Cassino, ospedale senza personale ed in affanno. L'opposizione a testa bassa contro Salera

Il primo cittadino, secondo quanto sostengono i consiglieri di minoranza, non si sarebbe fatto portavoce presso la Regione Lazio delle criticità che oramai attanagliano tutti i reparti

Mancano anestesisti, cardiologici, infermieri, pediatri e tante altre figure medico-sanitarie. Il 'Santa Scolastica' di Cassino (Frosinone), ospedale di caratura e con un bacino di utenza vastissimo, continua ad essere in affanno. Non si opera, non si possono curare le situazioni più gravi. Il gruppo di minoranza al comune di Cassino, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella sala Restagno del palazzo municipale, ha illustrato dati drastici e una situazione oramai divenuta ingestibile. Cassino, città universitaria, polo industriale con la presenza di FCA ed il suo indotto, fermata Tav, non ha una struttura ospedaliera all'altezza delle aspettative.

Fontana senza remore

«Di questi tempi ne abbiamo sentite di tutti i colori sul nostro ospedale. Molte persone, anche medici, parlano delle criticità, ma altre tacciono perché hanno paura di provvedimenti disciplinari. Il Santa Scolastica è in sofferenza, mancano almeno sei anestesisti e al reparto di cardiologia mancano altri 4 medici più le altre carenze che già conosciamo - ha detto a chiare lettere il consigliere Salvatore Fontana -. Questo porta il personale a turni disumani e a livelli di stress esorbitanti. Il Santa Scolastica anche a livello tecnologico è un nosocomio obsoleto, quindi non attrattivo sia per i medici che per i cittadini. Il problema degli anestesisti è nato perché si è deciso di risolverlo sostituendo i professionisti andati in pensione con medici a prestazione provenienti da altre regioni. Ma comunque il problema non è tecnico, è politico. Si deve ammettere che in questo territorio la sanità privata viene prima di tutto. Disconoscendo il fatto che è quella pubblica che deve funzionare e deve rappresentare il fulcro per la tutela della salute dei cittadini».

Petrarcone, battaglia per i diritti

"Quella del Santa Scolastica è una vicenda seria e grave - chiosa Giuseppe Golini Petrarcone -. Ripeto seria e grave. Noi non stiamo portando avanti una battaglia contro il Sindaco, ma stiamo combattendo per la sanità del nostro territorio. Ora più che mai i cittadini hanno bisogno di certezze. Il 27 luglio mi auguro, ma sarà molto difficile, di sentire qualcosa di diverso dalle solite rassicurazioni. Le criticità del nostro ospedale sono molteplici, servono i fatti perché le chiacchiere se le porta via il vento».

L'inciso di Luca Fardelli

«Si è arrivati a questo punto nonostante il sottoscritto il 12 settembre 2019 presentai un ordine del giorno per il potenziamento dell’ospedale di Cassino richiamando la carenza di personale medico e paramedico. L’odg fu bocciato nel consiglio del 9 ottobre 2019. Ma non mi sono arreso, lo ripresentai il 12 novembre e fu approvato nel consiglio del 28 novembre. Ho poi durante il lock down evidenziato ulteriori problematiche come la situazione del reparto di pneumologia e quella del personale interinale. Il 3 giugno ho presentato un nuovo ordine del giorno per le criticità sanitarie del Santa Scolastica, in particolare del blocco delle sale operatorie per mancanza di medici anestesisti. Questo odg venne approvato nella seduta di consiglio comunale del 9 giugno 2020 con il solo voto contrario del consigliere comunale di maggioranza, Rosario Iemma. Ci saremmo aspettati più incisività da parte della maggioranza su queste problematiche. In sostanza nonostante le mie richieste e quelle di tutta l’opposizione dobbiamo aspettare ancora dieci giorni per parlare in consiglio delle gravi carenze del nostro ospedale».

L'ironia di Abbruzzese

"Come opposizione siamo convinti che siamo di fronte a un sindaco che ha peso politico pari a zero, perché non riesce a coagulare l’attenzione della Consulta dei Sindaci sui problemi della sanità e soprattutto perché non riesce a farsi portavoce delle criticità dell’ospedale Santa Scolastica con Zingaretti e l’assessore alla sanità D’Amato - spiega il consigliere Mario Abbruzzese -. Un sindaco che continua a mettere davanti alla tutela della salute pubblica le carte bollate. Che continui a dire che la colpa è del sottoscritto. Ma lo invito a leggere attentamente il decreto 80 del 2011, i cui si evince che il Santa Scolastica grazie a quell’atto ha raddoppiato i posti letto. Le chiacchiere le porta via il vento. La sanità è una tematica che deve unire il territorio, non può dividerlo. Purtroppo abbiamo un Sindaco che crea malumori e soprattutto cerca di difendere l’indifendibile».

Mignanelli ed Evangelista

«Abbiamo detto più volte che questo problema non ha colore politico – ha detto Massimiliano Mignanelli – che quindi tutti insieme maggioranza e opposizione avrebbero dovuto effettuare questa battaglia comune contro la Regione a favore del potenziamento dell’ospedale. Visto che ci stanno togliendo tutto. Sottolineo che si parlerà di sanità grazie a noi. Abbiamo richiesto interventi forti da parte dell’amministrazione, già da quando si parlò del reparto di pneumologia. Ma non c’è più sordo di chi non vuol sentire. Il Sindaco farebbe bene a coinvolgere la consulta dei sindaci perché questo è uno dei problemi più seri». Mentre il consigliere della Lega, Francesco Evangelista (l'altra esponente del Carroccio, Michelina Bevilacqua era assente) ha cercato di stemperare i toni scaricando le colpe su Zingaretti.

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Le parole del legale

"L'ospedale Santa scolastica per caratteristiche strutturali per posizione geografica avrebbe tutte le condizioni per essere un dipartimento sanitario di riferimento per il territorio! Purtroppo però, interessi diversi, il vuoto istituzionale locale, l'incapacità di incidere con i rappresentanti regionali di maggioranza hanno fatto si che il nostro ospedale è diventato poco più di un centro di smistamento - spiega l'avvocato Laura Borraccio -. La mancanza di anestesisti bolla la operatività delle aree operatorie per cui ne gli interventi programmati ne le urgenze possono essere assolti con regolarità, rischiando anche per un semplice parto di essere mandati di qua e di la a seconda delle disponibilità 
Insomma oggi più che mai il diritto alla salute e quindi alla vita a Cassino non è uguale a quello che può vantare un cittadino del capoluogo di provincia. L'impegno quindi al di là delle casacche politiche e' quello di ridare al nostro territorio un ospedale degno di essere chiamato tale almeno per garantire al nostro territorio la possibilità di un presidio funzionante al pari di un Dea di primo livello quale è almeno su carta".

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