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Nessuna aggressione per motivi elettorali, Imma Altrui ha ritirato la denuncia

La responsabile organizzativa della Lega Cassino aveva riferito di essere rimasta vittima di violenza verbale dettata da questioni politiche. Il monito di Fiorenza Taricone: "Presentare un esposto non è un gioco. La Legge merita rispetto"

Ha ritirato la denuncia per una presunta aggressione fisica e verbale scaturita, a suo dire, dall'appartenenza alla Lega. Imma Altrui, neo responsabile organizzativa del partito di Salvini a Cassino (Frosinone), ha fatto retromarcia e annullato l'esposto che nelle scorse settimane aveva presentato a carico di due uomini che l'avrebbero aggredita verbalmente e fisicamente per questioni politiche. In realtà la questione sarebbe strettamente legata a motivi personali. Un dietrofront che non è passato inosservato soprattutto per il clamore mediatico provocato dalla notizia. Nella la giornata di ieri abbiamo provato a contattare Imma Altrui per consentirle il diritto di replica senza però ricevere alcuna risposta. Restiamo a disposizione per una sua dichiarazione

La Legge 'codice rosso'

Presentare oggi una denuncia per presunta aggressione significa avviare in iter giudiziario non di poco conto e tutto racchiuso nella Legge 19 luglio 2019, n. 69 è entrata in vigore il 9 Agosto 2019 denominata “Codice rosso”, composta da 21 articoli i quali individuano un catalogo di reati attraverso i quali si esercita la violenza domestica e di genere. Insomma una procedura che una volta avviata ha un costo e soprattutto provoca un grande dispendio di energie per chi ha il compito di verificare se i fatti siano realmente accaduti. Il motivo per cui Imma Altrui abbia ritirato la denuncia non è stato chiarito. Resta il dubbio su questo clamoroso dietrofront auspicando che lo stesso non sia dettato da timori reverenziali ed in considerazione della delicatezza del tema sulla violenza delle donne oggetto della denuncia. 

L'analisi dell'esperta

In proposito è intervenuta Fiorenza Taricone, docente presso l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Presidente per le Pari Opportunità, "Le leggi, anche e soprattutto quelle che hanno migliorato e addirittura capovolto la condizione regressiva femminile, sono un patrimonio collettivo di donne e uomini; sono frutto di lotte, spesso aspre che hanno comportato sacrifici, rinunce, divisioni nelle famiglie, esposizioni pubbliche, commenti non sempre favorevoli, lacerazionii personali e affettive. Per questo patrimonio tanto sofferto occorre rispetto, conoscenza, e vorrei dire anche pudore per taluni argomenti. Le donne hanno impiegato non secoli, ma millenni per far intendere le loro ragioni, e la lotta non è affatto terminata, come le violenze quasi giornaliere dimostrano. Occorre sconfiggere pregiudizi e stereotipi che non sono la stessa, cosa e sono uno più temibile dell'altro, occorre aggiornarsi, studiare, e riflettere su ogni singola parola, la cui pericolosità sul web è ormai evidente a tutti. Servirsi correttamente delle Leggi è il primo passo verso la legalità e una corretta relazione fra i generi". 
 

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