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Piglio,   occorre  un  maquillage estetico del territorio emessa ordinanza del Sindaco

Sono trascorsi ben 26 anni da quando, su iniziativa del Comune di Piglio, per combattere il degrado ambientale del territorio, il Sindaco Nazzareno Ricci faceva presente a tutti i cittadini pigliesi, tramite un manifesto, la deroga dell'ordinanza...

Sono trascorsi ben 26 anni da quando, su iniziativa del Comune di Piglio, per combattere il degrado ambientale del territorio, il Sindaco Nazzareno Ricci faceva presente a tutti i cittadini pigliesi, tramite un manifesto, la deroga dell'ordinanza n° 6097/88 concernente lo sgombero di tutte le strutture leggere e dei depositi di materiali vari, ubicati in terreni ricadenti nel perimetro urbano e suburbano. A detta del primo cittadino, l'ordinanza nasceva dalla inderogabile esigenza di provvedere ad un generale risanamento estetico ed igienico del Paese. Esigenza estetica, perchè secondo il sindaco Ricci, doveva essere comunque preservata la integrità del nostro centro storico da costruzioni fatiscenti e depositi deturpanti; come andava preservata l'immagine dell'intero aggregato urbano, sia per i visitatori e sia per rendere più vivibile la ridente città di Piglio. Esigenza igienica poiché, secondo il sindaco Ricci, spesso i depositi e le costruzioni costituiscono occasioni di annidamenti per calabroni, insetti ed animali e comunque situazioni insalubri che mal si conciliano con una convivenza civile e proiettata nel futuro.

"Mi rendo conto, diceva il Sindaco Ricci, che l'iniziativa creerà alcuni problemi organizzativi per molti cittadini e proprio per questo è stato deciso di prorogare i termini dell'ordinanza per altri due mesi (scadenza 17 Aprile 1989), ma sono altrettando convinto che il vostro senso civico, di cui già in altre occasioni avete dato ampiamente prova, vi porterà ad accantonare esigenze individuali per privilegiare gli interessi generali della collettività". Si era notato infatti che con il tempo simili manufatti, si trasformavano lentamente in costruzioni di diverso tipo ed uso. Pur costituendo un innegabile merito della civica amministrazione, purtroppo tutto è rimasto allo stato quo e a Piglio c'è un pullulare di baracche e di fabbricati fatiscenti che inquinano il paesaggio.

Oggi a rispolverare l'ordinanza del sindaco Ricci è stato l'Assessore all'Ambiente Tomas Mortari il quale ha provveduto con con Ordinanza n° 824/2015 per la "Tutela del Paesaggio, dell'Ambiente e del Decoro del Territorio" con alcuni divieti.

"Viene vietato l'utilizzo di materiali, quali reti di plastica rosso/arancione, di norma utilizzati per i cantieri su strada, per la recinzione dei terreni insistenti su tutto il territorio comunale e il riutilizzo dei cosiddetti materiali ingombrandi, quali brande dismesse, elettrodomestici o parti di essi vasche da bagno ed altri materiali simili, sia per costrure componenti di recinzioni e cancelli di ingresso per i fondi rustici, sia per altre utilità quali abbeveratoi per animali, tettoie provvisorie ecc. che comunque possono nuocere al decoro del territorio. E' stato altresì vietato l'utilizzo dei terreni, salvo che non abbiano specifica destinazione urbanistica, quali aree di deposito di materiali che, per loro stessa natura o per il loro abbandono nel tempo, oltre che costituire potenziale pericolo di inquinamento, contribuiscono a determinare una forma, non secondaria, di degrado del territorio. Si precisa che nel caso suddetti materiali fossero già presenti sui terreni, come deposito o per utilizzo vario, gli stessi proprietari o conduttori dei fondi debbono provvedere alla loro rimozione e smaltimento, secondo le modalità di cui al D. Lgs. 152/2006 e s.m.i., entro e non oltre mesi 3 (tre) a far data dal 7/2/2015, data di pubblicazione della determinazione dirigenziale".

Il "maquillage" estetico dovrebbe interessare anche il centro storico del Paese dove è possibile vedere scintillanti finestre in alluminio anodizzato incorniciate in una casetta medievale, quando gli esterni di questa ultima non sono stati addirittura tinteggiati di azzurro e bianco. Anche il fosso della valle in località San Rocco, a ridosso della chiesa rurale di San Rocco-Madonna della Valle, custode di due affreschi uno del '300 di scuola giottesca e l'altro di Raffaello, attende da tempo cioè da 31 anni un intervento da parte della civica amministrazione. Solo in questa maniera Piglio riacquisterà una dignità estetica.

chiesa di SANROCCO

Giorgio Alessandro Pacetti

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