Corruzione e truffa con gli immigrati, i bambini venivano lasciati senza acqua e cibo per giorni

Scioccanti le frasi che emergono dalle intercettazioni telefoniche. Lunedì i primi interrogatori di garanzia per le 25 persone coinvolte. I chiarimenti della famiglia Scittarelli

"I bambini sono rimasti un'intera giornata senza acqua e cibo. Queste cose non devono più accadere altrimenti io denuncio tutto". Questo in sintesi quanto spiega al telefono, senza sapere di essere intercettato, uno degli operatori che presta servizio in una delle cooperative finite nel mirino della Procura di Cassino. L'uomo, si agita e richiama al proprio dovere il referente della struttura di accoglienza. In un'altra intercettazione, sempre lo stesso operatore, sollecita il referente affinchè vengano sistemate le prese elettriche e parla di ragazzini a rischio e corrente ovunque sottolineando che nonostante ci fosse stata un mese prima l'ispezione da parte dei Nas nulla ancora stato sistemato. Dalle indagini portate avanti dalla Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, coordinate dalla Procura di Cassino, emergono quindi degrado sociale e disumanità da parte di chi avrebbe dovuto tutelare i profughi ospiti. Non solo scarafaggi e blatte in cucina, ambienti umidi e sudici, ma anche fame continua per tutti coloro che venivano accolti. Come emerge da un'altra intercettazione nella quale uno degli operatori si lamenta di aver ricevuto solo "due litri di latte e due pacchi di biscotti che debbono bastare per un mese". 

Gli interrogatori

Lunedì prenderanno il via i primi interrogatori di garanzia disposti dal sostituto procuratore Alfredo Mattei. Le 25 persone indagate avranno quindi la possibilità di dimostrare che le accuse formulate a loro carico sono prive di fondamento. A finire nel mirino della magistratura cassinate come riportato anche dal sito Casertanews sono stati: Paolo Aristide Aristipini, 48 anni di Cervaro; Katia Risi, 44 anni di Cervaro; Bruno Vincenzo Scittarelli, 70 anni di Cervaro; Lucia Risi, 37 anni di Sora; Daniele Scittarelli, 37 anni di Cassino; Daniele Quadrini, 48 anni di Sora; Michele Murante, 70 anni di Poggio Mirteto (Vt); Alessandro Pieroncini, 36 anni di Poggio Mirteto; Modesto Mario Della Rosa, 60 anni di San Giorgio a Liri (FR); Massimiliano Terrezza, 43 anni di San Giorgio a Liri; Simone Di Nallo, 42 anni di Cervaro; Giuseppe Di Pilla, 67 anni di Sant’Agapito (IS); Salvatore Maddaloni, 63 anni di Sant’Agapito; Francesco Mosillo, 37 anni di Cassino; Lucio Secondino, 45 anni di Cassino; Dino Secondino, 45 anni di Cassino; Michele De Rosa, 36 anni di Cassino;  Luca Imondi, 38 anni di Cassino; Valentina Tomassi, 35 anni di Cassino; Salvatote Secondino, 75 anni di Cassino. Tutti devono rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, alla truffa ed alla malversazione.

Parla Scittarelli

"Quanto emerso nel corso dell'indagine 'Welcome to Italy" e che vede come indagati me, mio figlio Daniele e mio genero Simone Di Nallo, necessita dei precisi e doverosi chiarimenti. La cooperativa 'La Ginestra' non ha mai assunto comportamenti irregolari e soprattutto disumani nei confronti degli ospiti stranieri. A parlare sono le tante relazioni stilate dai Carabinieri del Nas, dagli Ispettori del Lavoro, dai Servizi Sociali dei Comuni in cui ha sede la cooperativa La Ginestra che prende le distanze dai filmati trasmessi dai media nazionali e che attestano un comportamento vergognoso e scellerato che non ci appartiene. I capi di imputazione contestati dalla Procura saranno chiariti nelle dovute sedi ma l'aspetto umano di questa vicenda teniamo a chiarirlo ora. Mai e poi mai la cooperativa La Ginestra ha messo in atto atteggiamenti vessatori e discriminanti nei confronti di chi già tanto ha patito".

Niente auto di lusso

"Inoltre a fronte del complessivo importo di tre milioni di euro per i quali sono stati chiesti i sequestri, le contestazioni relative alla cooperativa 'La Ginestra', in un arco temporale di cinque anni, ammonterebbero al massimo, secondo la stessa ipotesi della Procura, a 78 mila euro e riguarderebbero presunte irregolarità di carattere amministrativo-contabile che siamo sicuri di poter dimostrare al più presto nelle sedi competenti. Appare inoltre opportuno precisare che tutti i componenti della famiglia Scittarelli sono possessori di utilitarie. I nostri difensori Sandro Salera e Paolo Marandola, dimostreranno la correttezza del nostro operato".

Il video shock

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