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Labico, il Cons. Dell’Omo da oltre un anno assente in Consiglio. Chiesta la decadenza

I componenti della lista per la quale il consigliere è stato eletto dopo una serie di assenze in aula ne chiedono la sostituzione immediata

Politica in fermento a Labico soprattutto per quanto riguarda il gruppo di Minoranza di tradizione e progresso. Nei caldi giorni di Ferragosto i del componenti del gruppo consiliare Alessandro Galli ed Antonietta delle chiese hanno chiesto formalmente la decadenza del Consigliere comunale Antonio Dell’Omo che attualmente fa parte del gruppo misto e che però era stata eletto come candidato sindaco proprio della Lista Tradizione e Progresso.

Questa la comunicazione ufficiale: “In data in data 13 agosto 2020 con protocollo comunale abbiamo formalmente richiesto all’amministrazione comunale di Labico e al Presidente del Consiglio comunale l’applicazione dell’art. 22 comma 2 dello Statuto e dell’ art. 6 commi 1 e 2 del regolamento del Consiglio Comunale riguardanti la decadenza dei Consiglieri Comunali che non intervengano a 4 sessioni consecutive o 2 consecutive di bilancio senza giustificato motivo. In dettaglio riferivano la circostanza circa la condotta del Consiglio comunale Antonio dell’Omo appartenente al Gruppo Misto ed assente dalle sessioni Consiliari dal periodo Agosto 2019. Tale richiesta veniva esercitata in uno spirito di applicazione dei regolamenti da parte dell’Amministrazione Comunale e nel rispetto del mandato elettorale da parte del Consigliere Comunale de quo”.

“Il nostro non è un attacco personale contro qualcuno ma la manifestazione di una legittima esigenza al diritto di surroga che nel caso di specie spetterebbe alla nostra Componente consiliare e in caso di avveramento vedrebbe ripristinate in Consiglio comunale le condizioni numeriche riconducibili al risultato elettorale ovvero alla rappresentatività primigenia di n.3 seggi”.

Proprio questo ultimo passaggio è di fondamentale importanza proprio in un’ottima politica più ampia in quanto a Labico non era mai successo, ma pensiamo anche in molti altri comuni, che un consigliere eletto con i voti della lista e quindi non grazie alla sue preferenze una volta in consiglio lascia la lista che lo ha letto per andare in un altro gruppo andando di fatto a non rappresentare più chi lo ha eletto ma solamente se stesso.

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