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Labico, primi scricchiolii nella maggioranza Giovannoli. Paris riconsegna la delega al bilancio

24 mesi dopo la vittoria elettorale non bastano i selfie sui social e le frasi ad effetto. I problemi all'interno della squadra di governo iniziano ad emergere con forza

Non poteva scegliere giorno migliore per rovinare la “festa” dei due anni di amministrazione al Sindaco di Labico Danilo Giovannoli. Nel consiglio comunale di ieri l’assessore Benedetto Paris ha riconsegnato la delega al bilancio ma si è tenuto quelle delle politiche sociali e della attività produttive.

Un primo segnale dopo 24 mesi di governo cittadino dei malumori che iniziano a farsi strada all’interno dell’amministrazione del “Volemose bene e del Daje Labico” ma che rimarca le diversità dei componenti di un gruppo che si sono uniti per sconfiggere il “male assoluto” rappresentato dalla famiglia Galli che per oltre 20 anni ha governato a Labico. Un gruppo fatto di persone che fino a tre mesi prima delle elezioni si parlavamo male a vicenda e parlavano male del Pd (famose le frasi di disprezzo dell’attuale assessore alla monnezza Spezzano verso Zingaretti ed i suoi uomini) che è il partito del sindaco e di molti altri rappresentanti della maggioranza.

Una riconsegna della delega al bilancio che rappresenta un segnale di rottura evidente con il passato perché questo settore è nevralgico per la gestione del comune ed arriva qualche tempo dopo che è cambiato il dirigente dell’ufficio ragioneria.

A spiegare questa scelta lo stesso Paris con un lungo post in politichese su facebook (abbiamo provato a chiamarlo ma stranamente non ci ha risposto al telefono) nel quale si capisce che avrebbe molte atre cose da dire ma che per il momento evita di fare qualsiasi polemica: “Sono passati due anni dalla vittoria alle elezioni. Due anni dalla gioia e dalle lacrime di quella notte dove la squadra di questa foto ha determinato l'avvio di un cambiamento vero nel nostro paese. Dopo due anni, come è fisiologico, l'entusiasmo è calato ed anche il picco di consenso si è ridotto. È normale e penso che tornerà alla fine del mandato, quando tanti progetti a cui si è lavorato e si sta lavorando arriveranno a vedere la luce.

In due anni c'è stato un cambiamento vero. Non tutto si vede. Non parlo dei miei assessorati (politiche sociali, attività produttive e, fino a ieri, bilancio), sarebbe autocelebrativo. Penso all'importanza strutturale dell'attenzione alla partecipazione dei cittadini ed all'educazione alla cittadinanza, come nel caso del Consiglio dei ragazzi e del Forum dei giovani, semi che daranno frutti bellissimi. Il cambiamento culturale di un comune che ospita Amnesty International, fa tornare le borse di studio, doverosamente intitolate a Carla, con una impostazione migliore di quella da me proposta nel 2009. Penso alla serietà di un comune che con trasparenza determina regole attraverso regolamenti, tanti, e non lascia agli "usi" e interpretazioni.

Penso alla riattivazione, finalmente, di spazzamento manuale e meccanico, che Galli aveva tolto nel 2014 e ad una gestione trasparente e spero efficace degli spazi pubblici attraverso il coinvolgimento dei privati. Penso alla fine di una strategia della "polvere sotto il tappeto" nei confronti dei problemi di Colle Spina e l'aver definito un percorso chiaro di presa in carico dei servizi e degli spazi. Penso ad aver finalmente aggiornato lo Statuto ed aver preso in mano la cura delle nostre istituzioni grazie al grande lavoro di Enzo Fasani.  Penso a corsi di teatro e fotografia, ai primi passi, ma segno di una cultura che è servizi ai cittadini, opportunità per fare socializzazione e non solo le due o tre feste comandate l'anno.

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Penso ad un cambiamento ancora più radicale che ho dato io nei miei settori di competenza, ma di questo non parlo. Sento però che i cittadini me ne fanno merito, anche se moltissimo è ancora da fare su servizi all'infanzia, sostegno ai disabili, diritto alla casa, integrazione delle comunità comunitarie ed extracomunitarie, sostegno all'economia locale e valorizzazione del territorio e dei prodotti agricoli.  Naturalmente c'è anche quello che non va e quello che potrebbe andare meglio. Anche per questo lavoreremo i prossimi tre anni”.

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