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Sabato, 22 Giugno 2024
Valle Del Sacco

Ospedale Palestrina, lunghe attese al pronto soccorso e personale esiguo: troppe le criticità

Continue le segnalazioni sui disservizi dell'ospedale prenestino. Il sindacato Cgil pone l'accento sulle modalità organizzative

Mancanza di personale, operatrici sanitarie spostate di reparto e soprattutto lunghe file al pronto soccorso. Sono solo alcune delle carenze che presenta l'ospedale di Palestrina (Roma) che negli ultimi tempi sta vivendo una situazione molto difficile. 

Ci raccontano alcuni nostri lettori che in una giornata normale un accesso al prono soccorso in codice verde può attendere anche diverse ore prima di essere visto da un medico. "Lunedì scorso - racconta a frosinontetoday.it un nostro lettore - sono arrivato al pronto soccorso di Palestrina con un forte dolore alla caviglia verso le 14 e 30. Dopo una lunga ed estenuante attesa su una sedia a rotelle e dopo che mi hanno fatto la lastra solamente alle 21 della sera il medico mi ha refertato dopo aver visionato la lastra che mi avevano fatto in precedenza".

Questa testimonianza cosi come la segnalazione del sindacato Cgil Fp che spiega come i posti letto della medicina d'urgenza vengono utilizzati dal personale del pronto soccorso ci fa capire come la situazione nel nosocomio prenestino sia veramente al limite.

La nota del sindacato

"La CGIL FP in considerazione dell'imminente riassegnazione del personale per la riapertura dell'ospedale di Tivoli, segnala le criticità inerenti le dotazioni organiche e la gestione del personale infermieristico ed OSS all’interno del presidio ospedaliero di Palestrina - scrivono in un nota inviata ai vertici della Asl Rm5 Maurizio Cistaro (coordinatore Fp Cgil) e Claudio Pansini (Delegato Fp Cgil) - 

Di seguito si rappresentano alcune criticità: 

Nella Medicina d’Urgenza, i 12 posti letto vengono gestiti utilizzando il personale ed i locali del Pronto soccorso, già in sofferenza e insufficienti sia per il proprio servizio che per gli spazi fisici a disposizione. Per fronteggiare a tale criticità il Dipartimento delle Professioni Sanitarie, senza alcun confronto sindacale, ha attivato la Pronta Disponibilità per il Personale Infermieristico così da garantire sempre la quinta unità in turno, abusando dell’istituto contrattuale per la copertura delle assenze, determinando eventualmente un utilizzo improprio dei fondi contrattuali con un danno economico per tutti i lavoratori del Comparto.

Tale modalità organizzativa pone inoltre a rischio la sicurezza dei lavoratori e dell'utenza.  Nei Reparti di Pediatria e Sub Intensiva la presenza rispettivamente di 8 e 10 Infermieri in turnazione H 24 non sono sufficienti a garantire la copertura dei turni ordinari senza l’utilizzo del ricorso al lavoro straordinario programmato, in completa difformità ai dettami contrattuali. 

Nel Reparto di Chirurgia e Ortopedia risultano assegnati solo 4 unità OSS.  Nel Servizio di Emodialisi, in cui non è più prevista la prestazione in attività aggiuntiva per il turno serale, si verifica che, le 8 unità infermieristiche turnanti h 24 e le 2 unità turnanti h 12 rappresentino una dotazione organica del tutto insufficiente con conseguente sistematico utilizzo.

La precisazione della Asl

"In riferimento a quanto riportato nell’articolo - si legge in una nota inviata dalla Asl - pubblicato sulla Vostra Testata in data 22 maggio 2024 l’ASL Roma 5 intende rettificare alcune affermazioni in esso contenute e, nel dettaglio, specifica che:

  • In data 20 maggio, ovvero quando il paziente ascoltato dal Vostro cronista si è recato in Pronto Soccorso lamentando un forte dolore alla caviglia, tutti i pazienti con urgenza minore (o codice verde) sono stati visitati dal medico entro 120 minuti, così come stabilito dalla normativa nazionale e regionale vigente.
     
  • Il paziente riferisce di essere entrato alle 14.30 e che la presa in carico sia avvenuta intorno alle ore 21, quando è stata fatta una radiografia. Sempre in quella data, i codici verde, nel 77,78% dei casi sono stati assistiti entro l’ora e, tra questi, il 37% ha ricevuto assistenza nei primi 5 minuti.
     
  • Stessa situazione anche per i codici arancioni: il 94,74% dei pazienti, sempre in data 20 maggio, sono stati presi in carico con un tempo medio di 17 minuti (nel 72% dei casi entro i 7 minuti).
     
  • Tali tempistiche non sono casi isolati, ma una costante, come dimostrato da diverse verifiche svolte. I dati raccolti rivelano che i tempi di assistenza sono stati conformi a quelli appena citati sia nei primi venti giorni del mese di maggio che in quello di aprile.
     
  • Non corrisponde al vero, inoltre, quanto asserito sull’utilizzo dell’istituto di pronta disponibilità. Se ne usufruisce esclusivamente in presenza di assenze giustificate e improvvise al fine di mantenere numeri “minimi”, essenziali per garantire un’adeguata continuità assistenziale".
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