferro si è tenuta il 4 ottobre 2018 presso il Tribunale di Velletri.

I capi di imputazione

I reati ambientali contestati e i capi di imputazione riguardano le condotte criminose messe in atto nel traffico illecito di rifiuti, falsificazione delle analisi documentali, frode e truffa allo Stato, nel periodo dal 2005 al 2008. Le indagini sono partite dalla denuncia dell'allora direttore degli impianti Paolo Meaglia, nei confronti di un consigliere comunale di Colleferro che nel 2007 aveva denunciato presunte irregolarità e comunque anomalie nel funzionamento delle apparecchiature tecnologiche di rilevazione dei fumi e delle sostanze inquinanti. Si trattava in effetti di manomissione del sistema informatico di rilevazione dei fumi con grave pregiudizio per la salute della popolazione della valle del Sacco.

Gli arresti e l’apertura del processo

Dalle intercettazioni è risultato che si bruciava di tutto e nel 2009 i Carabinieri del Noe di Roma arrestarono 13 persone. Il processo inizia dinanzi al Tribunale di Velletri, il quale, dopo quattro anni, dichiara la propria incompetenza e il processo prosegue a Roma, dove tutte le parti civili vengono escluse. Il processo, per competenza funzionale e territoriale, ha subito un ulteriore trasferimento a Velletri e qui si è concluso.

Il problema degli inceneritori

Resta un problema aperto il futuro degli inceneritori su cui la Regione lazio ha deciso con la Determinazione del 2 agosto c.a. di elaborare uno studio di fattibilità, da predisporre entro il 31 ottobre 2018, per l’individuazione di soluzioni di riconversione della tipologia di impiantistica di Lazio Ambiente S.p.A ed entro il 31 dicembre 2018, di procedere alla predisposizione di una nuova procedura di dismissione di Lazio Ambiente S.p.A. che tenga conto delle risultanze dello studio di fattibilità.

Le parole del sindaco Sanna

Oggi il processo sugli inceneritori di Colleferro è caduto in prescrizione. Nessun condannato, nessuna giustizia fatta. Ha vinto – ha spiegato su face book il primo cittadino di Colleferro Pierluigi Sanna -, questa volta, la lentezza della burocrazia e della giustizia. A noi spetta da domani di vincere definitivamente la battaglia più grande, quella per cui combattiamo da sempre e che si concretizzerà solo con la pietra tombale sugli inceneritori dello Scalo. La vinceremo. Le carte di Lazio Ambiente che dicono che la colpa del mancato revamping è tutta del Sindaco di Colleferro le renderò pubbliche. C'è qualcuno che pensa di intimorirmi vagheggiando richieste risarcitorie? Io possiedo davvero pochi beni ma ne ho uno per me molto prezioso: il coraggio di dire che non è colpa del Sindaco ma merito della comunità, Sindaco compreso, se questa storia oscura e velenosa vedrà finalmente la parola fine”.

Le parole di Ina Camilli

“Un processo  - spiega Ina Camilli del comitato residenti a Frosinonetoday.it - che non si voleva mandare a sentenza per molte ragione ed anche per evitare le pene introdotte dalla recente legge del 2015 sui nuovi reati ambientali! In tutti questi anni, tantissimi, i fascicoli sugli inceneritori hanno viaggiato da Velletri a Roma. Ringraziamo i legali che dal 2009 insieme a noi hanno continuato la battaglia nelle aule giudiziarie per accertare la verità dei fatti e dei gravi reati penali commessi nella gestione degli inceneritori di Colleferro e che hanno coinvolto anche dirigenti del Consorzio Gaia, che poi abbiamo ritrovato nella società Lazio Ambiente spa. L’udienza del 4 ottobre 2018 al Tribunale di Roma, dove ci siamo costituiti parti civili, si è conclusa in modo amaro. Presente in aula Luigi Mattei, come sempre. Nato presso il Tribunale di Velletri, il processo si è subito arenato. Dichiarata l'incompetenza territoriale della Procura di Velletri, gli atti riguardanti alcuni reati dovevano essere trasmessi al GIP, giudice delle indagini preliminari,di Roma. Sono passati anni tra una serie di rinvii a giudizio, tra una notifica e l'altra, con l'esclusione dal processo delle parti civili e di molti reati, restando perseguibili solo pochi capi di imputazione. Il Tribunale di Roma doveva trasmettere a Velletri i fascicoli per il dibattimento e anche questo ha portato ulteriori ritardi e perdita di tempo fino ad arrivare all’udienza di oggi, dove tutto è stato dichiarato prescritto, anche i reati penali più gravi e di particolare importanza sanitaria e ambientale. La irragionevole durata del processo, 2009 – 2018, e tanta trasandatezza sono state lo scopo principale di questa "giustizia"! Sappiamo bene chi, con la sua inerzia, ha favorito la prescrizione!”

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