Piglio, la comunità di S. Lorenzo festeggia S. Francesco

I solenni festeggiamenti religiosi si concluderanno Mercoledì 4 Ottobre alle ore 16,30 con la recita del rosario e con la celebrazione della Santa Messa.

La comunità francescana si prepara ai festeggiamenti in onore di san Francesco. Le celebrazioni dedicate a San Francesco hanno avuto luogo nella chiesa di San Lorenzo con un triduo nei giorni 30 Settembre, 1-2-3 Ottobre ore 16,30 con la recita del Santo Rosario e con una Santa Messa, officiata da Padre Angelo Di Giorgio e dal diacono frate Lazzaro. I solenni festeggiamenti religiosi si concluderanno Mercoledì 4 Ottobre alle ore 16,30 con la recita del rosario e con la celebrazione della Santa Messa.

Un alberello di ulivo

Al termine della celebrazione, verrà piantato un alberello di ulivo, per la cronaca il secondo, lungo il viale del Sacro Cuore dove è sepolto i venerabile P. Quirico Pignalberi che, come San Francesco, fu uomo di pace così come il nostro Venerabile fu “Messaggero di riconciliazione” nella cittadina di Trevi nel Lazio 72 anni fa e precisamente nell’anno 1945. Seguirà un’agape fraterna con le sorelle della fraternità O.F.S.  “Beato Andrea Conti di Piglio”.

Le tradizioni

Il convento secondo le tradizioni e le cronache dell’epoca risulta fondato dallo stesso San Francesco, mentre l’attuale chiesa ellittica annessa al convento venne edificata sulle fondazioni di un’altra chiesa a forma rettangolare. Il cenobio di San Lorenzo affonda le sue radici nel XIII secolo. Le prime citazioni di Piglio in un contesto di storia serafica, ci vengono dalle illustri penne di Tommaso da Celano e di Bonaventura da Bagnoregio.

La storia

Nel suo trattato dei miracoli (1250) Tommaso da Celano narra: “Nel paese di Piglio, nella Campagna di Roma, nella festa di san Francesco, una donna eseguiva in fretta un suo lavoro. Rimproverata da una nobildonna, essendo tale festa osservata da tutti con religiosa venerazione, rispose: “Mi manca poco a finire il mio lavoro, veda il Signore se commetto una colpa!” Subito vide nella figlia che le sedeva accanto, avverarsi il grave giudizio. La bocca della bambina si era storta fino alle orecchie, e gli occhi uscivano dalle orbite stravolti in modo orribile. Accorrono donne da ogni parte e imprecano contro l’empietà della madre, causa di disgrazia alla figlia innocente. Senza indugio essa si getta a terra accasciata dal dolore, promettendo di osservare ogni anno il giorno del Santo e di dar da mangiare in tale occasione ai poveri per riverenza a questo Santo. All’istante cessò il tormento della figlia, quando la madre che aveva peccato, si pentì della sua colpa." 

San Francesco e il Piglio

Dal racconto di Tommaso da Celano si deduce come la devozione a San Francesco fosse allora ben radicata tra gli abitanti del Piglio, sentita dai Pigliesi come festa di precetto che giustifica la presenza dei minoriti in loco tra il 1228 e il 1250. Questo potrebbe essere valido elemento in favore di una fondazione anteriore al 1228, magari ad opera dello stesso San Francesco. Tra le tante supposizioni comunque, una data è assolutamente certa: nell’anno 1265 si trovava da vari anni un nucleo di minoriti insediatisi  sullo scosceso versante meridionale del Monte Scalambra, da quell’anno troviamo infatti nel cenobio un frate illustre: il Beato Andrea Conti (1240.1302

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Il passaggio 

Il passaggio di San Francesco a Piglio, non passò inosservata alla comunità pigliese che volle dare trenta anni fa una dimostrazione concreta di fede durante i festeggiamenti in onore del Beato Andrea Conti del 1982, installando una croce lungo la strada che conduce al convento di San Lorenzo.  La croce venne benedetta nella chiesa Santa Maria Assunta, dal padre Bonaventura De Angelis e portata in processione dai componenti delle confraternite della Madonna delle Rose e dell’Oratorio durante il corteo cittadino che si mosse dalla Collegiata fino al convento francescano di San Lorenzo.

 

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