Castrocielo, radici marce dietro la caduta del pino che ha ucciso Antonio e Rudy

La perizia effettuata da un esperto ha dimostrato che l'enorme fusto era privo di staticità. Se l'albero fosse stato sano la tragedia poteva essere evitata

Senza radici e quindi senza sostegno. Il pino che ha ucciso Rudy Colantonio e Antonio Russo era da abbattere perchè le sue radici erano marce. Gli esiti della consulenza tecnica disposta dal magistrato titolare dell'indagine, il sostituto procuratore Emanuele De Franco, parlano chiaro. Il fusto assassino che si è abbattatu sulla Smart con a bordo i due giovani, non avrebbe più dovuto essere da tempo in quel punto della Regionale Casilina in territorio di Castrocielo. Lo stesso magistrato unitamente alla Polizia Giudiziaria sta valutando ogni singolo dettaglio.

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Le indagini proseguono

Questo per arrivare a fare piena luce sulla vicenda e far emergere, nel caso vi fossero state, eventuali mancanze da parte di terzi nella manutenzione degli alberi lungo quel tratto di strada. Per questo nei mesi scorsi, dopo una lunga serie di sopralluogo, è stata effettuata l'analisi del fusto e delle radici che è risultata essere positiva: in sintesi le analisi effettuate presso un laboratorio specializzato accertato che le radici erano compromesse e non avrebbero potuto garantire la staticità necessaria in caso di maltempo o forti folate di vento. Quel nefasto lunedì di fine ottobre sulla zona si è abbattuta un vero e proprio nubifragio. La perizia ha evidenziato che se le radici fossero state sane il pino avrebbe potuto reggere ad un simile temporale. Le indagini proseguono anche senza indagati.

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