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Domenica, 26 Giugno 2022
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Sin Valle del Sacco, architetti, chimici e fisici vogliono la deperimetrazione: “Pronti a dare il nostro contributo”

I due Ordini della provincia di Frosinone, per dare spazio agli investimenti, non vogliono perdere il treno del Pnrr e si mettono a disposizione per il progetto di caratterizzazione ed eventuale bonifica per macro aree

L'ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Frosinone, e quello dei chimici e fisici di Lazio, Umbria, Abruzzo e Molise invocano l'immediata deperimetrazione del Sito di interesse nazionale (Sin) della Valle del Sacco. “Fare presto. Il tempo è scaduto - allertano all'unisono i due ordini - La deperimetrazione del Sin 'Bacino del Fiume Sacco' non è più rinviabile, pena la marginalizzazione di questo territorio che ha bisogno di essere bonificato e reso produttivo subito”. Pertanto si dicono “pronti a dare il loro contributo operativo per mettere in atto un progetto di caratterizzazione ed eventuale bonifica per macro-aree omogenee.

"Unica soluzione per poter garantire l'affrancazione di aree vaste dalla perimetrazione Sin nel rispetto della salute”, dichiarano lanciando il progetto che è stato presentato nell'ambito del Convegno “Pnrr– Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza; un territorio ricco e complesso chiamato a fare sistema – progettualità condivise”. "È il momento di agire - si appellano - Se si perde il treno del Pnrr per questo territorio non ci saranno altre opportunità. E troppi anni sono passati dal novembre del 2016 quando con un Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare definì la perimetrazione del Bacino del Fiume Sacco".

"Intanto le aziende scappano via e si perdono centinaia di posti di lavoro - concludono - Una volta tanto, il Governo nazionale, convochi un tavolo tecnico con la partecipazione dei Comuni, della Provincia, della Regione Lazio e delle associazioni e i professionisti che operano sul territorio e che conoscono le problematiche che stanno bloccando il recupero di questo bacino altamente inquinato e le possibili vie di sviluppo che sono le sole che possono attrarre multinazionali e grandi gruppi industriali e garantire nuova occupazione".

Cosa significa per un'azienda stare nel Sin

Allo stato attuale i proprietari dei lotti interni al Sin, nel momento in cui richiedono un titolo abilitativo per interventi edilizi, hanno l'obbligo ex lege di dimostrare la salubrità dei propri terreni ed eventualmente procedere alla bonifica. Il caso limite di un ampliamento del 20% della SU di un edificio esistente di 100 m2, ricadente in un lotto di 500 m2., intervento ammissibile con la L.R. 7/2017 (Legge Regionale sulla Rigenerazione Urbana), comporta l'analisi del set completo di analiti di cui all'Allegato 5 della Parte IV del D.Lgs. 152/2006, Tabella 1, Colonna A “Siti di uso Verde pubblico, privato e residenziale”, con una spesa a carico della singola unità catastale di 16700,00 €, alla quale vanno aggiunte le spese per l'esecuzione dei carotaggi, l'installazione dei piezometri e la validazione delle prove da parte di ARPA.

Procedendo in alternativa attraverso la perimetrazione di un'area omogenea dell'estensione di 600 ha (6000000 m2), con 2000 unità catastali, l'analisi del set completo di analiti di cui all'Allegato 5 della Parte IV del D.Lgs. 152/2006, Tabella 1, Colonna A “Siti di uso Verde pubblico, privato e residenziale”, comporta una spesa di 3432000,00 €, alla quale vanno aggiunte le spese per l'esecuzione dei carotaggi, l'installazione dei piezometri e la validazione delle prove da parte di ARPA. Ma divisa per il numero di unità catastali l'incidenza è pari a 3432000,00 € / 2000 uc= 1716,00 €/uc

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