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Terremoto, le tante i­niziative dei volonta­ri colleferrini per l­e zone colpite dal si­sma

di Caterina I. Paoletta. “Nel diventare maturo scoprirai che hai due mani, una per aiutare te stesso, l’ altra per aiutare gli altri”. Ci importa davvero aiutare gli altri? O ci interessa andare in tv, farci vedere

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di Caterina I. Paoletta. “Nel diventare maturo scoprirai che hai due mani, una per aiutare te stesso, l’ altra per aiutare gli altri”. Ci importa davvero aiutare gli altri? O ci interessa andare in tv, farci vedere belli presi e poi tutto finito, spenta la telecamera, l’ entusiasmo svanisce finendo nel dimenticatoio delle nostre agende e riaccendendosi solo alla prossima inquadratura.

Ci importa davvero soccorrere ed aiutare gli altri o lo facciamo per sentirli legati a noi, mai liberi di fare le proprie scelte.

Ci piace forse giudicare le scelte di questo o di quello, come veste e se farà a meno di questa o quella cosa. Cosa ci piace davvero della libertà altrui? suona forse bene? Essere altruisti, portare questa bandiera comporta una seria responsabilità che è reale in chi si occupa di altro, da una mano per pura spinta e non per farsi ringraziare in continuazione.

Non servono occhi che chiedono per gratificare, ma occhi che vogliono fare la differenza Io non credo in chi si eleva a giudice, mi fanno paura i colori netti e chi se ne fa spada e baluardo.

Mi piace pensare che esistono le sfumature, più o meno intense e nette come quelle che colorano i nostri giorni e umori.

L’ amicizia in questo senso è uno scambio, una opportunità e non ci deve essere che un unico ideale quello della condivisione e non del senso di potere verso l'altro.

Io ho fatto, io ho detto, ho speso energie, tempo, denaro…

Io io io… l ‘ho fatto e basta e lo rifarei anche perché se tengo a qualcuno lo mando pure a fanculo, ma non lo tratto da conoscente con silenzio.

Guardiamoci intorno, senza andare per forza ad accendere la tv, se non ci diamo una mano noi, come comunità, comitati, associazioni, condomini, gruppi di w.up come possiamo credere di evolverci.

Oggi che il nostro paese vive giorni difficili, zone non troppo lontane da noi dove il freddo, la terra trema e la natura sembra essere implacabile. La tv ci nutre ad ogni pasto con le immagini di persone distrutte e disperate, di uomini e donne che si scaldano col poco che resta e riesce ad arrivare. Perché la sorte quando ci si mette sembra quasi voglia accanirsi con chi sta già a terra per dare il colpo finale.

Quanti si stanno organizzando seriamente per fare qualcosa e non dire di fare qualcosa.

Questo va ricordato, ma va detto e fatto per imparare a rivolgerci alle persone giuste, perché ci sono persone nel nostro territorio che si muovono, anche se non mettono su di sé riflettori.

Perché ci sono associazioni locali che provano a dare un piccolo aiuto, che sia efficace e non di sola moda.

Non serve mica strafare, basta così poco a volte. Condividere un post su fb, fare una telefonata, portare delle coperte o fare qualcosa guidato da chi le sa organizzare queste cose. Essere volontari, vuol dire servire, non pretendere, non esibirsi. Chi si muove in silenzio rischia di essere più veloce di altri che sfoggiano come pavoni il solo fare.

Caritas -vigili del fuoco- volontari in congedo , associazione batticuore ne ricordiamo alcune .

Ma quante ci sono ad adoperarsi per fare la differenza, per provare a gestire anche la situazione logisticamente spendendo del tempo proprio. E vorrei spendere parole giuste per alcuni giovani miei coetanei che operano nel nostro territorio, che non si fermano mai, che ci provano ai quali dobbiamo guardare se vogliamo capire come si fa.

Come si fa a guardare davvero e vedere gli altri, senza voltarsi dall’altra parte. Il Consigliere Andrea Santucci, sempre tra la gente ad ascoltare e sempre intento a fare a mischiarsi con la gente, a non dimenticare da dove viene è un giovane rappresentante della nostra amministrazione che sente propri certi Valori.

Da sempre all’interno della Caritas a dare quella mano e quel sorriso che a volte basta a qualcuno che non ha proprio niente e in un solo pasto offerto con gentilezza trova il suo tutto.

Andrea Santucci, ci è andato di persona ad Amatrice, ha caricato la sua auto di viveri e coperte per il primo bisogno e non ce lo ha mica detto, non si è fotografato mentre andava. Lo ha fatto e basta.

La Dott.ssa Gabriella Collacchi instancabile portavoce del Comitato Libero Ospedale Colleferro ,già in prima linea con iniziative benefiche a tutela del nosocomio onde evitare il depauperamento è partecipe insieme al dott Marco Compalati alle ultime iniziative delle Brigate della solidarietà attiva.

Si è attivata una raccolta di viveri per amatrice , secondo le indicazioni che provengono direttamente dai campi accoglienza in loco. Ecco, affidiamoci a chi si sta già muovendo, parliamone .

I paladini della giustizia non servono, non servono foto in tv, non seve dire sempre troppo, serve dire il giusto e impiegare il tempo a fare a sensibilizzare che si può fare anche un gesto piccolo, che potrà portare un sorriso.

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Aiutare qualcuno non è un gesto per arricchire se stessi, è un gesto d’amore verso l'altro, un servizio verso l'altro, in ascolto e attesa dell’altro.

Aiutare gli altri non è uno show o uno spot televisivo efficace, è una cosa seria, molto seria.

Aiutare non vuol dire possedere ma dare.

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