A capo di 9 società aveva ottenuto una pensione integrativa di 200 euro. Scoperto dalla finanza

L'uomo era legale rappresentante di ben 9 società e titolare delle quote di maggioranza, del valore di circa 90.000 euro, di altre 7 società ed aveva fatto domanda, ottenendolo, per il reddito di cittadinanza

Giorni di grande attività investigativa per gli uomini delle Fiamme Gialle della città dei Papi che nelle ore scorse hanno denunciato un cittadino italiano – un settantenne residente nell’hinterland di Anagni -, il quale beneficiava della pensione integrativa di cittadinanza senza averne diritto. Il controllo è scaturito dal monitoraggio di tutti coloro che beneficiano della prestazione assistenziale, ha consentito di rilevare che il soggetto individuato, percettore della pensione integrativa di cittadinanza per circa 200 euro al mese per il periodo a far data da Maggio 2019, era legale rappresentante di ben 9 società e titolare delle quote di maggioranza, del valore di circa 90.000 euro, di altre 7 società, tutte ubicate in Roma.

L’illecita percezione della pensione integrativa di cittadinanza, da parte del settantenne ciociaro, è stata ottenuta mediante la falsa dichiarazione, nell’istanza presentata all’INPS, dei valori e delle possidenze mobiliari, in maniera da aggirare i divieti imposti della norma. Il percettore della pensione integrativa è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria del capoluogo per aver fornito in sede di presentazione dell’istanza per l’ottenimento del contributo dichiarazioni false o attestanti cose non vere, con contestuale proposta di sequestro preventivo dell’importo illecitamente percepito.

In ultimo, la rilevata situazione illecita è stata segnalata all’INPS di Frosinone per la decadenza del beneficio e la successiva attività di recupero delle somme di denaro indebitamente percepite dal reo. La pensione integrativa di cittadinanza rappresenta una forma di sostegno per quanti concretamente hanno bisogno di assistenza, motivo per cui la Guardia di Finanza è
impegnata in prima linea a contrastare fenomeni di indebito accesso al beneficio, affinché le risorse economiche pubbliche possano essere spese correttamente ed indirizzate ai cittadini onesti, in questo caso bisognosi di aiuto da parte dello Stato.
 

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