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Incontro sulla Legalità

Lezioni di legalità, l'Arma dei Carabinieri incontra gli studenti

Con il contribuito dall'associazione no-profit ACUDIPA, il comandante della stazione di Labico ha affrontato con i ragazzi tematiche come il bullismo e il consumo di stupefacenti in età minorile

A scuola di Legalità con i Carabinieri di Labico. Le classi Medie del comune casilino si sono riunite in palestra nella giornata di ieri, 21 aprile, per l’incontro con il maresciallo Guido Natella. Il progetto fa parte del Protocollo d’Intesa siglato tra il MIUR e l'Arma dei Carabinieri ed è volto ad “accrescere nei giovani la cultura della legalità e la consapevolezza dell’importanza della sicurezza, favorendo la conoscenza e il rispetto delle regole”

Al centro del dibattito le tematiche di maggior spicco sono state quelle inerenti al bullismo, una piaga onnipresente nella quotidianeità dei giovani studenti. A completare la triade, poi, il consumo di stupefacenti  e l'abuso di alcool, problematiche che si stanno spargendo a macchia d'olio tra ragazzi e non.

Assieme al rappresentate dell'Arma era presente la dott.ssa Sara Nocera, psicolga rappresentante dell'associazione no-profit ACUDIPA. Di recente, infatti, tra i due enti è stato siglato un accordo in modo tale da favorire la divulgazione e prevenzione delle dinamiche dell'illegalità. 

Nessuno si salva da solo

ACUDIPA è un'associazione no-profit e di volontariato fondata nel 2000 da un board di professionisti delle dipendenze ed opera nel campo della tossicodipendenza e delle altre dipendenze patologiche attraverso attività di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento. Oggi ACUDIPA è un importante network italiano di operatori pubblici e privati e di volontari con punti di vista affini circa il trattamento delle dipendenze patologiche. ACUDIPA è presente in quindici regioni italiane dal Piemonte alla Sicilia. Coloro che aderiscono alla nostra associazione provengono da diverse realtà professionali (docenti universitari, medici, psicologi, educatori, operatori sociali) o praticano volontariato (genitori, studenti, ragazzi, ecc..).

"I nostri programmi riguardano l' educazione e il supporto degli adolescenti, le cure riabilitative dei dipendenti patologici , la formazione professionale per l'inclusione sociale dei dipendenti patologici nonchè la formazione e la supervisione degli operatori del settore.
Il nostro approccio al trattamento delle dipendenze patologiche può essere riassunto nei seguenti punti:
Ai dipendenti patologici deve anzitutto essere offerta la possibilità di curarsi attraverso programmi integrati ed articolati di disassuefazione, disintossicazione e cure mediche, psicologiche, socio-educative finalizzate all'avvio di progetti riabilitativi e all’augurabile esito della guarigione dalla dipendenza.
Le cure mediche di lunga durata con farmaci sostitutivi delle droghe (metadone, buprenorfina), sono importanti ma vanno utilizzate con sapienza clinica e accompagnate ad interventi psicologici, sociali ed educativi. Qualora utilizzati senza questi accorgimenti, tali farmaci rischiano infatti di produrre processi di cronicizzazione iatrogena nei nostri pazienti.


Ai dipendenti patologici devono essere garantite in ogni contesto la libertà di scelta dei luoghi di cura e le cure necessarie. I professionisti e i volontari dei servizi pubblici e privati devono poter operare secondo scienza e coscienza in condizioni di libera scelta dei trattamenti più appropriati senza subire pressioni indebite, aggressioni e violenza da parte di chicchessia . La promiscuità dei luoghi di cura deve essere contrastata in ogni modo e la tutela della privacy di clienti e pazienti deve sempre essere garantita.
Particolare attenzione deve essere dedicata ai tossicodipendenti e ai dipendenti patologici detenuti presso le carceri italiane. Essi costituiscono una elevatissima percentuale sul totale dei detenuti a fronte della scarsa rilevanza degli interventi dedicati a questo problema all'interno delle carceri.


Nella prevenzione primaria riteniamo che tutte le forme di dipendenza patologica siano nocive e che pertanto una capillare e universale informazione scientifica nonché un'adeguata formazione emotiva e cognitiva debbano essere rivolte a genitori, insegnanti, educatori extrascolastici e agli adolescenti stessi.
L'informazione sui pericoli derivanti dall'uso delle droghe e dall’instaurarsi di altre dipendenze patologiche non è sufficiente da sola a combatterle. Occorre perciò anche sostenere adeguatamente lo sviluppo della persona e l'inclusione sociale dei giovani: ci` deve avvenire anche prendendo preventivamente in carico situazioni potenzialmente rischiose.
La riabilitazione deve essere pluralistica e basata su vari tipi di intervento, tra cui le comunità terapeutiche residenziali, i centri sem-iresidenziali e diurni, i programmi flessibili con farmaci antagonisti e supporto psicosociale. Riteniamo inoltre che nella riabilitazione debba sempre essere presa in considerazione un'eventuale co-morbilità psichiatrica, vale a dire la compresenza di disturbi psichiatrici nelle persone tossicodipendenti.


Le attività di reinserimento ed inclusione devono essere promosse energicamente e dare priorità ai soggetti che con fatica e sofferenza decidono di liberarsi dalla dipendenza patologica affrontando i problemi della disintossicazione e della riabilitazione.
Complessivamente, il nostro metodo di lavoro può essere definito un Approccio Integrato alle dipendenze. Esso prevede che gli strumenti medici, psicologici e socio educativi siano personalizzati ed integrati nel loro utilizzo e che servano a costruire legami nuovi e positivi per coloro che sono caduti nella trappola della dipendenza. Utilizzando questo metodo come riferimento, l’ACUDIPA sviluppa sistemi di studio, ricerca, formazione e aggiornamento in collaborazione con altre associazioni, enti pubblici e privati e con le Università".

CONTATTI

Tel./fax: +39 0881/665777
Email: info@acudipa.it 

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