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Valle Del Sacco

Morte Emanuele Bangrazi, rimesso in libertà l'uomo alla guida dell'auto

Nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto il gip non ha ritenuto vi fossero i presupposti per convalidare l'arresto stesso né per applicare i domiciliari

Non è stato convalidato l'arresto dell'uomo di 84 anni che era alla guida dell'auto che il 2 ottobre scorso si è scontrata con la moto guidata dal quarantenne Emanuele Bangrazi.

Nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto, infatti, il gip di Tivoli non ha ritenuto vi fossero i presupposti per convalidare l'arresto stesso né per applicare i domiciliari, visto che, contrariamente a quanto emerso inizialmente, l'84enne si è fermato a prestare soccorso. I carabinieri - come riporta romatoday.it - lo avevano infatti trovato nel vialetto di casa, ma soltanto perché aveva spostato l’auto, intenzionato poi a tornare sul luogo dell’incidente. Era però poi stato colto da malore, e portato all’ospedale di Palestrina per accertamenti.

"Arresto non giustificato dalla gravità del fatto né dalla pericolosità del soggetto"

Nell’ordinanza emessa il 4 ottobre, il gip definisce la misura degli arresti domiciliari “non legittimamente eseguita, trattandosi di arresto facoltativo, non giustificato dalla gravità del fatto né tantomeno dalla pericolosità del soggetto indagato, del tutto incensurato”. Sulla base del verbale redatto dai carabinieri emerge infatti che al momento del loro arrivo in via della Selce l’auto del pensionato, una Opel Corsa, non era più sul posto, ma soltanto perché il conducente, dopo l’incidente, “in buona fede aveva ritenuto di poterla spostare, parcheggiandola nell’adiacente abitazione, di cui lasciava aperto il cancello, intenzionato a tornare subito sul luogo dell’incidente”.

La ricostruzione dell'incidente 

Nel provvedimento inoltre il gip ricostruisce la dinamica dell’incidente, anche sulla base della testimonianza dell’84enne. L’uomo ha riferito che stava tornando a casa e si era quasi fermato all’altezza del civico 245 di via della Selce quando ha visto una moto provenire della corsia opposta e, “notando che il manubrio del veicolo sbandava da una parte all’altra, temendo un possibile impatto, non girava per entrare nel proprio giardino ma proseguiva la marcia senza fermarsi”.

A quel punto la moto, una Guzzi, è finita a terra, e Bangrazi, che era in sella, è stato sbalzato e catapultato al suolo, davanti all’auto del pensionato. La moto proseguiva invece la marcia, andando a sbattere contro l’Opel Corsa. È qui che il pensionato è sceso, raggiunto da altre persone, ed è poi risalito per spostare l’auto dalla strada e tornare sul luogo dell’incidente. Non sembra dunque, da quanto riporta il gip, che vi sia stato un impatto con l’Opel Corsa, ma che Bangrazi abbia prima perso il controllo della moto e sia caduto, e che il mezzo sia andato solo dopo a sbattere contro la macchina.

L'avvocato dell'automobilista: "Il mio assistito voleva subito tornare sul luogo dell'incidente"

“Il mio assistito, solo dopo il sopraggiungere di altre persone ed essere sceso dalla propria vettura per accertarsi delle condizioni di Bangrazi, si allontanava momentaneamente portando la macchina nel cortile della propria abitazione a pochi metri di distanza - spiega l’avvocato del pensionato, Emanuele Lai - Subito cercava di tornare sui propri passi per monitorare la situazione, ma non riusciva a raggiungere il luogo del sinistro perché colto da un malore che di lì a poco ne avrebbe comportato il ricovero in ospedale”.

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