False fatturazioni per oltre un milione di euro, coppia di coniugi assolta

Il legale difensore Giampiero Vellucci ha fatto leva sul fatto che la pubblica accusa non aveva dimostrato che quelle fatture non erano state tracciabili, da qui l'assoluzione

Coniugi accusati di aver effettuato falsa fatturazione per oltre un milione di euro, il giudice li assolve. I fatti riguardano gli anni che vanno dal 2015 al 201 quando C.F. di 48 anni e  C.R. di 51 moglie e marito tra loro, avevano costituito giocando sul fatto che avevano due cognomi diversi, due società nel settore dei trasporti. Da accertamenti effettuati dalla Guardia di Finanza era emerso che queste società, inserite proficuamente nel settore degli autotrasporti smistavano il lavoro dandolo in subappalto una volta ad una socieà una volta all'altra. A volte il marito effettuava fatture in favore della moglie, a volte era invece questa a farle per conto del coniuge.

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Il giro vorticoso di fatture

Il giro vorticoso di fatture, il numero dei mezzi, dei dipendenti e l'ingente volume degli affari, ha portato gli uomini della Guardia di Finanza ad indagare sulla vicenda. E proprio da quegli accertamenti era emerso che il tutto non era compatibile con l’importo delle fatture. Ma il giudice  accogliendo la tesi del legale si è pronunciato per l'assoluzione. Il difensore Giampiero Vellucci ha dimostrato che non era stato accertato presso i conti correnti delle rispettive società che non risultasse o meno l’avvenuto pagamento. Nello specifico non era stato accertato se a fronte di quelle fatture ci fosse la tracciabilità bancaria. Così come non si poteva escludere che quelle fatture non fossero state pagate. "Ho fatto valere il principio - ha dichiatato l'avvocato Vellucci - secondo il quale nel processo penale non è l'imputato accusato di falsa fatturazione che deve dimostrare di averle pagate, ma è l'accusa che deve dimostrare che non sono state pagate".

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