Cassino, Petrarcone al vetriolo replica a D'Alessandro: è stato capace di far chiudere tutto, la città muore

In una lettera aperta l'ex primo cittadino punta il dito su una presunta serie di mancanze e spiega, senza peli sulla lingua, la lunga, complessa e oramai persa, battaglia contro Acea

Giuseppe Golini Petrarcone

Siamo ormai giunti a fine anno 2017 ed è tempo di fare un bilancio dell’”attività” dell’amministrazione capeggiata da Carlo Maria D’Alessandro a Cassino. Ho scientemente virgolettato la parola attività, dal momento che ai miei occhi, ma credo della stragrande maggioranza dei cittadini di Cassino, l’attivismo dell’attuale amministrazione cittadina appare difficile qualificarlo tale. Va ricordato innanzitutto che D’Alessandro si era presentato in campagna elettorale come l’uomo della Provvidenza.

La questione Acea

Avrebbe risolto il problema ACEA, addirittura riportando nella gestione dell’acquedotto cittadino anche le periferie (già ACEA); avrebbe dato alla macchina amministrativa comunale una svolta epocale, facendola divenire simile a quelle modello tedesco, con informatizzazione totale e capacità di intercettare finanziamenti nazionali e comunitari; avrebbe fatto di Cassino una città finalmente turistica; avrebbe creato le condizioni per risolvere il problema occupazionale; avrebbe risolto il problema della sicurezza e della eccessiva presenza di immigrati con il pugno di ferro, ovvero “Tolleranza Zero”; avrebbe fatto di Cassino una città “smart”, a misura d’uomo, risolvendo il problema del traffico e quello dell’inquinamento atmosferico ed acustico; nel sociale, per soccorrere le famiglie in difficoltà, avrebbe tagliato le indennità di carica a se stesso ed agli assessori. Dopo un anno e mezzo credo che anche il cittadino più distratto ed il tifoso più sfegatato debbano constatare che nulla di tutto ciò è andato in porto.
Come ha detto qualcun altro durante una recente seduta di Consiglio Comunale, questo appena trascorso è stato il Natale più triste dal 1945; a quell’epoca però i “cassinesi” erano pervasi dalla grande speranza della ricostruzione. Oggi neanche questo.

L'analisi di una partita persa in partenza 

Ma veniamo ad una analisi attenta, ancorchè per brevità sommaria, dei fallimenti di D’Alessandro. Aveva promesso agli elettori che aveva la soluzione per risolvere il caso ACEA, gettando la croce sul sottoscritto per la futura perdita dell’acquedotto. Tutti sappiamo quale è stato l’epilogo della vicenda. Ma non tutti sanno che l’unica strada che avrebbe potuto salvare l’acquedotto cittadino era quella intrapresa dalla mia amministrazione con la cosiddetta “Delibera Donatelli” e cioè invocando per Cassino la Legge 221/2015. D’Alessandro, una volta eletto, ha pensato bene di abbandonare quella strada per percorrerne altre, plateali quanto improbabili. Risultato: acquedotto perduto. La recentissima sentenza del TAR del Lazio , che ha annullato la votazione dei Sindaci dell’ATO 5 per la risoluzione del contratto con ACEA, conferma che l’unica strada percorribile era quella della Legge 221/2015, che ci dava la possibilità di mantenere la gestione dell’acquedotto cittadino.

La 'balla' della Capitale Europea

Tralascio tutte le gaffe in sequenza di D’Alessandro, come pure gli appuntamenti mancati ed i tanti finanziamenti perduti o bocciati. Voglio ricordare ai miei concittadini la “balla” più clamorosa: l’annuncio di Cassino come “Capitale europea della cultura” per l’anno 2024.  Andiamo avanti; al cittadino di Cassino non sarà sfuggito che di quella città che doveva essere “smart”, di Smart sono solo visibili le vetture biposto prodotte dalla casa automobilistica tedesca.
Del piano del traffico (PUT), nemmeno l’ombra, le pista ciclabili annunciate sono una chimera, le strade sono colabrodi, con ogni tanto una leccatina di asfalto gettato dal camioncino tappabuchi, pilotato a suo piacimento dal consigliere manutentore.

