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Dipendente Ater denunciata per truffa e tentata estorsione: prometteva case a pagamento

A denunciare tutto ai carabinieri della Compagnia di Cassino è stata una donna che rimasta senza casa aveva creduto di poter ottenere un alloggio popolare. Nei guai anche i tre complici.

I militari della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Cassino hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dalla Procura della Repubblica di Cassino - P.M. Dott. Roberto Bulgarini Nomi - nei confronti di quattro persone, tra cui un dipendente dell’ATER di Frosinone, indagate per reati di concorso in truffa aggravata e concorso in tentata estorsione e lesione personale.

Il provvedimento trae origine dall’attività info-investigativa avviata il 22 giugno 2019 a seguito di una denuncia sporta da una donna 28enne di Cassino, madre di due bambine. Nel mese di febbraio 2019, Q.P. di anni 35 residente a Cassino, P.M. di anni 50 di San Giorgio a Liri e P.S. di anni 56 di Cassino, approfittando dello stato di bisogno derivante dalla necessità di reperire un alloggio a seguito della interruzione della convivenza con il suo compagno, rappresentavano falsamente alla vittima di essere proprietari di un appartamento ATER (nella realtà ancora di proprietà dell’Ente Pubblico), sito in Cassino, zona San Bartolomeo, e di volerlo vendere al prezzo di quattromila euro. 

Dopo la truffa anche minacce per farsi pagare

I tre falsi venditori, con la complicità di T.M. di anni 57 di Cassino, dipendente ATER, nel raggirare la vittima F.M. rassicurandola circa la regolarizzazione dell’operazione di compravendita presso gli uffici dell’ATER di Frosinone, la inducevano in errore sulla effettiva possibilità di acquistare l’appartamento facendosi consegnare, a titolo di acconto, la somma di denaro contante di duemiladuecento euro.

Il 17 giugno 2019 P.S. e T.M. si recavano presso l’abitazione della vittima ed usando violenza e minaccia - poiché quest’ultima era venuta meno su quanto pattuito nel mese di febbraio 2019, ossia non aveva provveduto a saldare il prezzo di acquisto dell’appartamento concordato in euro quattromila siccome aveva scoperto di essere stata truffata - tentavano in tutti i modi, anche mediante aggressione fisica, di farsi saldare il debito della illegale compravendita dell’alloggio popolare di proprietà dell’ATER, non riuscendo nel loro intento per il categorico rifiuto della vittima. A seguito dell’aggressione la vittima denunciava quanto accaduto attivando le indagini degli uomini del Capitano Ivan Mastromanno e del Tenente Massimo Di Mario.

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