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Colleferro, venerdì 18 assemblea pubblica cittadina nel quartiere Scalo sul problema rifiuti

Assemblea pubblica sulle problematiche ambientali a Colleferro Scalo, venerdì 18 luglio, alle ore 18.00, promossa da un gruppo di cittadini e sostenuta dal Comitato residenti Colleferro.

Colleferrro Scalo

Assemblea pubblica sulle problematiche ambientali a Colleferro Scalo, venerdì 18 luglio, alle ore 18.00, promossa da un gruppo di cittadini e sostenuta dal Comitato residenti Colleferro.

manifesto.Ass.quartiere.14Si parlerà dell'incendio della discarica, della battaglia contro il progetto di TMB (Trattamento meccanico biologico) e di gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti in una prospettiva economica sostenibile, che porti salute, nuova ricchezza e occupazione.

Il programma, pomeriggio con Thè, prevede dalle ore 16.00 una iniziativa ambientale di volontariato per ripulire gli spazi pubblici. A largo don Nicola ogni partecipante si presenterà con il materiale necessario all’attività (scope, guanti, sacchetti in plastica), che in parte è messo a disposizione da Lazio Ambiente spa, gestore del servizio di spazzamento. Dalle 18.00 dibattito con domande dal pubblico al quale interverrà Domenico Alfieri, Sindaco di Paliano e l’avv. Vittorina Teofilatto, Delegata Raggio Verde, che ha seguito tutte le più importanti vertenze legali della valle del Sacco.Sarà un pomeriggio all’insegna dell’impegno e della fatica, arricchito dalla condivisione e convivialità di tutti, tra un film all’aperto e tentazioni estive.

Mentre sono in atto i preparativi, precipita sugli organizzatori e su tutte le associazioni, comitati, sindacati, partiti, movimenti e gruppi la notizia - quotidiano La Repubblica, del 15 luglio - che l’assessore Civita starebbe mettendo a punto un Piano (non un Piano a punti). Si tratta della “Soluzione Colleferro” che, per normalizzare la crisi dei rifiuti a Roma, prevederebbe la messa a norma di due vecchi inceneritori allocati nel centro urbano del quartiere Scalo, dove i rifiuti potrebbero essere bruciati come CDR.

Da parte dell’Amministrazione comunale di Colleferro nessuna reazione vitale alla notizia, commenta Ina Camilli, rappresentante del Comitato residenti Colleferro; il Sindaco Cacciotti sarà ancora intento a chiedersi come sia riuscito ad evitare la verifica della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per il “buco” di 1 milione e mezzo di €, accumulato in meno di un anno, grazie al pronto intervento del Presidente della regione Lazio, Zingaretti.

Il Piano Civita prevede la vendita ad Ama dei due inceneritori della società regionale Lazio Ambiente spa (che porta in dote una altrettanto vecchia vicenda giudiziaria) e di un vigoroso revamping prima di bruciare i nuovi quantitativi previsti dalla “Soluzione Colleferro per non finire fuori mercato, senza che si parli mai di salvaguardia ambientale delle popolazioni e dei territori!

Intanto va avanti l’iter presso la regione Lazio, favorevole Giunta Cacciotti e Presidente Zingaretti, per realizzare un “moderno” TMB, progettato nel 2010 e pronto tra alcuni anni (ndr nascerà già “vecchio”), per produrre combustibile per gli inceneritori (CDR) e frazione organica stabilizzata (FOS) per la discarica che, quindi, non chiuderanno.

La questione prioritaria non sono le scelte locali della Giunta Cacciotti – che distruggono il benessere e l’economia di chi è intorno a Colleferro - ma quelle della regione, che persegue nella valle del Sacco una politica territoriale incoerente – apre e chiude Tavoli - perché manca di un indirizzo univoco, di una precisa scelta programmatica e risponde alle emergenze più o meno vere in modo frammentato, commenta Ina Camilli, rappresentante del Comitato residenti Colleferro.

Scelte superate, non innovative, costose ed antieconomiche, in contrasto con le direttive europee in materia di trattamento dei rifiuti e con le leggi del mercato. Mentre i nostri territori “soffrono” le conseguenze della crisi economica e i danni ambientali, i rifiuti vengono trasferiti al nord, dove creano ricchezza e occupazione.

Anche l’articolo di oggi 17 luglio su La Repubblica dimostra l’assenza di una scelta politica univoca e coerente soprattutto sul ciclo dei rifiuti; senza un piano regionale e un programma economico-ambientale sostenibile la risposta delle Istituzioni locali è quella di “rivedere” il neonato Piano Civita per rincorrere le emergenze e il profitto. Il quadro è già cambiato rispetto ad ieri: la vittoria al TAR del Lazio del gruppo Cerroni significa che gli impianti a Malagrotta riprenderanno a funzionare e a smaltire i rifiuti della capitale. Ora viene avanzata anche l’ipotesi di dirottare i rifiuti di Roma su Aprilia e creare 4 ecodistretti dove impiantare 4 biodigestori in tre anni.

Per realizzare i cambiamenti attesi è necessario il consenso preventivo e l’accettazione della popolazione o di una buona parte di essa, mentre le richieste dei cittadini non sono tenute in considerazione, nonostante il ruolo attivo delle loro associazioni, osserva Ina Camilli.

Se pensiamo al nucleo Paliano, Valmontone, Colleferro e Artena ci rendiamo subito conto che, dal punto di vista dello sviluppo economico, ciascuno ha un destino diverso dall’altro, addirittura in contrapposizione e in contraddizione tra loro.

Come si concilia il rilancio del parco la Selva, di circa 470 ettari, con il TMB e annessa discarica di servizio? Come si integra il TMB con il piano urbanistico generale del Comune di Paliano, che prevede lo sviluppo di un’area turistico ricettiva? E con l’area industriale SLIM del Comune di Colleferro? Come interagisce un parco giochi o il progetto di valorizzazione turistica di Artena con una centrale turbogas, due inceneritori, un cementificio, due parchi fotovoltaici (uno in contenzioso)? Quale ripresa economica e potenziale sviluppo turistico e occupazionale si può realisticamente immaginare se manca una pianificazione delle attività di recupero ambientale, una visione innovativa del ciclo dei rifiuti, rispondente all’Europa e si prospetta un nuovo assalto dei territori a vantaggio di grandi impianti industriali?

Siamo contrari a questo progetto di TMB, afferma Ina Camilli, perché contrasta con la strategia Rifiuti Zero e con le direttive europee (2008/98/CE, riutilizzo, riciclaggio, recupero e smaltimento); è oggettivamente “datato”, visti i tempi lunghi per l’autorizzazione e costoso (oggi è stimato in 26 milioni di €). Siamo contrari a questo TMB, adiacente alla discarica, perché è posto a meno di 500 metri dall’Istituto scolastico IPIA, dal parco la Selva di Paliano, dalle abitazioni dei residenti e dagli addetti del settore terziario e perché è la conferma che non c’è la prospettiva di un cambiamento reale.

Insieme alla campagna “Rifiutiamoci!”è iniziata anche quella referendaria contro il progetto del TMB con la più ampia partecipazione di cittadini, partiti e associazioni. Il prossimo appuntamento per la raccolta delle firme è previsto per sabato pomeriggio, 19 luglio, a Colleferro, largo San Francesco, da parte dell’UGI (Unione giovani indipendenti), mentre il 26 luglio, alle ore 9.00 è convocato il Consiglio comunale per trattare anche la Mozione dell’opposizione contro il TMB.

Ina Camilli

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