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Rifiuti, Malcotti inchioda Zingaretti su Colle Fagiolara: “basta portare fuori i rifiuti dalla capitale”

Il consiglio regionale andato in scena ieri alla Pisana sull’emergenza dei rifiuti nel Lazio ha delineato alcune linee guida, o almeno si spera che queste vengano seguite nel futuro prossimo, che dovranno

Il consiglio regionale andato in scena ieri alla Pisana sull’emergenza dei rifiuti nel Lazio ha delineato alcune linee guida, o almeno si spera che queste vengano seguite nel futuro prossimo, che dovranno

farci uscire da questa situazione che oramai si protrae da troppi anni. Tra le tante proposte c’è stata anche la mozione del consigliere Luca Malcotti del Gruppo Cuori italiani Lavoro e Territorio approvata a maggioranza che Impegna il Presidente Zingaretti e la Giunta ad avviare immediatamente un confronto serrato con Roma Capitale per affrontare la palese situazione di degrado e la continua emergenza rifiuti e definire una strategia seria e condivisa ed in particolare: Verificare l'utilizzo da parte di Roma Capitale delle risorse messe a disposizione dalla Regione per la raccolta differenziata e monitorare l'efficacia dell'impiego di tali risorse; Definire con Roma Capitale una tempistica credibile per il raggiungimento dell'obiettivo del 65% di differenziata stabilito dalla legge anche al fine porre fine alla attuale situazione per cui i cittadini romani subiscono un pessimo servizio a fronte di una delle TARI più care d'Italia, oltre ai costi stratosferici per il trasferimento all'estero dei rifiuti;