Il mancato ampliamento del cimitero

Il cimitero comunale, che doveva essere ampliato nella parte dell’attuale parcheggio, per consegnare i loculi a coloro che li hanno già pagati, è balzato agli onori della cronaca per immagini spettrali, frutto dell’incuria.
Si sta forse tergiversando per procedere ad un ampliamento con la procedura del project financing, che farebbe duplicare per i cittadini il costo dei loculi?

Chi ha visto i tagli all'indennità?

Nel sociale altro fallimento: ovviamente nessun taglio delle indennità a sindaco ed assessori; centri anziani mortificati; centro antiviolenza rivoluzionato, togliendo di mezzo le attivissime volontarie, per sostituirle con altre più “amiche”.

La città muore di inedia

Su cultura, sport e spettacolo un nulla di fatto. Nei miei cinque anni di amministrazione Cassino aveva vissuto un vero e proprio rinascimento culturale: rassegne cinematografiche con film “d’essai”, rassegne di arte, rassegne di letteratura, come “Cassino che legge”; importanti eventi sportivi di livello nazionale ed internazionale, uno fra tutti l’arrivo del Giro d’Italia nel maggio 2014.

La funivia rimasta al palo

Cassino doveva diventare una città turistica: uno dei primi provvedimenti di D’Alessandro è stato cancellare le funivia, che avrebbe rappresentato senz’altro per Cassino una incredibile attrazione, a costo zero, e nel rispetto dell’ambiente e della qualità dell’aria. Poi D’Alessandro ha inanellato tutta una serie di insuccessi che ci relegano alla stregua di un paesone del profondo sud.

La chiusura del Manzoni, dell'Historiale e della Rocca Janula

E’ stato capace di far chiudere il Teatro Manzoni, che durante la mia amministrazione aveva assicurato alla città importanti stagioni teatrali e cinematografiche, una scuola di teatro ed una di ballo, oltre che essere un ritrovo culturale all’interno del suo foyer. Ha di fatto chiuso l’Historiale, il Museo Multimediale della città , che portava a Cassino migliaia di visitatori all’anno, interessati alle vicende belliche di una delle più importanti battaglie del secondo conflitto mondiale,  magistralmente rivisitate da Carlo Rambaldi.
Ha tenuto chiusa la Rocca Janula, che avevamo riaperto alla pubblica fruizione, grazie anche ad associazioni di volontari, ed in cui avevamo già portato al suo interno vari eventi di respiro nazionale.

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Lo Skate Park trasformato in parcheggio

Ha mortificato lo Skate Park, realizzato a costi bassissimi, grazie anche alla collaborazione fra Comune, Università e Stabilimento Skf, trasformandolo in parcheggio. Quello che era ormai famoso come il “Bacio di Lonac”, è diventato uno schiaffo alla città ed ai tantissimi giovani che si dilettavano in quella pista.
Ma forse l’Amministrazione D’Alessandro è più interessata a far nascere, come funghi, cartelloni pubblicitari, del tipo 6x3, che guarda caso sono installati sempre dalle stesse ditte. L’elenco potrebbe, purtroppo per noi, continuare, ma mi fermo qui. Tranquilli! Non chiederò ora le dimissioni di D’Alessandro. Il suo fallimento è certificato, oltre che per quanto sopra detto, anche dal valzer degli assessori già dimissionati e dai continui malpancismi all’interno della maggioranza. Voglio dare però un consiglio a D’Alessandro per il tempo che ancora sarà sindaco della nostra amata città. La smetta di scaricare su altri amministratori le responsabilità dei suoi fallimenti. E non lo dico perché sono uno dei suoi bersagli preferiti; così continuando a fare si rende stucchevole e poco credibile. Piuttosto, una volta tanto, abbia uno slancio di obiettività e ringrazi la mia amministrazione per aver salvato il comune dal dissesto finanziario. Devo dare atto all’assessore Schimperna di averlo fatto in Consiglio Comunale.
Per concludere, siamo nell’imminenza dell’ultimo dell’anno e desidero fare gli auguri ai miei concittadini di un felice 2018 ed una preghiera alla Befana; fra i tanti doni che distribuirà, nella calza che farà trovare nel camino di D’Alessandro, faccia trovare una sveglia, che gli servirà per svegliarsi dall’oblio di questo lungo e triste anno e mezzo.
 

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