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Coronavirus, Colleferro, maxi focolaio nella rsa "Regina Pacis". Attivato il cordone sanitario

Contagio quasi totale nella struttura. Ospiti e dipendenti fortunatamente non presentano casi acuti. Presenti sul posto il sindaco e le forze dell'ordine

Resa nota da poco la notizia della criticità della situazione all'interno della RSA "Regina Pacis" di Colleferro a causa del coronavirus. Il sindaco Pierluigi Sanna conferma sulla sua pagina social:

"Ho saputo poco fa dalla asl del contagio quasi totale della struttura “Regina Pacis”. La situazione degli ospiti e dei dipendenti per fortuna non sembra contenere casi acuti. Sono in riunione ora con tutte le forze dell’ordine per creare un cordone che impedisca entrate ed uscite dalla struttura, sentite sia la Prefettura che la Regione. Sta recandosi sul posto una unità mobile dell asl; seguiranno aggiornamenti."

Qualche giorno fa ci sarebbe stata già qualche prima avvisaglia tra i residenti. Sono stati effettuati i tamponi per precauzione a tutti gli 80 ospiti e, pervenute oggi le risposte, ne risulterebbero positive circa 60 su 80 residenti così come per 15 dipendenti circa su un totale di 30. Si è attivato così il comitato per salute pubblica per cercare di contenere la situazione.

Dalle ore 17,30 circa infatti sono presenti sul posto la polizia,  carabinieri, la polizia locale elo stesso sindaco per decidere i protocolli da attuare per monitorare la situazione.

AGGIORNAMENTO delle ore 20.40

Il cordone sanitario è stato attivamente prontamente con la collaborazione delle autorità sanitarie e dell'amministrazione sanitaria di Colleferro. Il sindaco Sanna conferma "Il cordone sanitario presso la struttura “Regina Pacis” è stato organizzato nei minimi dettagli, concordemente con la direzione della struttura; in questo momento i medici della Asl sono all’interno dell’edificio. Tra i pazienti ed il personale non sembrano esserci casi di gravità, a quanto mi riferisce la asl; le forze dell’ordine a turno presidieranno gli ingressi impedendo i contatti con l’esterno non autorizzati. La proprietà della struttura sta collaborando pienamente, assieme a tutto il personale addetto, nell’applicazione dei protocolli ordinati dalla direzione generale e concordati con Prefettura e Regione. Manteniamo la calma e lavoriamo, per il bene primario dei pazienti e degli operatori contagiati. Nessuna “caccia all’untore” e nessuna polemica ci aiuterà in un momento come questo.

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