A sollecitare Roma Capitale a realizzare un piano che chiuda il ciclo dei rifiuti, capace di risolvere finalmente il problema dell'autosufficienza per evitare quindi che Roma continui a portare fuori circa mille tonnellate al giorno di rifiuti, scaricandoli su altri territori, come Colleferro e San Vittore; 3) Ad effettuare i necessari controlli sulla corretta operatività di tutti gli impianti, l'efficacia del trattamento e anche la tipologia dei rifiuti in ingresso ed uscita, ed a produrre una relazione riepilogativa sugli esiti delle verifiche condotte, come richiesto dal ministero dell'Ambiente alla Regione Lazio con nota del 2 agosto 2016. Il Ministro Galletti ha evidenziato in audizione formali alla Camera (4 agosto) e Senato (29 settembre), un rischio di una emergenza rifiuti a Roma e nel Lazio; Il Ministro a tal proposito ha richiesto più volte alla Regione Lazio di aggiornare il Piano di gestione dei rifiuti urbani chiedendo in particolare che la Regione Lazio individui con urgenza soluzioni rapide ed efficaci per l'integrale copertura del fabbisogno; Il Ministro ha annunciato, in assenza di tali soluzioni, che sarebbe stato applicato l'art. 35 del cosiddetto decreto Sblocca Italia), e dunque l'obbligo di realizzare azioni e strutture adeguate per l'integrale copertura del fabbisogno residuo; A tal proposito c'è stata una procedura d'infrazione europea a carico dell'Italia in merito all'inadeguatezza di una rete integrata di impianti di gestione dei rifiuti urbani nel Lazio; Tale mozione si fonda sul alcune premesse molto importanti: La Regione Lazio e Roma Capitale hanno fino a questo momento sostenuto l'inesistenza di una emergenza rifiuti nel Lazio ed in particolare a Roma sebbene tutti i dati dimostrino il contrario; considerato che la Regione Lazio produce circa 3 milioni di tonnellate di rifiuti annui (di cui il 55%, pari a 1.719 mila tonnellate, sono prodotte da Roma); La raccolta differenziata, che pure doveva raggiungere il 65% entro il 2012, ha raggiunto nel Lazio quota 32,7% mentre Roma si attesta poco sopra, al 40%; In particolare a Roma nel 2014 605, mila tonnellate di rifiuti sono stati raccolti tramite differenziata mentre 1.114 mila tonnellate di rifiuti sono state avviate all'impiantistica di trattamento; Per quanto nel 2015 la raccolta differenziata sia cresciuta l'obiettivo del 65% previsto dal dlgs. 152/2006 è ancora lontanissimo nel Lazio come a Roma; Inoltre per quanto attiene il trattamento dell'umido Roma dispone del solo impianto di Maccarese con una capacità di 30 mila tonnellate/anno a fronte di un fabbisogno, in crescita per l'aumento della differenziata, di oltre 200 mila tonnellate;) Il Presidente Zingaretti e l'Assessore Buschini avevano ribadito in Consiglio regionale (4 agosto u.s.) che non è utile né indispensabile realizzare un nuovo termovalorizzatore nel Lazio, sia per via dei tempi di realizzazione sia per il programma di crescita della differenziata posto in atto dalla Regione; La giunta regionale il 4 agosto 2016 ha approvato la delibera sulle linee guida sulla percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti A tal proposito, per raggiungere gli obiettivi previsti dalla legge, la Regione si è impegnata inoltre ad investire sulla raccolta differenziata con uno stanziamento di 104 milioni di euro per il biennio 2016-2018, oltre ai già stanziati 140 milioni di euro del biennio 2014-2016; Il 26 aprile 2016 n.199 la Regione ha approvato la delibera per la determinazione del fabbisogno degli impianti, elaborando i dati sulla produzione dei rifiuti raccolti dalle province e ha determinato un fabbisogno regionale per i prossimi anni ed il documento base del nuovo Piano dei rifiuti. La Regione Lazio successivamente, dando il termine entro il 30 settembre, ha chiesto alle Province e alla Città Metropolitana di Roma l'indicazione de le zone idonee alla localizzazione di impianti di recupero e smaltimento rifiuti, al fine di aggiornare il Piano Regionale dei Rifiuti; Entro il 30 settembre quindi la Città metropolitana, di cui Virginia Raggi é Presidente, e le provincie avrebbero dovuto comunicare le relazioni per attuare l'aggiornamento del piano, compresi eventuali potenziamenti o trasformazioni delle strutture esistenti, le aree idonee alla localizzazione di piccoli siti di smaltimento, discariche di servizio per accogliere i rifiuti trattati necessarie per chiudere il ciclo dei rifiuti. In particolare Roma Capitale doveva presentare la propria pianificazione per la chiusura del ciclo dei rifiuti nella città, senza gravare su altri territori al fine di assicurare il pieno equilibrio della gestione dei rifiuti in tutta la regione. Per risolvere il problema di una parte del deficit di smaltimento, oltre agli accordi con l'Abruzzo è in corso di svolgimento una richiesta di autorizzazione da parte dell'Ama per trasporto transfrontaliero di rifiuti, per i casi di emergenza e straordinarietà, che sono i soli ammessi dalla UE posto che l'Europa pretende l'autosufficienza di ciascuna regione; In ogni caso il trasferimento all'estero dei rifiuti si trasforma in un salasso per i cittadini; Nel frattempo con dpcm 233 del 5 ottobre 2016 sul fabbisogno di incenerimento, in assenza di soluzioni alternative concrete, valide e tempestive da parte della Regione e di Roma Capitale, il Governo ha dato il via libera alla costruzione di un termovalorizzatore nel Lazio per far fronte al deficit di circa 210 mila tonnellate di rifiuti da incenerire L'unico modo per evitare la costruzione di altri impianti è un serio sviluppo della raccolta e del tramenato dei rifiuti differenziati.

Per l’approvazione di questa mozione gioisce anche il movimento civico di Colleferro Impegno Comune guidato dall’Avv. Rocco Sofi. “ieri in Consiglio regionale si parlava di piano rifiuti: grazie a Luca Malcotti è stata presentata una mozione dove si insiste sulla linea adottata e condivisa dal movimento civico di Colleferro impegno Comune. Tale mozione impegna Zingaretti e la Sua giunta a dire basta a far confluire su Colleferro tonnellate di rifiuti al giorno! La mozione è stata accolta”.

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Dan. Flav.

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