Giovedì, 29 Luglio 2021
Valle Del Sacco

Emergenza Rifiuti, anche i comuni di Colleferro e Valmontone a Roma per protestare contro la Raggi

Sanna: "Il sindaco di Roma può fare, anche nella sua veste di Sindaco Metropolitano, le ordinanze che vuole: di certo i comuni della provincia non accetteranno soprusi e decisioni calate dall’alto"

Aprire le discariche della provincia questo il tema affrontato nelle ore scorse in Campidoglio. Prima quella di Albano Laziale poi anche quella di Colleferro. La ricetta della Sindaca per portare la Capitale fuori dall’emergenza rifiuti poggia interamente sui territori della città metropolitana. Solo che i comuni che ne fanno parte, non sembrano affatto intenzionati a seguire la sindaca e si sono presentati a Roma con tanto di fascia, tra loro anche Sanna di Colleferro e Latini di Valmontone per far presente il loro dissenso.

La colpe scaricate su Zingaretti e l'appello ai sindaci

Nella seduta straordinaria sui rifiuti che si è svolta in Aula Giulio Cesare, la Sindaca -  come riporta romatoday.it - ha scaricato le responsabilità dell’attuale situazione sull’assenza di discariche nel Lazio. Lo ha fatto puntando l’indice contro “il fallimento della Regione e del presidente Nicola Zingaretti che la governa da 8 anni”. Nella sua narrazione, una volta attribuite le colpe all’ente regionale,  Raggi ha cercato di coinvolgere anche i sindaci della Città Metropolitana, chiedendo loro di “appoggiarci nella battaglia per riaprire la discarica di Colleferro e gli altri impianti ancora utilizzabili”.

I sindaci lasciati in piazza

L’appello della Sindaca non ha avuto successo. Mentre in Assemblea Capitolina invocava la collaborazione dei colleghi della provincia, agli stessi sindaci presenti in piazza del Campidoglio, ed arrivati da Albano, Castel Gandolfo, Cerveteri, Fiumicino, Santa Marinella, Colleferro, Rocca Priora, Zagarolo, Lariano, Valmontone, Castelnuovo di Porto, Capena, Torrita Tiberina, Sacrofano, Colonna, Genzano, Moricone, Vicovaro, Mazzano Romano, veniva negato di accedere in Aula Giulio Cesare. Un evidente paradosso che, chi era arrivato con la fascia tricolore da Fiumicino, Valmontone, Colleferro o Albano, solo per citarne qualcuno, non ha mancato di sottolineare. 

Ieri i comuni della Città Metropolitana hanno ribadito al Campidoglio che il problema dei rifiuti di Roma va risolto a Roma e non nei comuni della provincia.

Le parole del sindaco Sanna

"È la seconda volta che siamo costretti, nel giro di qualche anno, a ribadire questo concetto al comune di Roma. Questa volta però, al contrario della prima, non ci hanno neanche fatti entrare in Aula Giulio Cesare. Il sindaco di Roma può fare, anche nella sua veste di Sindaco Metropolitano, le ordinanze che vuole: di certo i comuni della provincia non accetteranno soprusi e decisioni calate dall’alto.

Sono personalmente d’accordo ad un sistema che eviti discariche ed inceneritori ma vanno costruite alternative serie che in cinque anni il Campidoglio non ha costruito; noi facciamo la raccolta differenziata al 70 per cento, Roma che fa? Non si può procedere così in nessun caso, è giusto ribadirlo!".

L'appello respinto

“La Giunta (Raggi ndr) sta decidendo, dopo non aver fatto assolutamente nulla per tutti questi anni, di portare la propria immondizia nei nostri territori. E di questo ne discutono senza di noi", ha ricordato il sindaco di Fiumicino Esterino Montino rimasto in piazza del Campidoglio tutto il pomeriggio. Appello respinto? “Assolutamente sì, ma non è un appello” perchè, ha proseguito il primo cittadino della città aeroportuale, la sindaca “dovrebbe fare intanto un'autocritica a se stessa, visto che ha preso Roma al 45% della differenziata e l'ha portata al 42”.

Assurdo incolpare la regione a guida M5s-PD

Il tentativo di additare la responsabilità dei rifiuti nelle strade all’ente governato da Zingaretti, sminuendo di fatto anche il ruolo dell’Aula Giulio Cesare, perchè “avrebbe dovuto tenersi alla Pisana questo consiglio” aveva spiegato la sindaca, non è piaciuto a chi l’Aula la presiede. E così l’ex pentastellato Marcello De Vito, nel premettere che l’Assemblea Capitolina, “non solo è il luogo giusto, ma è anche l’unico in cui affrontare l’argomento dei rifiuti”, ha riconosciuto che scaricare tutte le colpe sulla Regione “che pure ha evidenti responsabilità” è “assurdo” visto che “è a guida PD-M5s”. Inoltre, ha fatto notare l’ex grillino, aver cambiato nove amministratori di Ama e tre assessori ai rifiiuti “non è il modo per dare continuità” ed i sacchetti non raccolti in strada “parlano chiaro: questa amministrazione sui rifiuti ha fallito”.

Il ricorso annunciato

A corollario della giornata in cui la Sindaca, annunciando l’apertura di Albano Laziale, ha maldestramente cercato il supporto dei colleghi della provincia, lasciati fuori a protestare, va registrata anche la posizione di Massimiliano Borrelli, il sindaco di Albano Laziale. Il primo cittadino del comune castellano, nel prospettare un ricorso al TAR contro l’ordinanza sulla riapertura della discarica, ha sottolineato che Raggi “ha commissariato se stessa come sindaca di Roma capitale, che non ha affrontato i problemi, per risolverli come sindaca metropolitana”. In definitiva senza il supporto dei sindaci presenti in piazza del Campidoglio, l'appello è caduto nel vuoto. Il tentativo di scaricare le colpe interamente sulla Regione non è andato a buon fine. Raggi ha trovato un muro.

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