Processo Morganti, testimone sotto torchio per otto ore punta l'indice su tre imputati

L'uomo un trentenne di Frosinone che non si era presentato precedentemente in udienza ieri mattina è stato portato dai carabinieri in aula in quanto era stato disposto l'accompagnamento coattivo

Processo Morganti, mercoledì mattina è salito sul banco dei testimoni Giovanni Maugeri, ex buttafuori del Mirò il locale dove la sera del 24 marzo del 2017 si trovava il povero Emanuele il ragazzo di venti anni ucciso dal branco per futili motivi.  Il teste è stato ascoltato per oltre otto ore. Il testimone ha rappresentato le varie fasi di quella tragica  vicenda.

Il teste punta l'indice su tre imputati

l testimone ha puntato l’indice su Michel Fortuna, Mario Castagnacci e Paolo Palmisani (al momento detenuti in carcere per il reato di omicidio volontario). A suo dire tutti e tre avevano preso a calci e pugni il ventenne di Tecchiena dopo che i buttafuori lo avevano cacciato dal locale. A colpire Emanuele, e lo ha ribadito più volte, erano stati i tre imputati. Franco Castagnacci, anche lui in carcere con l’accusa di omicidio volontario è entrato in scena soltanto quando aveva trattenuto per un braccio l'amico del cuore di Emanuele che voleva prestare soccorso allo sventurato ragazzo. 

Il controesame

Ma nel controesame gli avvocati Bruno Giosuè Naso e Cristhian Alviani difensori di Michel Fortuna hanno cercato di screditare il testimone sollevando una serie di contestazioni. A cominciare da alcune inesattezze circa la dinamica dei fatti. Il teste ha riferito in aula che Ceccani si era messo in mezzo ai tre imputati che continuavano a colpire Emanuele. Cosa che secondo il legale alviani  non era vera in quanto lo stesso Ceccani nella deposizione ha raccontato che era arrivato soltanto quando Emanuele era già per terra esamine. Contestato, inoltre, il fatto che Michel Fortuna nel momento in cui era scoppiata la rissa così come sostenuto da altri testimoni, si trovasse all'interno del locale. Il giovane era stato visto da numerose persone fuori dal pub.

Emanuele colpito alla testa con l'avambraccio

Altra cosa non meno importante è che Maugeri ha sostenuto che avrebbe colpito Emanuele con l’avambraccio e non con un pugno alla tempia destra come sostenuto in precedenza. Sempre secondo quanto ravvisato dall'avvocato Alviani dai risultati dell’esame autoptico risulta che Emanuele presentava una frattura nella parte fronto-occipitale sinistra. Una descrizione che dunque che stride con quanto descritto dal testimone. Prossima udienza il 9 maggio del 2019
 

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